26 giugno 2007

Legion of Super-Heroes: fuori dal tunnel? /1

Negli ultimi mesi ho già approfittato di vari post per trattare un argomento che mi sta molto a cuore, il recente reset della mia amata Legione dei Super-Eroi. In breve, la DC Comics ha lasciato a Mark Waid e a Barry Kitson il compito di reimmaginare daccapo l'intera serie, ripartita da zero come se fosse uscita per la prima volta.
Al di là del fatto che dopo i primi, validissimi episodi la serie di Waid non mi sia piaciuta in senso assoluto, io contesto all'attuale incarnazione della Legion il fatto di essere basata su un presupposto del tutto diverso, e perfino contrastante per significato, rispetto a quello del Fumetto originale. Adolescenti snob incazzati col papi al posto di fantascientifici super boy scouts. Brr.
Avrebbe senso rileggere Superman come un parrucchiere zoppo di New York che fa la messa in piega con la vista calorifica? No. Però leggerei con gran gusto un Fumetto terzo basato su un concept così, perchè sono curioso e aperto a tutto. Come dico sempre, se voglio preparare una torta di mele devo metterci le mele. Altrimenti posso preparare un altro dolce, magari anche più buono, ma inequivocabilmente diverso.
Ripeto questo discorso per evitare di essere preso per un nerd talebano da qualche lettore distratto (o imbecille). Se critico il reboot di Mark Waid non è certo per il cambiamento in sè e per sè, anzi. Se temessi questo, avrei dovuto smettere di seguire le avventure della Legion col 1986.

A quanto pare, qualcosa
in America si sta finalmente muovendo per sbrogliare la continuity della prima franchise futuribile DC. Il 2008 sarà il cinquantenario dell'esordio della Legione, che apparve per la prima volta nel 1958 sulle pagine di Adventure Comics #247, e si prospettano dei festeggiamenti degni di questo nome per cavalcare l'avvenimento.
Antipasto del party a venire è la Lightning Saga, crossover che nelle ultime settimane ha coinvolto le pagine di Justice Society of America e Justice League of America, rispettivamente la serie più nerd e quella più noiosa pubblicate al momento dalla DC Comics. Il risultato è una storia a tratti confusa ma discreta, e di lettura indispensabile per ogni fan. ATTENZIONE! Seguono spoiler!

Nel 1986, la cronaca della vita passata di Superman è stata aggiornata in seguito all'uscita di Crisi sulle Terre Infinite. Tra le varie modifiche effettuate dallo staff della DC per rinfrescare il mito dell'uomo d'acciaio si decise che, nella nuova storiografia del DCU, l'alter ego di Clark Kent non avesse mai frequentato in gioventù la Legione. Oggi, per magia (leggasi: in seguito all'ennesima manipolazione dello spazio-tempo del DC Universe, avvenuta questa volta su Infinite Crisis), tutto è tornato come prima. La Lightning Saga vede quindi il ritorno nella continuity di Superman dei suoi trascorsi giovanili nel futuro. Sulla scia della scelta artistica già effettuata dalle menti dietro al recente cartoon dedicato alla Legion of Super-Heroes.

Ma non è finita qui. In aggiunta alla Legione waidiana, la 'Saga mostra per la prima volta una seconda, contemporanea, versione del team, ispirata all'incarnazione vigente ai tempi di Crisis. In estrema sintesi, il racconto, scritto a quattro mani da Geoff Johns e Brad Meltzer, lascia intuire che questa ennesima versione del gruppo sia nientemeno che l'originale, sopravvissuta in qualche modo alla Crisi e quindi autoesiliatasi per ragioni misteriori chissà dove o chissà quando.
Un assaggio di questa ennesima incarnazione di legionari si era già avuto nei primi numeri dell'attuale serie della Justice Society. Tra i membri correnti del team guidato da Power Girl c'è infatti uno Starman che altri non è se non Starboy, il Thom Kallor della silver age (e di Kingdom Come).
Pur essendo esteticamente ancora legati al look anni '80, da allora i legionari della Lightning Saga avrebbero vissuto dietro le quinte moltissime avventure. I risultati delle quali sono spesso visibili ai lettori in espliciti elementi come la resurrezione di Val Armorr, alias Karate Kid, ucciso a suo tempo da Paul Levitz in episodi del volume III editi pochi mesi prima di Crisis. In generale, si possono notare anche varie retcon più o meno lievi rispetto alla continuity originale del gruppo pre-volume III, come ad esempio il fatto che Wildfire discenda in qualche modo da Red Tornado della Justice League, o che i poteri di Sensor Girl (la ex Principessa Projectra) siano legati al dreaming ideato da Neil Gaiman sulle pagine di Sandman.

A dirla tutta, nel numero 15 dell'aberrante serie in corso dedicata alla Legion of Super-Heroes erano già apparse delle storie brevi con protagonisti personaggi della silver age, mostrati nell'atto di modificare eventi del passato del DCU più o meno significativi. In quel caso, lo sceneggiatore ospite Stuart Moore aveva minimizzato lasciando intendere che tali vicende fossero solo racconti "da campeggio", senza un vero fondamento. Chissà che invece quell'episodio non si riveli essere la chiave per capire quanto sta accadendo ora.
Dal canto mio, sperando in un ritorno definitivo della Legione pre-Crisis, continuerò a seguire la vicenda, lasciandomi abbindolare come un cretino dal tira e molla degli autori DC. E ad aggiornare il mio blog con ogni sviluppo significativo della questione. Sperando che tanta fatica sia a buon rendere!

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