30 novembre 2007

Verso l'Infinito... e oltre?

Grazie ad un messaggio sulla newsletter it.arti.fumetti ho scoperto questo blog, dedicato da un giovane autore di fumetti all'attacco sistematico della precedente generazione di colleghi, emblematicamente rappresentati nella persona di Roberto Recchioni (John Doe, Detective Dante).
Per quanto i post di Infinito, alias tale Marco '79, perdano a mio avviso di efficacia retorica per via dei toni scelti e della mancanza qua e là di alcuni importanti punti sulle "i" nelle sue accuse, non si può certo dire che il ragazzo non abbia di che lamentarsi. Perchè sì, è proprio vero che oggi, in Italia, non si arriva da nessuna parte se non si è "amici di". Soprattutto nell'ambito del Fumetto, che è un piccolo paesino di provincia dove si conoscono tutti. Anzi, dove tutti devono conoscersi. Io stesso avrei parecchi aneddoti da raccontare sull'argomento, ma preferisco evitare, dal momento che non riguardano me direttamente e non vorrei mettere nei guai i veri protagonisti di questi fatti, le persone che me li hanno raccontati.

Leggere simili critiche a Recchioni mi richiama
alla mente dell'amarcord. A proposito dei miei esordi come utente di internet, che avvennero ormai quasi 10 anni fa sul Forum dell'Eura editoriale. Oggi quel Forum non esiste più, almeno in forma ufficiale; gli utenti superstiti di quell'esperienza si sono trasferiti a questo link.
Allora non avevo la minima cognizione della netiquette e di questo genere di fattori della comunicazione sul web, anche perchè si era agli albori della diffusione
di internet e della sua sottocultura tra le famiglie italiane (io stesso usavo collegarmi da casa di un amico). Una cosa, però, non è cambiata in questi dieci anni nell'utente Mr. Kayak: ho sempre detto tutto quello che pensavo, con sincerità e senza troppi peli sulla lingua.
Il Forum dell'Eura, per come me lo ricordo, era una bella agorà, popolata di persone non facili al flame ma piuttosto all'approfondimento e alla conversazione amichevole. Tra i frequentatori anche alcuni autori della scuderia Eura, tutti gentilissimi e di enorme disponibilità. Ricordo ancora oggi con un sorriso la simpatia di Walther Taborda, e alcuni illuminanti messaggi che Carlos Gomez postò al link di freeforumzone a proposito della composizione delle tavole del suo Dago.
Tra i tanti, c'era anche Rrobe, alias mai celato di Roberto Recchioni. In quel periodo, lui stava pubblicando
su Lanciostory vari corti e una miniserie western della quale mi sfugge il titolo. In sintesi, questa miniserie era a mio avviso piuttosto brutta, specie dal punto di vista grafico, mentre tutti gli altri utenti ne tessevano le lodi in maniera anche troppo smodata. Intervenni come un caterpillar, o in questo caso meglio dire un caterpirlar. Cioè in un modo poco efficace: sia perchè, a ripensarci oggi, le mie critiche di allora furono davvero mal circostanziate; sia perchè, specialmente nel contesto di quella "Pleasantville" virtuale, i miei toni non potevano che prevalere sui contenuti.
Roberto mi rispose con savoir-faire (oggi ha perso un po' di quello stile), cogliendo evidentemente la mia acerba competenza del mezzo internet e non prendendosela troppo per le mie sfuriate "grezze". Resta però il motivo di fondo delle mie lamentele: Recchioni è un pessimo disegnatore. Segno piatto, sintesi cartoon poco efficace, personaggi inespressivi e dalle proporzioni poco convincenti, sfondi abbozzati, ecc. Lo penso ancora, e non sono il solo anche a livello professionale (ricordo di averne parlato una volta con un noto fumettista italiano, che si trovò d'accordo con me). L'unica differenza da allora è che oggi sono in grado di rendere meglio il concetto.
Sorry, Rrobe.
Sulla sua attività di sceneggiatore, non mi pronuncio. Non ho poi letto così tante cose scritte da lui, e anzi i primi numeri di John Doe non mi erano dispiaciuti. Diciamo che, in generale, trovo un po' sterile e ridondante il suo continuo citazionismo cinematografico, spesso davvero troppo ingombrante e fine a se stesso. Anche perchè, onestamente, non credo che il medium fumetto abbia proprio bisogno di sentirsi "suddito" di altri media. Però, oh, ognuno racconta le proprie storie nella maniera che sente più adatta a sè, e se non piacciono basta non leggerle.
Tutto questo per rendere chiaro che, pur avendo la mia opinione su Rrobe, che negli anni ho perfino avuto l'occasione di incontrare più volte di persona, non nutro alcun tipo di pregiudizio o tantomeno di rancore nei suoi confronti. Anzi! Però...

