29 dicembre 2007

Legion of Super-Heroes: fuori dal tunnel? /3

Con il cuore gonfio di speranza, torno a scrivere della Legione dei Super-Eroi, e degli ultimi sviluppi che la sua continuity complessa e contorta sta subendo oltreoceano negli ultimi mesi. Per i precedenti capitoli di questo mio accorato report da fanboy, cliccare qui e qui. ATTENZIONE! Seguono spoiler su albi ancora inediti in Italia!

Attualmente, le storie della Legion si svolgono sui binari di tre serie regolari. La prima è Action Comics, che dal numero 858 ospita il vero e proprio sequel alla Lightning Saga, della quale ho già trattato negli
articoli precedenti. La vicenda, scritta dal solito Geoff Johns e splendidamente illustrata da Gary Frank (Hulk, Supreme Power), vede Superman in viaggio nel futuro della Legione apparsa sulle pagine del crossover tra JLA e JSA.
Sì, perchè attualmente in giro per il DC Universe ci sono almeno due diverse versione del super-gruppo futuribile creato nel 1958 da Otto Binder. Questa, la più interessante, riprende la versione pre-Crisis della Legione, la cui storia sarebbe proseguita nell'ombra, da allora, a partire dalle storie del "volume III" uscite parallelamente a Crisi sulle Terre Infinite.
Da allora, le cose non sembrano essere andate gran che bene per Cosmic Boy e soci. Nel XXXI° secolo della loro linea temporale, la cui posizione rispetto al resto del DCU è tutta ancora da definire, la Terra è vittima di una feroce ondata di razzismo nei confronti di tutti gli alieni. Addirittura, il mito stesso di Superman è stato distorto facendo di Kal-El, in realtà ultimo sopravvissuto del lontano Krypton, l'immagine bandiera dei terrestri "purosangue". Naturalmente la Legione, simbolo di tolleranza e rispetto verso ogni cultura, è stata tra le prime vittime di questa follia collettiva, fomentata da una gang di super-mascalzoni autoproclamatasi Justice League of Earth.
La storia, molto intrigante, vede l'azzurrone, pur senza poteri sotto il sole rosso della Terra del futuro, combattere fianco a fianco dei suoi storici compari della Legione, ora ridotti da celebrati eroi interplanetari a cellula rivoluzionaria sotterranea. Riusciranno i nostri beniamini a dimostrare al mondo che Superman era un alieno? Lo scopriremo al più tardi su Action Comics 863, ultimo capitolo della storyline, in uscita il prossimo marzo.

Nel frattempo, altri due protagonisti della Lightning Saga sono coinvolti, nel DCU del presente, in un'altra avventura. Si tratta di Karate Kid e Una (ossia un terzo di Triplicate Girl), le cui peripezie sono raccontate (quasi) ogni settimana sulle pagine della mediocre maxiserie Countdown to Final Crisis.
In breve. Karate Kid, alias Val Armorr, ha contratto un virus mortale, simile per struttura a ciò che infettava gli inquietanti OMAC visti nell'ambito di Crisi Infinita. Dopo aver incontrato alcuni nomi noti del DCU, tra cui la nuova Supergirl sui numeri 21 e 22 della collana a lei dedicata, Val e Una si sono diretti in Colorado, da un certo Buddy Blank. Questo nome non sorprenderà di certo i lettori di buona memoria, che lo ricorderanno come l'alter-ego dell'OMAC originale, quello creato
negli anni settanta dal genio di Jack Kirby. I tre giungono quindi da Brother Eye, il satellite impazzito della miniserie OMAC Project, che esaminando Karate Kid rimbalza ulteriormente il legionario, questa volta verso i ruderi della città di Bludhaven. "Quanta strada nei miei sandali..."
Considerando che la sintesi di cui sopra riassume la bellezza di trenta e passa albetti di Countdown, saltano agli occhi la povertà delle idee sul piatto e la vuotezza della trama, che pare strutturata come un videogioco di serie B.
Stando alle indiscrezioni trapelate dai vari teaser diffusi in rete dalla DC, il viaggio di Karate Kid è destinato a incrociarsi con il "Great Disaster". Ipotetica catastrofe naturale futura, anche il Grande Disastro è ripreso dalla penna del Grande Kirby, che lo ideò come premessa della sua splendida opera sci-fi/action Kamandi. E in effetti è proprio il biondo Kamandi, "l'ultimo ragazzo sulla Terra" come descritto nella testata della sua storica collana, il punto di congiunzione ideale tra le versioni originali di OMAC, del quale era un discendente, e di Val Armorr, che incontrò in un insolito team-up nel 1978. Che la DC abbia in mente proprio un revival del biondo scavezzacollo kirbyano? Dopotutto, come visto in un epilogo di Crisi Infinita, la prossima meta di Karate Kid nasconde sottoterra un bunker chiamato "Command D", proprio come quello dal quale prese il nome il prode Kamandi. Inoltre, Grant Morrison ha già dichiarato che il personaggio apparirà nel finale di Final Crisis, per richiamare l'apparizione iniziale di Anthro ("il primo ragazzo sulla Terra"!). Elementare, Watson...?

