04 gennaio 2008

De scopibus culibus

Leggendo con continuità i messaggi di questo blog, sembra strano che sia "sponsorizzato" da DC World, il maggior fan-site italiano dedicato al mondo DC. Perchè nella maggioranza dei miei post non ho riservato all'editore americano che rigide bacchettate sulle mani. D'altronde, come ho già ampiamente specificato negli scorsi mesi, questa è la semplice reazione di un uber-fan che si sente tradito da una gestione pigra e poco brillante da parte dell'attuale redazione DC. Insomma, è un sintomo d'amore.
Per iniziare l'anno nuovo nel migliore dei modi, ho deciso di togliermi per un attimo la scopa dal didietro (la Befana me la restituirà la mattina del 7 gennaio) e dedicare qualche riga alle cose belle prodotte dalla DC, a quelle che ancora mi fanno emozionare e che non ho (ancora) intenzione di tagliare dalla lista della spesa. Sarà dura, ma qualcosina da dire c'è.

Senza dubbio, la migliore collana DC attualmente sugli scaffali è All-Star Superman, di Grant Morrison, Frank Quitely e Jamie Grant. Emozioni intense e trovate fantasiose a go go, tutto in quella magica salsa da favola moderna che ha caratterizzato le migliori annate dell'Uomo del Domani. Purtroppo la sua periodicità è estenuante per lentezza, ma ogni nuovo albetto vale la pena di tanta attesa. Forse, alcune delle migliori storie di Superman mai scritte.
Di taglio simile, pur strano a dirsi, è Action Comics, la storica prima collana regolare mai dedicata all'azzurrone. Pur essendo ambientata nel DCU solito, presenta storie divertenti e ben disegnate, che propongono riletture di stilemi classici del mito di Superman. La chiave è moderna ma onesta, ed è bello vedere, per una volta, la volontà di ripescare elementi dalla silver age per rinfrescarne la forza espressiva e non come una banale strizzata d'occhio ai lettori di vecchia data. Le storie, di Geoff Johns e Richard Donner, sono forse un po' troppo diluite, ma ugualmente piacevoli.

Uno degli autori che più ha dato, in termini di qualità, alla DC degli ultimi anni è Darwyn Cooke. Dopo una lunga carriera da graphic designer e, in seguito, da animatore presso gli studi della Warner Bros, Cooke è riuscito a realizzare la sua ambizione di fare Fumetto. Con maturità, classe e leggerezza, ha già realizzato alcune pietre miliari del DC Universe, come DC The New Frontier, opera dalla quale è stato tratto di recente anche un film animato.
Da qualche mese, Darwyn Cooke è al lavoro su The Spirit, splendido omaggio al lavoro del grande Will Eisner, maestro che occupa senz'altro un posto di rilievo tra gli ispiratori del cartoonist canadese. Purtroppo, è già stato annunciato l'addio di Cooke a questa serie, con il #12. Ma l'occhio è sempre su Previews, in attesa di sue nuove e strabilianti imprese.

Una delle cose che meno tollero della della DC attuale è l'eccessivo ricorso alla violenza. Una crudezza gratuita, che sporca la magia dei personaggi DC Comics, in un goffo tentativo di accostarne i toni al gusto dei lettori "adulti". Più che altro, così si procede per esclusione, lasciando fuori il pubblico più sensibile. Almeno ne valesse la pena dal punto di vista delle emozioni... e invece, imperano la noia e una certa sensazione di ribrezzo.
Io immagino l'universo DC come un'auto sportiva. In autostrada o in pista, corre che è un piacere. Certo, volendo ci si può anche andare sugli sterrati o un po' in fuoristrada, ma con il rischio evidente di impantanarsi. Per quello ci vuole la jeep, genere d'auto anch'esso rispettabile ma diverso. Potendoselo permettere, penso che tutti nel garage le vorrebbero entrambe!
Tra le mille proposte di storie "impantanate", meno male che nella checklist DC ci sono anche bolidi da gara come Teen Titans Year One, di Amy Wolfram e Karl Kerschl, e Teen Titans Lost Annual, scritto dal compianto Bob Haney e illustrato da Jay Stephens e Mike Allred. Accostare queste due storie, che presentano entrambe avventure retrospettive sulla prima formazione di Giovani Titani, è un'ottima maniera per capire come un modello narrativo possa modernizzarsi, guadagnando appeal senza snaturare se stesso. La Wolfram, già autrice di alcuni episodi della serie di cartoons dedicata ai Titani, è riuscita a cogliere le intenzioni e la leggerezza del creatore del franchise, Haney, adattando il tutto a una narrazione di taglio più fresco ed attuale.
Sulla stessa scia, è uscita nel 2007 un'altra strepitosa meraviglia, Shazam! the Monster Society of Evil, di Jeff Smith. Ancora una volta, si tratta della rilettura di un personaggio storico del comicdom, secondo gli stilemi che ne avevano caratterizzato l'ascesa negli anni della golden age. Il talento e la sensibilità narrativa di Smith, creatore del pluripremiato "Bone", shakerano il tutto con un occhio da lungometraggio animato.

Uno dei piatti più forti della DC degli ultimi anni è senz'altro il settore delle ristampe. In coincidenza con l'espansione del mercato delle librerie di varia, è esplosa una vera e propria riscoperta delle gemme nascoste nell'archivio DC, riportate alla luce in una valanga di volumi di vario formato. Cartonati, brossurati a colori e in bianco e nero... ce n'è per tutte le tasche. E per tutti i gusti, dalla golden age all'epoca moderna.
A mio parere, i recuperi più succosi sono quelli degli Omnibus, che finora hanno ristampato in formato di pregio alcune delle storie più succose dell'intera Storia DC (il Quarto Mondo di Jack Kirby, la Justice League di Giffen e DeMatteis, ecc), e gli Showcase presents, tomoni economici in bianco e nero principalmente dedicati a recuperi di materiale silver age. Le storie degli Showcase presents sono più che spassose, ma vanno lette a cuor leggero: il loro approccio, follemente fantasioso, è molto diverso da quello più "inquadrato" dei moderni comics DC... purtroppo.

Nessun commento: