04 dicembre 2007

DC Zombies

Negli ultimi mesi, la Casa delle Idee sta insistendo sempre più sul neonato filone dei "Marvel Zombies", interpretazione in chiave orrorifica del loro universo di super-eroi. In un mondo alternativo rispetto a quello che ospita le classiche versione di Uomo Ragno & soci, un virus alieno ha trasformato tutti (o quasi) in non-morti affamati di carne umana fresca. Stan Lee incontra George Romero. Un'apparizione dietro l'altra, i Marvel Zombies hanno conquistato sempre più un proprio spazio sugli scaffali dei negozi, diventando un vero e proprio fenomeno editoriale. Miniserie, copertine zombie-style, gadgets di ogni tipo: è scoppiata una vera e propria mania.
Alcuni, in rete, si sono messi un po' troppo sulla difensiva rispetto a questo innocuo trend, che non è nulla di più se non una gag un po' greve, un modo per sdrammatizzare la seriosità dei comics. Ne ho già accennato, in parte, in un precedente messaggio.
Fa impressione però accostare tutto questo ai percorsi, simili, di altri editori. Al di là di un generale ritorno in auge del genere horror, è visibile una sempre maggiore ossessione verso il tema della morte. Un discorso che, per giunta, potremmo estendere ad altri media come la musica (vedi gruppi come i My Chemical Romance) e la fiction audiovisiva (serial come "Six feet under", "Dead like me" e "Dexter"). Morte come rappresentazione del vuoto interiore di una generazione, quella attuale, priva di stimoli e di obiettivi? Forse, visto che il focus pare non mettere
tanto al centro il rapporto con l'aldilà, anche in chiave mistica, quanto l'opposizione tra essere e non essere, tra il peso dei tormenti della vita e l'allettante e liberatorio nulla.

A dire il vero, nei comics il tema della morte non è certo una novità, e negli ultimi vent'anni è anzi salito alla ribalta in maniera più che cruda, complice la volontà da parte degli autori di rendere le storie sempre più "mature" e "adulte" (notare la scelta pigra di isolare, attraverso la rappresentazione della violenza, il target dei giovani, invece di aumentare la complessità delle storie narrate come è generalmente accaduto, ad esempio, nel mondo dei serial tv).
Anche la DC Comics, sempre più caratterizzata da tematiche funeree, si trova immersa in questo vortice oscuro. Una escalation di sangue tristemente fine a se stessa, che ha purtroppo superato da tempo il confine del cattivo gusto. Basta dare una rapida occhiata alle uscite dello scorso novembre per farsi un'idea della morbosità che circola negli uffici degli editor guidati da Dan DiDio.

ATTENZIONE! Seguono SPOILER su albi ancora inediti in Italia! Anche se nella maggioranza dei casi si tratta di storie molto brutte, delle quali sconsiglio la lettura a monte.

Black Adam the Dark Age prosegue la saga della nemesi storica di Capitan Marvel, da dove la si era lasciata sulle pagine di World War III. L'alter ego di Teth-Adam, qui mostrato anche durante un atto di cannibalismo, è alla ricerca di un modo per resuscitare come si deve la defunta sposa, Isis, dopo un primo sfortunato tentativo che ha visto la donna tornare nel mondo dei vivi sotto forma di una specie di zombie putrescente. Per chi ne volesse ancora, ulteriori tragedie familiari attendono i lettori di Green Arrow/Black Canary, collana eponima nata sullo slancio dell'agghiacciante speciale da me già commentato, con dolore, a questo link. Nello stesso filone anche Death of the New Gods, noiosa miniserie di Jim Starlin sulla quale non mi sentirei di spendere alcuna parola, dal momento che il titolo parla fin troppo chiaramente da solo.
Countdown presents Lord Havok and the Extremists punta i riflettori su un gruppo di criminali ripresi dallo storico ciclo di Kieth Giffen e J.M. DeMatteis sulla Lega della Giustizia. In quelle storie Lord Havok, versione DC del celebre Dottor Destino della Marvel, regnava con alcuni degni compari su una Terra alternativa, da loro devastata a suon di atomica. Allegria.
Scorrendo le previews in cerca brio si inciampa in
Simon Dark, che racconta le vicende del nuovo anti-eroe di Gotham City, una sorta di moderno Frankenstein creato ricucendo le parti di una serie di cadaveri. Curioso notare che, a quanto pare, il ragazzo risulta avere la fisiologia di un diciottenne. Live fast, die young; ma fuori o dentro?
Su Green Lantern prosegue la Sinestro Corps War, nella quale, per la prima volta, alle Lanterne Verdi viene concessa la possibilità di utilizzare il loro anello del potere allo scopo di uccidere.
Dulcis in fundo, Titans East Special vede la comparsa di un nuovo gruppo di giovani Titani... tutti sterminati al termine dello stesso albo, dopo poche pagine di vita. Unico sopravvissuto è il veterano Cyborg, mentore dello sfortunato team. Ma suppongo che, se solo avesse in anticipo letto la sceneggiatura del solito scarpone Judd Winick, avrebbe preferito andarsene così anche lui.

Chiaramente questo non è che uno sguardo rapido e parziale. Chissà cosa è successo negli albi che non ho letto! Da sottolineare inoltre che nella mia carrellata ho escluso le ristampe, specie quelle di materiale d'epoca, per evitare il rischio di una errata contestualizzazione. Ma si potrebbe discutere
anche delle motivazioni che, mese dopo mese, favoriscono certi ripescaggi piuttosto che altri.
In ogni caso, resta l'amarezza di fronte a questa deriva di gusto da parte della DC. Mentre, come accennavo in apertura del messaggio, la Marvel ha scelto di elaborare gli ultimi (pur criticabili) input generazionali in maniera scherzosa e autoironica, l'editore di Superman e Batman non è riuscito a non prendersi sul serio, sfondando la porta del ridicolo. Ma non erano solo fumetti?

1 commento:

Michele ha detto...

Temo che un'inconscia tensione verso la morte, associata a doppio filo con la sua sottovalutazione (e la possibile, conseguente sua messa in ridicolo, come per i Marvel Zombie) fa purtroppo parte della nostra generazione.
Perciò trovo la tua analisi correttissima.
Altro non aggiungo, altrimenti ne vien fuori un sermone.