12 marzo 2007

Fumetto e cinema. Ma perchè?

Una cosa che riesco difficilmente a spiegarmi è l'entusiasmo di molti lettori di fumetti verso le riduzioni cinematografiche di comic books più o meno noti. Per poi, magari, venire addirittura delusi dalle inevitabili differenze della versione di celluloide rispetto all'originale. Perchè ogni medium ha delle esigenze specifiche, e quello che va bene sulla carta può non funzionare al cinema. Non solo a livello visivo.
Ci sono casi in cui le ragioni di tanta attesa da parte dei fan mi sfuggono proprio. Ad esempio in quello di Watchmen, opera omnia di Alan Moore e Dave Gibbons, destinata ad essere presto trasposta sul grande schermo dal regista Zach Snyder (Dawn of the dead, 300). Watchmen è un'opera le cui peculiarità trascendono da quella che è la mera trama, pur
di indiscutibile fascino. Ad emergere è soprattutto il meccanismo perfetto della sceneggiatura, che costruisce una vicenda complessa e strutturata su numerosi piani interpretativi. Anche e soprattutto dal punto di vista grafico ed estetico. Insomma, girare una pellicola su una graphic novel come questa sarebbe come esporre in una mostra delle foto di pagine braille.
Ma allora da cosa nasce il fervore dei fan attorno al film di Watchmen? Sarà, appunto, che un "fan" in quanto tale tende desiderare e a bersi tutto e di più sul proprio fumetto/libro/vattelapesca del cuore. O forse è solo la curiosità di vedere, una volta tanto, un cosplay di Rorschach fatto bene. Altrimenti, boh. Proprio non me lo spiego.

In attesa del trailer del film, non sarebbe male rinfrescarsi la memoria rileggendo
il fumetto originale di Moore e Gibbons. Magari con accanto Watchmen 20 anni dopo, meraviglioso saggio di celebrazione e approfondimento sulle gesta di Ozymandias & co...

1 commento:

filobus ha detto...

"Ma allora da cosa nasce il fervore dei fan attorno al film di Watchmen?"

narcisisticamente mi autocito*: "Normalmente ci si augura che la traduzione in film rinnovi e moltiplichi il piacere ricevuto dalla lettura."
secondo me alla fine e' questo che si desidera, e questo vale per i fumetti (ma anche i libri) per i quali si e' provato maggiore piacere (chissa' se un giorno uno scienziato non dimostrera' questo nesso, come fece a suo tempo Pavlov per il riflesso condizionato)
..in gener ci si fa solo del gran male, purtroppo!

(* da http://filobus.blogspot.com/2007/03/miyazaki-eathsea-leguin-age-of-bronze.html)