18 gennaio 2008

Archivi in evoluzione

Nell'ultimo periodo si era speculato molto, in rete, a proposito del futuro degli Archives DC, il programma di ristampe di lusso dell'editore newyorkese. Nomen omen, gli Archivi proponevano versioni "rimasterizzate" di classici DC d'ogni epoca, svolgendo spesso un vero e proprio recupero di carattere storico, con il restauro di materiale della preistoria dei comics. Un tempo sempre presenti con qualche novità, mese dopo mese, su Previews, oggi gli Archivi sono quasi del tutto scomparsi. Giusto una sporadica comparsata ogni tanto, e solo per concludere collane già iniziate. L'idea generale era che il progetto, dopo anni di onorata carriera, fosse arrivato alla frutta. Un dubbio atroce, questo, nelle menti di molti DC fan!
Finalmente, Paul Levitz, presidente della DC Comics, ha parlato. Rispondendo a questa lettera privata da parte di un lettore, Levitz dice finalmente una parola chiara sulla questione:
We have had a number of devoted collectors of the series, and that enabled us to produce a body of work I am very proud of. Unfortunately, in recent years the sales of new Archives volumes have declined below the point where we can sustain the program in its current form. We are still working out the alternative plans, but I expect we will still have some volumes more or less in the current format; though with different pricing or specs and some new archival projets in a different arrangement. I hope we will be announcing all by spring time, and that you appreciate the result.
Insomma, gli Archivi sono morti, lunga vita agli Archivi. A fronte di un calo di vendite lento ma inesorabile, la DC è stata costretta a chiudere baracca e burattini, ma solo per riproporre il tutto, più avanti, in forma diversa.
C'è da dire che, in effetti, si tratta di una linea studiata in origine attorno a un mercato dei comics molto diverso da quello di oggi. Nel 1989, quando il primo volume di Superman Archives fece il suo esordio nelle fumetterie d'oltreoceano, poteva contare della compagnia sugli scaffali di appena una manciata di Marvel Masterworks, omologo prodotto della Casa delle Idee edito a partire da soli due anni prima. L'uscita di ristampe in paperback era poco frequente rispetto ad oggi, anche perchè gli albetti godevano ancora (per poco) di una distribuzione capillare al di fuori dei negozi specializzati. Di entrare con l'ariete nelle librerie di varia non se ne parlava ancora. Con una tiratura bassa, e un conseguente prezzo da capogiro di circa 50 dollari a pezzo, il target previsto era quello, ristretto, dei fumettofili più appassionati.
Oggi, dopo quasi vent'anni, le cose sono molto diverse. I profitti incassati dai volumi costituiscono ormai il grosso del reddito da parte degli editori, soprattutto per quanto riguarda i long seller. Fumetto e romanzo sono sempre più mano nella mano nel loro destino di prodotto commerciale da conservare, invece che usa-e-getta. Dal feuilleton alle strip, dagli Oscar agli Showcase presents.

La DC Comics, così come la concorrenza,
sta in effetti già sperimentando da tempo dei nuovi formati per le proprie edizioni da book shop, variegati ed economici.
Per citare solo alcuni esempi tra le ultime novità maggiormente affini, per tema, alle proposte dei fu Archivi, la saga del Fourth World, Omac e The Demon di Jack Kirby (questi ultimi due, ripescati per la prima volta in assoluto) sono in via di riproposizione in una specifica collana di tomi hardcover, gli "Omnibus", pubblicati su carta opaca, contro la patinata degli Archives, per abbassarne i costi e far meglio risaltare i toni piatti della colorazione d'epoca.
Anche
Justice League International, bistrattato classico degli anni '80, tornerà finalmente in una serie di cartonati corposi ma cheap, mentre per la JLA di Grant Morrison è stata scelta un'edizione simile ma in formato oversized, cioè maggiorato rispetto alle dimensioni standard dei comic book.
A questi formati vanno aggiunti quelli già in uso da qualche anno: Showcase presents, ristampe in bianco e nero a poco prezzo; Chronicles, paperbacks che ripropongono, in maniera cronologica e integrale, l'intera library di specifici personaggi; Absolute Editions, cartonati di formato enorme e ricchi di contenuti speciali degli del miglior DVD. Senza dimenticare, naturalmente, i classici formati paperback e hardcover, prima d'ora difficilmente dedicati a classici d'essai.

Gli appassionati non sembrano avere di che preoccuparsi, quindi, per quanto riguarda la volontà della DC di recuperare le proprie chicche del passato. Ma quale sarà la sorte delle collane di Archivi rimaste in sospeso? I titoli "orfani" sono così tanti che sarebbe difficile farne un elenco in questa sede, ma comprendono materiale illustre e molto richiesto dai fan, dai New Teen Titans di Wolfman e Perez alla Legione dei Super-Eroi dello stesso Paul Levitz.
Una soluzione potrebbe essere quella di proseguire quelle ristampe in formato Omnibus, raccogliendo però il materiale per annate, in modo da poter consentire ai collezionisti degli Archivi di proseguire la lettura senza traumi, e lasciandosi allo stesso tempo la porta aperta per un simile recupero delle storie già edite in Archives una volta che questi andassero esauriti.
Problema a parte è quello che riguarda la riproposta di quanto prodotto dalla DC tra il 1976 e il 1997. Come chiarito a questo link da Bob Greenberger, ex responsabile delle collected editions della corte di Paul Levitz:
DC pays a royalty based on a percentage of the cover price to writers, pencillers, and inkers to all material published prior to 1976 and after 1997. For the period in between, the vouchers that were in use called for a set reprint fee to be paid. In some cases, the amount of contractually obligated reprint fees makes the budget for a proposed collection unprofitable. In those cases, DC will either scrap the project or ask the talent involved to waive the reprint fee in lieu of the standard royalty arrangement. If the parties agree, then everyone benefits.
In altre parole, le storie pubblicate in quel periodo rientrano in accordo in base al quale la loro eventuale ristampa andrebbe retribuita agli autori originali secondo una tariffa fissa. Contratriamente alle altre, che fruttano invece a chi di dovere una percentuale del prezzo di copertina. Non si tratta di una differenza da poco: di fonte alle previsioni di vendita, la famigerata cifra fissa di cui sopra può non essere ritenuta dall'editore come una spesa accettabile. Quantomeno, non per una ristampa in Archivi. Del maiale non si butta via niente!

EDIT: Wikipedia mi informa che nel numero 1080 di Comic Shop News, del 27 febbraio 2008, è stato prodotto un ulteriore aggiornamento ufficiale sulla vicenda degli Archivi.
"In spite of earlier reports of their demise, DC Archives will continue in 2008 and 2009, although in reduced numbers, focusing on continuing already-established Archives series."

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