...esprimere pensieri critici di questo genere ha, innegabilmente, una serie di immediate controindicazioni che valgono per Infinito oggi come 10 anni fa me il sottoscritto. E che esprimono a loro volta un malcostume del quale forse è ancora più urgente lamentarsi.
In primis, quando si critica negativamente qualcuno di affermato, è purtroppo inevitabile ricevere come dubbia contro-argomentazione l'accusa di essere mossi dalla mera invidia. A parte che, e anche se fosse? Quante cose si dicono, nella vita di tutti i giorni, secondo la spinta di cattivi sentimenti, come la rabbia? Eppure, ad esempio, quando si litiga qualche giusta considerazione ne esce pur fuori. Se c'è una cosa che mi manda in bestia è quando ci si ferma alla superficie invece di esaminare il contenuto vero di un discorso. Trovo questo atteggiamento molto infantile oltre che scorretto. Se le motivazioni di un presunto invidioso sono così sbagliate, non c'è che da dimostrarlo in una discussione serena.
In secondo luogo, come peraltro fa notare anche Infinito nel suo blog, gettare il proverbiale sasso contro certe persone espone chi critica all'assalto di gruppi di "flamer professionisti". Queste figure, che volano di sito in sito
come apine operaie, sono specializzate nella difesa categorica e a spada tratta dei loro beniamini; o meglio, di chi vorrebbero arruffianarsi. Naturalmente, Dio non voglia che io incorra nello stesso errore che denunciavo poche righe fa. Non è che chi ribatta alle critiche di chi si senta di farle sia per forza in malafede, per carità. Ma il dubbio viene quando a farlo sono sempre le stesse persone, e con atteggiamenti da bulldozer stile deputato del centro-destra a Ballarò.
Io sono uno facile all'incazzatura. Molto facile. Lo sanno bene gli utenti del DC Forum, che mi fregio di moderare... a mio modo. Un paio, che ancora rosica per un ban o una risposta schietta da parte mia, ogni tanto viene addiruttra a postare commenti insultanti sul mio blog, provocando in me delle crisi di ilarità che danno sempre una svolta positiva alla mia giornata. E' questo l'atteggiamento che consiglio a tutti coloro che non abbiano paura di "farsi dei nemici" dicendo con onestà ciò che pensano. Purchè, appunto, siano davvero sinceri, e soprattutto disposti a cambiare idea di fronte a valide opinioni altrui.

A dire il vero, Marco/Infinito utilizza lo strumento del blog per parlare anche d'altro che Roberto Recchioni. Anzi, vorrei rispondere ad alcune sue considerazioni, a mio avviso molto interessanti, sullo stato della produzione di Fumetti autoctona in Italia. Lo farò sicuramente. Nelle prossime settimane.

1 commento:

Michele ha detto...

Come dici tu, Infinito non dice corbellerie, ma spesso il tono invalida le sue buone idee.
E' vero, come dice Roberto Recchioni, che chi ha talento sfonda.
Ma è anche vero che tutte le persone che lavorano nel settore a cui ho chiesto in merito hanno confessato più o meno esplicitamente di essere stati introdotti da qualcuno.
La concorrenza è spietata, quindi è già un miracolo se qualcuno si prende la briga di presentarti a chi di dovere. Dev'essere mosso dal senso di colpa per un talento che potrebbe andare sprecato - il che chiuderebbe il cerchio.

Di sicuro, da quando ho capito queste cose, ho smesso di frequentare gran parte dei forum fumettistici e, quando devo emettere on-line qualche mio giudizio, sto ben attento a quello che scrivo :)