27 febbraio 2007

La stagione della potatura

Qualche volta, uno con la bocca larga come la mia deve guardarsi con calma allo specchio e osservare se sta razzolando bene le proprie "prediche". Sul DC Forum, dove albergano figuri di un nerdismo senza via d'uscita, il sottoscritto è sempre sulla breccia contro chi acquista, per mero completismo, serie che in realtà non ama più. O, ancora peggio, chi spende fior di quattrini per "incoraggiare" un editore goffo, in un gesto di assurda elemosina che, oltre ad essere masochista, falsa il mercato e non aiuta nessuno.
Guardandomi bene mi sono reso conto di essere finito anch'io in questo torbido tunnel. Molti dei titoli presenti nella mia lista della spesa mensile finivano solo per aumentare in me il senso di sconforto verso (principalmente) l'attuale stagione dei comics DC, tutta aria fritta. Alla ricerca, invece, di un po' di sostanza, ho deciso di tagliare i rami secchi. Un messaggio chiaro non solo a chi non sa più farmi divertire, ma anche al mio portafogli.
Approfitto di questa occasione per fare una carrellata di alcuni dei titoli che ho smesso di seguire, quasi tutti dopo anni di assoluta fedeltà, sotto forma di recensione che spero possa essere d'aiuto a chi volesse avvicinarsi ora a quelle stesse letture. Occhio agli spoiler!

AQUAMAN
A tutti capita di tanto in tanto di modificare in corsa una frase che ci stava già uscendo di bocca con altre parole, finendo col dire una fesseria. E' quello che in linguistica si chiama cambio di pianificazione. Il problema dell'attuale serie di Aquaman è proprio questo. In appena 50 numeri, la direzione della storia è cambiata molte, troppe volte, e senza andare mai a parare in nulla di concreto. Senza concludere in modo soddisfacente una-trama-una. Senza costruire attorno al protagonista un mondo solido (nessuna battuta!), convincente e originale a tutto tondo.
Rick Veitch aveva tentato la strada dell'epopea fantasy con sfumatura ambientalista. Bocciato. WIll Pfeiffer si era invece tuffato in una sorta di intrigante noir subaqueo. Rimandato, purtroppo, a settembre e sostituito in corsa dall'ugualmente valido John Arcudi. Che non è comunque riuscito, nell'arco della propria gestione, a concludere un gran che. Infine, Kurt Busiek ha tentato di smuovere le acque spostando i riflettori su un nuovo Aquaman... del tutto identico al precedente. Grande idea, Kurt! Sei avantissimo!
Non definirei Aquaman un brutto fumetto. Almeno, non dal periodo post-Veitch. Ma è un coito interrotto, un progetto confuso e privo di una reale ragion d'essere, di un'idea forte che possa sostenerlo. Un castello di carte costruito... sulla spiaggia.

GREEN ARROW
Judd Winick è l'incarnazione di cosa, secondo me, non va nei comics di oggi. Le sue sceneggiature sono superficiali, diluite e pigre. La vittoria della forma sulla sostanza. E la sconfitta della gestalt del Fumetto, sostituita da un approccio televisivo non sempre funzionale al successo della narrazione disegnata.
Un rapido esempio di cosa, secondo me, non va. Oliver Queen, alias Green Arrow, è diventato sindaco di Star City durante l'anno "perduto" nell'evento "One Year Later". Sfruttamento di questa situazione ai fini della trama: zero. Ollie non viene mai mostrato nel suo ruolo politico, e le conseguenze delle sue rare azioni come primo cittadino sono mostrate solo attraverso noiose conferenze stampa o, peggio, infiniti talk show televisivi. Ennesima dimostrazione dell'influenza negativa dei media sulla percezione del mondo da parte delle nuove generazioni, tra l'altro. Insomma, anche sottraendo questa trovata alla serie, non si sentirebbe alcun cambiamento tangibile. Perchè aggiungerla, dunque, in primo luogo?
Taccio sui disegni di Scott McDaniel. Non si può negare che sia un penciller dinamico, ma onestamente non l'ho mai digerito. La sua sintesi è svogliata, sciatta, inespressiva. Per me, uno dei peggiori artisti DC del decennio.

JLA/JSA CLASSIFIED
Nel 2004, la DC ha l'ottima pensata di trasformare JLA in una collana antologica che presenti, a rotazione, archi di storie realizzati da autori sempre diversi. In teoria, le potenzialità per fare qualcosa di buono ci sono eccome. In pratica, una serie di sfortunati cicli statici e annoiati, affidati per giunta ad autori di serie B, trasforma una delle ammiraglie DC in una sgangherata barca da gita sul laghetto.
JLA Classified nasce come discarica di tutte le storie già commissionate durante quella sfortunata gestione di JLA. Con un andazzo simile anche nel caso di produzioni originali, se perfino l'arc introduttivo di Grant Morrison, preparato ad hoc, è riuscito ad annoiarmi. Se gli zombie esistessero davvero, troverebbero questa serie in sintonia con il loro encefalogramma. E anche JSA Classified, omologa più recente dedicata al primo super-gruppo del DC Universe.
Sia chiaro, non dico che il 100% delle storie pubblicate su queste due testate sia da buttare. Anzi, ad esempio l'antologica dedicata alla JLA ha visto momenti anche molto positivi, come "I can't believe it's not the Justice League" di Giffen, DeMatteis e Maguire. Ma proprio per colpa dell'estrema discontinuità creativa e della scarsa qualità media, non ritengo le due "Classified" meritevoli di essere acquistate assiduamente, in abbonamento. Cut, cut, cut!

TRIALS OF SHAZAM
Negli scorsi messaggi del blog ho già avuto modo di scagliarmi contro Trials of Shazam, esprimendo le ragioni della mia insoddisfazione verso il progetto. In soldoni, questa miniserie scritta dal mediocre Judd Winick si propone di reinventare i personaggi e le situazioni di fondo della Marvel Family, in modo da incastrare quest'ultima nel DC Universe nel modo più proficuo e indolore possibile. L'intento è di per sè assolutamente condivisibile visto che, fino ad ora, Capitan Marvel e soci sono stati un vero e proprio corpo estraneo
e ridondante nel DCU. Purtroppo, la storia è di una banalità avvilente sotto ogni punto di vista. Ciò che tengo a sottolineare è proprio quest'ultimo punto. Il mio invito a snobbare Trials of Shazam non è legato in alcun modo a recriminazioni da fanboy. Ma alla cara, vecchia noia che ho provato nel leggere questo mediocre fumetto DC.

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