27 febbraio 2008

50 anni fa... o fra 950 anni...

Oggi, come ricorda il solerte Legion Omnicom, è il 50enario dell'uscita di Adventure Comics 247, albo d'esordio della Legione dei Super-Eroi. Come volano gli anni... maledetti viaggi nel tempo.
Auguri di cuore, ragazzi!


18 febbraio 2008

Geoff Johns e il daltonismo

Una delle collane DC Comics più continue, ultimamente, è quella dedicata alle avventure di Lanterna Verde. Il franchise, che negli anni '90 ha subito un costante declino di popolarità, è stato rilanciato con successo da Geoff Johns, che ha saputo riscoprirne gli elementi migliori, integrandoli a una visione sci-fi moderna.

ATTENZIONE! Seguono SPOILER su storie ancora inedite in Italia! E si tratta di storie valide, per cui, se siete lettori di Lanterna Verde, occhio a non rovinarvi eventuali sorprese. Ve ne pentireste.

Uno dei maggiori picchi di pathos raggiunti dalla serie è la Sinestro Corps War, recente saga di portata mastodontica. La trama vede il Green Lantern Corps, il corpo di poliziotti interplanetari creato dai Guardiani dell'Universo, scontrarsi con una propria versione malvagia e distorta, guidata da una Lanterna rinnegata. Se il potere dei primi è alimentato dalla forza di volontà di chi li indossa, quello delle loro nemesi, in giallo, si nutre invece di paura. Un dualismo intrigante e ben gestito, che da luogo, nella storia, a risvolti inevitabilmente drammatici.
Alla fine della storia l'autore lascia intravedere alcuni highlights del futuro della serie. Sviluppando l'idea alla base del Sinestro Corps, Johns spicca il volo e si lancia a immaginare, oltre ai gruppi di Lanterne già citati, altre cinque coalizioni simili, caratterizzate da
diversi colori ed emozioni-carburante.
Premesso che la storia in generale mi è piaciuta, anche per merito dei disegni spettacolari di Van Sciver e Reis, e che la creatività andrebbe sempre premiata, devo ammettere di aver trovato quest'ultima trovata un po' eccessiva e poco furba. Per tre semplici ragioni:

1. tutto questo ha il sapore di un rigurgito di spiegazionismo.
Il Fumetto è un'arte basata proprio sul detto e non detto, sullo spazio, lasciato al lettore, di immaginare da solo tempi e spazi della narrazione, che nella storia possono essere solo suggeriti. Scott McCloud direbbe, con una parola sola, closure. E invece Johns, che a dire il vero non è nuovo a questo genere di approfondimenti, sente la necessità di dare al mondo magico e irreale dei comics una coerenza rigida e scientifica. Sì, ma i sogni? Soffocano dalla notazione enceclopedica che spiega perchè le Lanterne Verdi sono... verdi. Che squallido risveglio.

2. Il troppo storpia.
Le Green Lanterns costituiscono uno degli elementi più caratteristici dell'universo DC. Come la Settimana Enigmistica, sono tra quelli più copiati anche in altri contesti, non solo fumettistici. Un'idea che "buca lo schermo", anzi, il foglio. Il Sinestro Corps ne è un giusto contraltare, secondo il topos classico del doppio, del riflesso deformato. Ma altri cinque Corpi? Durante la Sinestro Corps War appare un'immagine, ambientata in un probabile futuro, che mostra una scena di guerra totale tra i Corpi delle varie Lanterne colorate. Non ci si capisce un'accidenti. Secondo me, sette Corps sono decisamente troppi, e si rubano la scena a vicenda.

3. Effetto Power Rangers.
'Nuff said.

Viene da chiedersi: e se Johns scrivesse Capitan America?
"Colpo di scena! Ecco una nuova era per il Capitano! Vi presentiamo i suoi nuovi, mortali nemici:
il Teschio Giallo
il Teschio Blu
il Teschio Arancione
il Teschio Verde
...e il mortale Teschio nero!"

Ma và, và...!!

13 febbraio 2008

Un amore di compleanno

Come conciliare due cose vicine ma diverse? Nello specifico, come unire un compleanno che si festeggia il 13 a S. Valentino, festa degli innamorati, che si tiene il 14? Purtroppo gli esami incombono, e il tempo di far baldoria è al lumicino. La situazione impone di condensare. Tempo fa, di fronte a un problema similare, qualcuno propose una soluzione come questa. Ottima ispirazione:

Tanti auguri a me!

12 febbraio 2008

Steve Gerber (1947 - 2008)

Dopo una lunga lotta contro una malattia infame, è morto Steve Gerber, uno degli autori di Fumetto che più ha dato ai comics americani tra gli anni '70 e '80. Trovo doveroso citarlo qui perchè uno dei primi post di questo blog fu proprio dedicato a lui e alla sua Hard Time, opera deliziosa quanto tristemente ignorata dal pubblico. Ovviamente, ora la leggeranno tutti.

So long, Steve.

09 febbraio 2008

Fai quel che ti pare! /19

Doppio compleanno, quest'anno, a Febbraio. Il mio, il giorno 13. E il cinquantenario della Legione dei Super-Eroi, il 27. Eppure, Previews è avido di "regali" per entrambi. Non c'è molto che stuzzichi la mia fantasia di potenziale acquirente e legion junkie. Meglio così: forse il regalo migliore è quello di riuscire, per una volta, a mettere da parte qualche soldo. Giusto, Zio Paperone?

PREVIEWS di Febbraio 2008 (vol.XVIII, #2)

Ci volevano i festeggiamenti per il cinquantennale del franchise perchè la DC producesse un "best of" della Legione dei Super-Eroi. Purtroppo, il menu di Legion of Super-Heroes 1050 Years In The Future (DC, P.98) è piuttosto deludente, specialmente a causa di alcune inspiegabili inclusioni, che levano spazio a veri "classici". Inoltre, il volume propone assaggi di diverse versioni "reboot" del gruppo, rischiando di provocare dei sonori mal di testa a chi volesse approfittare dell'occasione per gettarsi per la prima volta nel mondo del 31esimo secolo. Vabbè, sempre meglio che un pugno in un occhio, no?

Anno nuovo, nuovo crossover. In attesa dell'annuncio dell'omologo DC Comics, Final Crisis, la Marvel gioca il carico di bastoni con Secret Invasion #1 (Marvel, P.41), di Bendis e Yu. Con gli ultimi "eventi" della Casa delle Idee mi sono divertito, e questa si presenta come una lettura da ombrellone altrettanto spassosa quanto World War Hulk. Ma ormai, con l'overdose da hype forzato degli anni passati, non è che l'entusiasmo sprizzi da ogni poro. Tutto sommato, mi sarei accontentato di leggere le solite, piacevoli serie regolari. A caval donato...!
Altro consiglio dalle pagine del supplemento Marvel a Previews. Di solito, in questa rubrica, evito di segnalare nuovi albi o volumi di serie già in corso. Non posso però farne a meno nel caso di New Mutants Classic Vol.3 TPB (Marvel, P.106), che da il via alla ristampa de celebre ciclo dei Nuovi Mutanti illustrato da Bill Sienkiewicz. Un vero e proprio "must" della Marvel anni '80. E non solo.

La palma di titolo più interessante del mese va senza dubbio al primo numero di Glamourpuss (Aardvark Vanheim, P.202), nuovo progetto del geniale Dave Sim (Cerebus). Al di là del suo indiscutibile talento, Sim è famigerato per le sue posizioni "conservatrici" sul tema del femminismo. Sarà divertente vedere l'influenza sulla serie di un simile punto di vista, dal momento che
Glamourpuss pare essere incentrata sul mondo della moda. Si prevedono fuoco e fiamme in tutta la rete...

Torno a segnalare un volume che avevo già trattato in una precedente rubrica. Nel frattempo, però, problemi legati alla complessa situazione
legale dei personaggi avevano impedito la distribuzione di questo pezzo, che ristampa uno dei più fortunati cicli della Valiant di Jim Shooter. Finalmente, dopo tante traversie, Harbinger The Beginning HC (Valiant Ent. LLC, P.362) può tornare a presentarsi al pubblico. Per sottolineare i buoni propositi dell'editore, l'annuncio di questo bel cartonato è accompagnato da quello di X-O Manowar Birth HC (Valiant Ent. LLC, P.358), altra ristampona della Valiant anni '90. Back for good?

Questi sono i miei consigli. Poi, fate un po' come vi pare.

