15 giugno 2007

Puzza sotto il naso? Sì, ma con moderazione

Qualche giorno fa ho scritto un post sul maschilismo e sul cattivo gusto che spesso dominano nel Fumetto d'oltreoceano. Ultimamente in rete molte voci si stanno alzando contro questo pessimo atteggiamento, facendo sempre più pressione agli editori. Internet come nuova frontiera della libertà di espressione e di critica. Bene. Però, c'è un limite a tutto. Si è arrivati al punto in cui i lettori aspettano al varco Marvel e DC per ogni minima mossa falsa, come dei cecchini. "Ah, Joe Quesada ha scritto di preferire le bionde! E' un maschilista che odia le more!". Ma vaffanculo.

Un esempio di questo perbenismo esegerato e fuori luogo è nel post di un blogger riportato dal sito del Comics Journal. In sintesi, questo tizio, Chris Butcher, si lamenta della copertina della nuova edizione del cartonato USA di "Marvel Zombies". Che parodizza in versione non-morta quella del primo numero della (notevole) serie dedicata a Mary Jane, prodotto
indirizzato invece ai ragazzi. Secondo Butcher e il Comics Journal, questa copertina sarebbe scandalosa innanzitutto per il suo presunto retrogusto necrofilo. E perchè confonderebbe le idee ai lettori, proponendo una storpiatura "per lettori maturi" di un'immagine legata al Fumetto giovanile.
Io non ho davvero idea di dove viva sta gente. Alla faccia dell'america dei puritani, qui siamo ai livelli della Santa Inquisizione, altrochè. "Marvel Zombies" è una parodia e un omaggio all'immaginario da b-movie, una lettura volutamente vitellona, con la quale farsi due risate. Come spiega l'utente Scott Anderson in risposta al post di Butcher:
The whole point of the Marvel Zombie stuff is to create a humorous dichotomy between the usual image of the Marvel character and the grotesque version from the Marvel Zombie universe. The fact that this MJ is apparently trying to be sexy despite the fact that she couldn’t possibly be is the joke. Even the term “Marvel Zombie” is a humorous play on the term for Marvel fanboys. This same sort of joke playing on the dichotomy between the sexy and the disgusting was played with great success in Tim Burton’s “The Corpse Bride.”
Insomma, è come se uno spettatore di "Grindhouse", il recente film di Tarantino e Rodriguez, si fosse lamentato per l'eccessiva violenza del film. E' evidente fin dalla locandina che non si tratti di un musical di Barbie, mi pare. Anche se nel film venissero affrontati con un approccio irriverente e violento delle icone della cultura infantile, questo non ne cambierebbe il target. Nè tantomeno intaccherebbe la percezione di quelle icone a monte, da parte del loro pubblico originario.

Questo trend fa il paio con un'altra corrente che io giudico altrettanto fastidiosa.
Io mi ritengo un lettore molto difficile. Ma le pretese vanno misurate con il Fumetto che si ha tra le mani. Non si può leggere "Geppo e Nonna Abelarda" con gli stessi occhi di un'opera di Joe Sacco, santo cielo. Alcuni, purtroppo, lo fanno. Perfino al blog del Comics Journal. Personalmente, trovo tutto questo molto deprimente.
E' già noto ed evidente come molti autori di Fumetto leggero sfoghino in sceneggiature tetre e dai toni forti la loro frustrazione di adulti imbarazzati dal lavorare su prodotti considerati "bassi" poichè per ragazzi. Non posso non accostare a questo meccanismo psicologico da sfigati una certa superficialità di giudizio da parte della critica. Credo che, guardandosi indietro, certi critici non siano in grado di accettare il fatto che le loro letture giovanili non siano cresciute con loro, che siano rimaste ad orbitare attorno allo stesso target.

Io trovo che sia giusto affrontare il mondo del Fumetto con il filtro di un onesto spirito critico. E spesso anche cattivo. Ma con moderazione ed equilibrio. Perchè quando si tirano fuori le torce e i forconi, si finisce automaticamente dalla parte del torto.

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