27 marzo 2008

Il Pino Scotto del Fumetto

Fumetto e Musica sono legate da un'importante caratteristica comune. Agli occhi delle masse, sono entrambe identificate soprattutto in base alla loro faccia di intrattenimento commerciale. D'altronde, a diffonderle e sostenerle è l'apparato dei media, inevitabilmente succube dell'influenza di meccanismi di mercato. Per sopravvivere, insomma, bisogna vendere. E per vendere bisogna soddisfare il minimo comune denominatore dei gusti e del livello culturale del pubblico.
Fare arte diventa, in questi casi, uno sfogo sempre più condizionato da stimoli esterni alla creatività pura o alla curiosità di indagare in chiave metalinguistica gli orizzonti del medium. Per qualcuno che volesse campare della propria atitività di autore, la parola d'ordine sarebbe "compromesso". Incanalando le proprie esigenze artistiche all'interno di gabbie predefinite. O, peggio, riducendo la propria performance a un atto robotico, di mestiere.
Con questo, NON è che io ce l'abbia con chi fa di Musica e Fumetto una forma di guadagno continuativa, adattandosi con professionalirà alle richieste della committenza, sia questa un'azienda o, in via indiretta, l'audience stessa. Semplicemente, a livello del tutto personale, non avrei interesse a lavorare in simili condizioni. Per me, che pure adoro certe dinamiche masscult del Fumetto, viene prima la necessità intima di riversare nell'arte gli elementi che mi vorticano dentro. E se poi ne uscisse fuori anche qualche soldo, sarebbe solo grasso che cola.

In questo senso, ho scoperto di recente un nuovo eroe. E' Pino Scotto, leader storico dei Vanadium, band fondamentale della scena heavy metal italiana. Nonostante il successo esploso negli anni '80, Scotto ha preferito non cedere al canto di sirene danarose come il Festivalbar, rimanendo nei binari di un percorso artistico coerente.
Per potersi permettere una simile indipendenza, egli si è semplicemente mantenuto con un lavoro come un altro, in fabbrica. Una vera e propria doppia vita, di giorno a timbrare il cartellino, di notte a scatenarsi fino a notte fonda sul palco. E, ascoltando album magnifici come "Game Over", penso che ne sia valsa proprio la pena. Grazie di aver tenuto duro, Pino!



Negli ultimi tempi, è possibile ascoltare Pino Scotto anche dai microfoni di Rock TV, canale tematico del pacchetto via satellite di Sky. Ogni martedì pomeriggio, per pura passione, egli parla di musica e, soprattutto, dispensa consigli su argomenti di ogni tipo. Una specie di moderno Daniel Defoe, và, ma dal linguaggio più colorito.
Assistere ai monologhi di
Scotto è un passatempo divertente di per sè. Il musicista campano non ha alcun freno nello sparare a zero su chiunque non gli vada giù, con risultati che spesso scadono nel trash. Per qualche caustica dimostrazione non bastano che pochi click su YouTube, vedere per credere. Eppure, tra una caduta di stile e l'altra, l'ex frontman dei Vanadium esprime una morale da buon "papà", schietta, pulita e assolutamente condivisibile su tanti importanti temi sociali e di attualità.
Ad esempio, la sacrosanta considerazione sulla crisi campana dei rifiuti, espressa in questo video. O il piccolo momento di profondità in quest'altro. O, infine, l'urlo di rabbia del video qui sotto.



Onestà intellettuale. Impegno. Coerenza artistica. Producendo in assoluta libertà, senza compromessi, con il piglio del vero artista. Come vorrei avere la fortuna di potermi definire, un giorno, un Pino Scotto del Fumetto!

22 marzo 2008

L'eroe dei due mondi

Le solicitations delle uscite Image Comics di giugno 2008 annunciano una sorpresa a me graditissima. Si tratta di un volume antologico scritto dall'italo-americano Mike San Giacomo e disegnato, tra gli altri, dal bravissimo Alessando Bragalini. Da fan numero uno dell'arte di Brahamil, non vedo l'ora di poter ammirare il volume che segna l'ingresso dello straordinario artista lombardo nel pantheon degli italiani "emigrati" nel mercato d'oltreoceano. Nemo propheta in patria...