08 febbraio 2008

Crisi del Fumetto mia sorella

Leggo questo articolo di commento pubblicato su afNews, ad opera di Carlo Scaringi. E mi deprimo.
[...] La crisi lamentata dagli editori non è solo crisi di vendite, ma anche, e forse soprattutto, crisi di idee, nel senso che storie e personaggi di oggi risultano di gran lunga inferiori a quelli di qualche anno fa. E’ indubbio che Claudio Nizzi, sceneggiatore di Tex e altri eroi bonelliani, non è per nulla inferiore a papà Bonelli, così come molti disegnatori di oggi non fanno rimpiangere Galleppini. Ma sembrano mancare, in queste storie, il fascino, il clima, magari anche il piacere dell’avventura che caratterizzava i vecchi racconti. Una conferma ci arriva dal successo che stanno ottenendo le ristampe, spesso di qualità, allegate a quotidiani e periodici. Se fossero in crisi il fumetto e i suoi personaggi, non si avrebbe quel successo di vendite che ottengono gli eroi anche un po’ datati, acclusi ai giornali venduti nelle edicole. [...] La realtà è che dalla crisi si esce solo con nuovi personaggi e con storie originali.
Il tema del pezzo di Scaringi, com'è facile intuire dallo stralcio che ho appena citato, è la famigerata "crisi del Fumetto". Un babau che ogni tanto si riaffaccia dagli armadi di tutti gli editori, che amano molto discuterne ma quasi mai in maniera utile e propositiva.
Per quanto mi riguarda, sono proprio stufo. Basta con questa fantomatica "crisi" (
termine che, da DC fan, mi è indigesto a monte). Anche perchè c'è chiaramente un equivoco da parte di chi la valuta, se gli elementi della tesi sono quelli dell'articolo di cui sopra.
Ad esempio, è evidente a tutte le persone di senno che i fumetti in allegato ai quotidiani sono acquistati per la maggior parte da meri collezionisti, che comprerebbero quei prodotti qualunque cosa presentassero, dalla cucina di Suor Germana ai camion dei pompieri di tutto il Mondo.
Inoltre, sono certo che, facendo una media d'età degli acquirenti dei Tex a colori di Repubblica, il risultato evidenzierebbe un'audience quantomeno quarantenne. Se non più stagionata. Insomma, non certo nuovo sangue per il comic. Colpa anche del fatto che, generalmente, questi albi costano un occhio della testa (i Paperi del Corriere, citati da Scaringi, stanno a € 7,90), troppo per un nuovo pubblico di giovani, magari di studenti. Ma la produzione in "numeri da edicola" non dovrebbe tener basso il costo del prodotto finale? Forse dipende dalla percentuale di reso...

Il punto è che questa situazione è voluta dal medium Fumetto stesso. Che, per andare sul sicuro, si rivolge sempre ai soliti noti. Non si rinnova, ha paura di rischiare, di essere sincero. Con l'autoreferenzialità e la coazione a ripetere (di autori come Nizzi, per citarne uno tirato in ballo nell'articolo riportato da afNews) non si incuriosisce certo il nuovo pubblico, anzi, gli si da l'impressione di un circolo chiuso, impenetrabile, d'elite.
Le nuove generazioni, quelle che potrebbero innamorarsi delle nuvole parlanti alimentandone la sopravvivenza per i prossimi cent'anni, preferiscono dei media in evoluzione, che guardano avanti. I videogiochi cambiano pelle ogni anno, rinnovandosi con continue trovate di gameplay (vedi Nintendo DS e Wii) e innovazioni nella grafica (X-Box 360). Invece, entrare in fumetteria è un'esperienza tristemente più uguale a se stessa una settimana dopo l'altra.
A quanto pare, invece, il massimo della modernità concessa al Fumetto italiano è la recente iniziativa delle miniserie bonelliane. Evidentemente rivolte in primis, tanto per cambiare, agli aficionados. Basti pensare al pioniere di questi progetti, il Brad Barron di Faraci, un'emblematica strizzata d'occhio alla fantascienza da pulp magazine degli anni '50. Nota passione dei giovani!

Sono passati i tempi in cui la lettura di un fumetto mi stupiva. E di storie belle di personaggi "nuovi" ce ne sono a pacchi, là fuori. Ci vorrebbe un editore disposto a rischiare la mazzata sui denti, ma che tentasse di proprre qualcosa di veramente nuovo e in linea con i sentimenti dell'attuale generazione. Occhio, i sentimenti, non l'estetica, perchè sono due cose diverse. Ci vorrebbe un nuovo Dylan Dog.