Nel frattempo, cosa accade alla Legione "titolare", quella protagonista del "volume V" inaugurato da Mark Waid? Dopo un lungo periodo di magra, anche per questa incarnazione del team si preannunciano tempi sereni. Infatti, nel numero 37 di Legion of Super-Heroes, uscito in America questa settimana, ha fatto il suo positivo esordio la nuova, attesa coppia di autori. Ai disegni Francis Manapul, artista solido e dinamico dal tratto che ricorda Joe Madureira e Olivier Coipel. Nel ruolo di sceneggiatore, invece, uno straordinario ritorno, quello del veterano Jim Shooter. Sì, lo stesso Shooter che inaugurò la sua carriera nel comicdom all'età di soli 15 anni, proprio con un'indimenticabile sequenza di storie della Legion (da Adventure Comics 346, del 1966).
Personalmente mi è stato molto difficile approcciare questo primo albo di ritorno. Da un lato, da sfegatato ammiratore a tutto tondo della carriera di Shooter, mi piacerebbe poter giudicare la nuova opera dell'autore di Pittsburgh con totale serenità, e magari anche un occhio di riguardo. Però, allo stesso tempo, la sola vista del rooster della Legione "titolare" continua a darmi i crampi allo stomaco. In definitiva, devo ammettere che Legion of Super-Heroes 37 è oggettivamente buono, soprattutto per merito delle caratterizzazioni di Shooter, che scolpisce i personaggi in maniera (finalmente) amabile e strizzando l'occhio alle loro versioni "classiche". Inoltre, la storia è densa al punto giusto e ricca di spunti e sottotrame, in una maniera che ricorda un po' il periodo curato da Paul Levitz. Sperém.


Ma cosa attende i legionari nel 2008?
In primis, si spera, la risoluzione del paradosso delle varie Legioni che stanno comparendo qua e là per il DC Universe. L'anno prossimo si celebra il cinquantennale del franchise, e a quanto pare il piatto forte della festa sarà proprio la necessaria risposta a questo problema di continuity da mal di testa
cronico.
In attesa di "Legion of Three Worlds", la storia che dovrebbe sbrogliare la matassa, non si può che speculare.
Su Action Comics annual 10 del 2007, albo usato da Geoff Johns e Richard Donner per introdurre le trame sviluppate di lì a un anno, è apparsa una storia che riscrive in chiave silver age il primo incontro tra Clark Kent e il legionario Mon-El. Il racconto, molto breve, ricicla l'origine classica di Mon-El, con un giovane Clark costretto ad imprigionare l'amico nella Zona Fantasma così da evitargli una sorte peggiore per avvelenamento. Rispetto alla versione originale, però, c'è una differenza sostanziale: qui Clark agisce ancora in "borghese", molto prima di indossare i panni di Superman. Peccato che, nelle storie della Legione del "volume V", un Mon-El appena recuperato dall'esilio nella Phantom Zone ricordasse di esservi stato imprigionato da qualcuno con la celebre "S" sul petto... un errore di distrazione da parte degli autori, o un vero e proprio indizio?
Inoltre, come riportato nel prezioso blog di
Michael Grabois, l'anno prossimo Kieth Giffen tornerà ad occuparsi della Legione, in occasione di un crossover tra gli eroi DC e i colleghi dell'universo parallelo della WildStorm. Molti in rete hanno ipotizzato da tempo che l'attuale Legion "titolare" potesse venire spiegata come appartenente al futuro del WSU. E se non fosse una cattiva idea?
A proposito di ritorni, lo stesso Paul Levitz ha confessato a Newsarama di avere realizzato u
na storia breve della Legion per la super-star della matita Jim Lee, da pubblicarsi in una sorta di art book dedicato alla carriera dell'artista di origine asiatica. Conoscendo di gusti di Lee, che non ha mai nascosto il suo amore per l'incarnazione pre-Crisis del team di teenagers del futuro, questa sarà quantomeno un'occasione di leccarsi in baffi per tutti i fan nostalgici come me. E non solo.

Long Live the Legion!

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