TALES OF THE STARLIGHT DRIVE-IN OGN
story MIKE SAN GIACOMO
art FRANCESCO FRANCAVILLA, GUY DORIAN, DERF, REILLY BROWN & OTHERS
cover DALE BEYER, JR.
Writer MIKE SAN GIACOMO presents 32 stories taking place over 50 years at a Drive-In Theater, featuring 21 artists from around the world. Stories stand-alone, mirroring life and the cinema with tales of crime, romance, science fiction, musicals, even a western. The stories combine to create a single novel with a powerful, shocking finale you won't forget. Fascinating characters, imaginative stories and clever twists will make STARLIGHT the surprise hit of the year.
JUNE 4 220 PAGES FC $19.99

17 marzo 2008

Fai quel che ti pare! /20

Dopo i fasti dei mesi passati, si torna sulla terra, questo mese, con un Previews avido di novità succose. Quantomeno, in positivo.

PREVIEWS di Marzo 2008 (vol.XVIII, #3)

A ridaje. Ricomincia il tourbillon della solita, infinita, "crisi" DC Comics. Nonostante i nomi degli autori coinvolti, Grant Morrison, Geoff Johns e J.G. Jones, è impossibile non lasciarsi andare a uno sbadiglio.
Le danze hanno inizio con DC Universe #0 (DC, P.69), Final Crisis (DC, P.70) e Final Crisis Sketchbook (DC, P.71). E poi, se anche la pietanza per una volta fosse buona, sarebbe troppo tardi. L'indigestione è già in corso da tempo. Cameriere, la prego, del bicarbonato!

Segnalazione d'obbligo per Studio Space (Image, P.146). Il volume, curato da Joel Meadows e Gary Mashall, propone una serie di venti interviste ad autori di primo piano del mondo del Fumetto, centrando l'obiettivo sul loro contesto operativo di lavoro. Sottolineo con piacere che tra i nomi coinvolti nella realizzazione del volume c'è anche quello di Smoky Man, che assieme a Fabrizio Lo Bianco si è occupato del pezzo sul maestro Sergio Toppi. To studio space... and beyond!

Concludo con tre segnalazioni lampo da Marvel Previews. Dopo i recenti successi di Justice e Superpowers, Alex Ross e Jim Krueger tornano in grembo all'editore che, a partire dal 2000, li lanciò come coppia creativa con la trilogia di Terra-X. Avengers/Invaders (Marvel, P.20), che indossa
fin dal titolo quel legame coi fumetti della golden e silver age che è il marchio di fabbrica dei due autori, si propone come una lunga scazzottata nostalgica. Se solo i disegni fossero realizzati da Ross e non da uno Steve Sadowski qualsiasi...!
I primi di maggio vedranno l'uscita nelle sale del lungometraggio dedicato al vendicatore rosso e oro, Iron Man. Le mie aspettative riguardo a questo film sono stese per terra come un pellirossa che origlia il terreno in attesa delle giacche azzurre. Purtroppo, posso dire lo stesso anche per Iron Man Viva Las Vegas (Marvel, P.39), miniserie lanciata a corredo del film da parte degli stessi autori, Jon Favreau (regista raccattato per strada) e un Adi Granov (design) che dalle anticipazioni pare tristemente svogliato e sottotono. Si rischia il record di due occasioni perse in un colpo.
Paul Cornell è noto soprattutto per i suoi impegni di sceneggiatore televisivo, come ad esempio nell'attuale, piacevolissima serie del Doctor Who. Leonard Kirk è un disegnatore ingiustamente sottovalutato, dotato di un segno morbido e di chiarezza di esposizione. Insieme, i due sono alle redini di C
aptain Britain And Mi:13 (Marvel, P.53), una nuova collana che
potrebbe riservare delle sorprese. Da tenere d'occhio.

Questi sono i miei consigli. Poi, fate un po' come vi pare.

13 marzo 2008