05 marzo 2007

"No more mutants."

Tra le poche serie Marvel ad essere state eliminate dalla mia lista della spesa nella mia recente "potatura", le due collane principali degli X-Men. Incuriosito dai nomi scelti per rilanciarle, ero tornato a bordo delle ammiraglie mutanti da qualche mese, in coincidenza dell'arrivo di Ed Brubaker su Uncanny X-Men e di Mike Carey sulla gemella "adjectiveless". Purtroppo, non ho trovato ad aspettarmi nulla di entusiasmante. Sia chiaro, non si tratta di letture cattive in sè. Ma di albi che, per un vecchio lettore, non possono che risultare triti e ritriti nel loro rimestare la solita minestra senza alcun vero guizzo di originalità.
Carey punta l'obiettivo su un sotto-team mutante dedicato alle operazioni più torbide. Gli X-Men brutti, cattivi e incazzati, insomma, a metà tra la prima X-Force e i romanzi di Tom Clancy.
Avventure nè carne nè pesce, che si focalizzano sullo sviluppo di una selezione di personaggi ormai abusati, nel solito vecchio contesto.
Brubaker, autore il cui talento suscita in me delle aspettative sempre altissime, preferisce buttarsi in una estenuante saga spaziale che riprende i personaggi degli Shi'ar, in situazioni non dissimili da quelle proposte nelle storie che, originariamente, hanno lanciato il filone della space opera mutante. Storia diluita in modo forse eccessivo, e colpi di scena costruiti quasi esclusivamente sul ritorno "a sorpresa" di villains del passato.
L'impressione generale è quella che gli X-Men siano una franchise ormai sterile, che si prolunga per puro accanimento terapeutico. Nelle storie non si inventa più nessuna situazione nuova, è tutto un reiterato mescolare nel solito pentolone arrugginito. A tentare di salvare la baracca ha provato, negli ultimi quindici anni, solo Grant Morrison, spingendo l'acceleratore sulla chiave metaforica della comunità mutante, che nelle storie dello scozzese appare più che mai tragico simbolo di diversità. Ma, ancora una volta, la restaurazione attendeva dietro l'angolo. Inevitabile come la fine dell'epoca d'oro degli X-Men.

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