10 luglio 2007

Ancora 24 (ma senza Jack Bauer)

Anche quest'anno torna il "24 hour Italy comics", evento importato dagli Stati Uniti dove Scott McCloud, fumettista e autore di deliziosi saggi sulla nona arte, ha riunito un gruppo di autori chiedendo loro di realizzare dal nulla una storia di 24 pagine in non più di 24 ore. In presenza di un pubblico. Lo scopo di questo tour de force dal taglio circense, come chiaramente spiegato nel sito italiano dell'iniziativa, è quello di avvicinare autori e lettori con un gesto di apertura da parte del Fumetto.
In assoluto, mi fa sempre piacere che esistano occasioni nuove per discutere di Fumetto. In questo caso, però, non sono convinto. Temo che il "24HIC" manchi il bersaglio, e forse anche il target che si propone al posto dei soliti noti internauti. Davvero, per avvicinare il pubblico, un media ha bisogno di spogliarsi? Di perdere il velo di magia che lo avvolge?
E se ancora questo velo non apparisse agli occhi di molti, dubito che assistere dal vivo alla realizzazione di una storia potrebbe favorirne una improvvisa tessitura. Perchè, a mio avviso, per un non addetto ai lavori o un non appassionato non è che sia così entusiasmante vedere un artista al lavoro. Come non lo sarebbe un fotografo che fa clic sulla sua reflex, o un cuoco che affetta l'insalata julienne. Il Fumetto non è un'arte che si gode nella performance in sè dell'artista. Non è uno sport, nè un'installazione.
Dico questo, naturalmente, senza voler togliere nulla alle qualità degli autori che hanno deciso di partecipare alla ventiquattr'ore. Insomma, non li sto certo accusando di essere pallosi! Anzi, sono certo che la parte migliore del "24HIC" è stata senz'altro il contatto umano con queste persone, la loro compagnia. Troppo poco, onestamente, per diffondere la causa del Fumetto tra i non convertiti.

Nessun commento: