18 giugno 2007

Perchè Strip Season?

Apprendo dal newsgroup if.arti.fumetti che il buon Alessandro Bottero sta per imbarcarsi in una nuova avventura editoriale, curata da Gianluca Piredda. "Strip Season", in uscita a partire dal prossimo luglio, è una rivista che dovrebbe integrare Fumetti e strisce e attualità, sulla falsariga del più celebre "Linus". L'albo è destinato alle sole fumetterie, almeno inizialmente. In futuro, si vedrà.

Sulle pagine di questo blog ho già avuto modo di accennare la mia opinione sulla Bottero, a proposito del volume "Demo" di Brian Wood e Becky Cloonan. Quella volta, lo ammetto, nonostante il mio pregiudizio basato sulle precedenti edizioni di qualità tecnica abominevole, ho dovuto ricredermi. Ma si trattava di un progetto esplicitamente curato da un gruppo di persone terzo rispetto alla tradizionale "one-man band" di Alessandro Bottero. Tanto da venire pubblicato sotto un'etichetta ad hoc, la Double Shot.
Mi spiace dirlo, ma le informazioni finora trapelate su "Strip Season" alimentano in me i ricordi delle peggiori proposte Bottero. A partire dalla terribile copertina, che è possibile vedere cliccando qui. Immagine fuorviante. Strilli illeggibili, e soprattutto incomprensibili vista la totale assenza di un contesto corretto.
La scritta "strip" nel logo ridotta ai minimi termini. E, a causa della gratuita pin-up ammiccante, facilmente equivocabile. Insomma, nulla che possa favorire i potenziali lettori a capire di cosa si tratta. E perchè prendersi la briga di sfogliare una cosa che non interessa palesemente?

Si direbbe che, nell'ultimo periodo, le fumetterie abbiano visto riempirsi un vuoto per quanto riguarda il settore delle strip comiche. Si tratta in gran parte di ristampe di materiale storico, come "Complete Peanuts" della Panini, "Mafalda" della Salani, "Doonesbury" di Arcana Libri e "Kraky e Ignatz" della Free Books. Tra questi sempreverdi, assieme a volumi già inossidabili come quelli di "Calvin & Hobbes" (Comix), ce ne sarebbe abbastanza per spingere i comics shop nostrani a dare maggiore visibilità alle strip, magari dedicando loro un repartino. Cosa che oggi purtroppo non accade spesso, al contrario che in molte librerie di varia.
"Strip Season" avrebbe potuto inserirsi chiaramente in questo trend, rinfrescando con un magazine seriale le uscite di strip nelle librerie specializzate. E invece sembra che se ne voglia distanziare il più possibile, quasi non credesse per prima nel proprio contenuto. Peccato.

2 commenti:

Davide Barzi ha detto...

L'esperienza di Garfield mi insegna che semplicemente, per le strisce, in Italia NON ESISTE PUBBLICO. Molti le leggono su quei pochi quotidiani che ancora le pubblicano, ma per il resto...
Poi magari la testata aveva i suoi difetti, ma comunque presentava un personaggio forte. Quindi non so quanti lettori possa recuperare una rivista così. Ovviamente spero di sbagliarmi, soprattutto se la testata darà spazio ad autori italiani (leggo "Crow's village" e dico: "bene!")... però... però...

Mr. Kayak ha detto...

mah, davide, non so. sicuramente è un pubblico molto limitato, di nicchia. e per questo motivo, secondo me andrebbe cercato con proposte "long seller", come dei volumi. mi pare che garfield invece fosse distribuito prevalentemente in edicola, sbaglio?
tra l'altro, nel caso di garfield forse il problema è stata proprio la già buona notorietà del personaggio... frutto però della sua visibilità in altri media (tv, cinema) e come "griffe" di oggetteria varia. cioè, io temo che con queste premesse il lettore occasionale abbia visto il fumetto come un prodotto "di serie B" rispetto al resto.
adesso capisco perchè watterson non abbia mai voluto commercializzare merchandising di calvin e hobbes!