22 febbraio 2007

Countdown alla saturazione

La DC Comics ha appena annunciato un nuovo grande evento, Countdown, attorno al quale ruoterà l'intera programmazione del DCU per il 2007. Il progetto nasce come sequel di "52", la maxiserie settimanale iniziata sulle ceneri di "Infinite Crisis" e ormai giunta quasi agli sgoccioli negli USA. "52" è stato finora un enorme successo commerciale, al di sopra di ogni aspettativa degli addetti ai lavori. Soprattutto considerando il non lieve impatto economico che comporta sul budget di chi la segue.
E dando un'occhiata alle vendite delle altre collane DC, verrebbe proprio da pensare che il settimanale abbia portato
via loro parecchi lettori. Un vero peccato se fosse così, visto che "52" ha avuto inizio proprio a ridosso di quello che probabilmente sarà ricordato come lo starting point DC più favorevole del decennio, "One Year Later". Su questo problema, cito la sintesi efficace di Scarlet Speedster sul DC Forum:
L'esclusivismo DC o Marvel è molto più diffuso di quanto si creda; inoltre, c'è anche un effetto psicologico per cui anche chi legge materiale di entrambi gli editori tende a tagliare una serie DC per leggere un'altra serie DC. Ma questo è più trascurabile, soprattutto secondo me vale il primo punto: i lettori DC sono in buona parte solo lettori DC.
Al di là dei pregiudizi che, in via del tutto soggettiva, nutro nei confronti di eventi tutta continuity come questo, già si preannunciano morti e resurrezioni "shock" da sbadiglio, provo forti dubbi verso Countdown. Innanzitutto perchè il prezzo dei singoli albetti ($2.99) sarà superiore rispetto a quello di "52", proposto invece alla cifra "speciale" di $2.50 a pezzo in un gesto di pietà verso i portafogli dei fan. Un tentativo di ulteriore speculazione? O la prova che, ormai estinto l'hype iniziale, la DC non creda più di poter interessare lo stesso numero di lettori di "52"?

La cosa che più mi sconforta, però, è il costante tentativo di attirare il pubblico stimolandone gli istinti peggiori piuttosto che proponendo "solo" buone storie. Nell'ultimo anno, le serie ambientate nel DC Universe hanno sofferto a mio avviso un generale crollo qualitativo, una mancanza di idee colossale che in parte ritengo figlia della pesante influenza a livello creativo ed editoriale di progetti come "Infinite Crisis" e la stessa "52". Per paradosso, la disorganizzazione degli uffici DC è sempre più evidente mese dopo mese anche a livello tecnico, e si specchia nei continui cambi in corsa di autori e in ritardi cronici nelle uscite. Due cose che, la Marvel insegna, non dovrebbero poter convivere.
Emblematico, in questo senso, il caso di Wonder Woman, che in quasi un anno ha visto apparire sugli scaffali delle fumetterie d'oltreoceano quattro sole uscite. Che resteranno "monche" in seguito al rinvio a data da destinarsi di quello che avrebbe dovuto essere il #5, episodio finale del primo arco di storie, sostituito in corsa da altro materiale per evitare una Caporetto ancora più cruenta.
A quando un po' più di attenzione alla produzione dei fumetti rispetto alle pubbliche relazioni?

Per quanto mi riguarda, il conto alla rovescia è già finito. Saturazione in tre, due, uno... zero!

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