14 febbraio 2007

Amore, diversità e l'araldo dei defunti

Per S. Valentino, pensavo di giocarmi un classico. Magari un disegnino romantico con Lightning Lad e Saturn Girl. Poi ho ritrovato lo schizzo di un cresciuto Ender Wiggin che ho allegato a questo post. E che avevo realizzato, assieme ad altri che prima o poi potrei anche pubblicare qui sul blog, sulla scia dell'entusiasmo per la lettura del Ciclo di Ender, di Orson Scott Card.
Senza rivelare troppo della trama dei romanzi, commento questo schizzo rivelando solo che parte del conflitto personale di Ender sta nel suo combattuto rapporto con una razza di insettoidi alieni temuti dal resto dell'umanità. E che Ender dovrebbe distruggere. Ma per sconfiggere il nemico bisogna conoscerlo... e dopo averli compresi, gli alieni non sembrano più così spaventosi. Anzi.
Tutto questo mi ha fatto pensare un po', e per associazione mi sono ritrovato a riflettere su una questione d'attualità che mi sta molto a cuore. La festa degli innamorati. L'incontro fra culture diverse. Accettazione del diverso rispetto allo standard sociale. Pacs. Dico.
L'atteggiamento di certi politici (ma non solo) di fronte alla possibilità di estendere dei diritti sacrosanti anche alle coppie non omologate alla forma tradizionale della famiglia cattolica non è poi così distante da quello dei gerarchi del mondo di Ender. La diversità va combattuta, addirittura rasa al suolo, senza alternative. Ma diverso non significa per forza malvagio. La civiltà degli insettoidi gode di un'armonia che Ender Wiggin, da solo, non avrebbe mai potuto concepire.
Nel suo essere aliena, è inquietante e meravigliosamente poetica allo stesso tempo.
Il tema della diversità è centrale in tutta la saga di Ender, compresi i capitoli che non hanno lui per protagonista diretto. Diversità come un muro da abbattere attraverso la volontà di avvicinarsi alla visione altrui. Facendo, se necessario, anche un passo indietro.
Buon S. Valentino a tutti!

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