26 gennaio 2007

Percezioni distorte del genere femminile

Il personaggio di Kara Zor-El, la bella cuginetta di Superman, non ha mai goduto di troppa fortuna editoriale. Parafrasando un'acuta considerazione di Casty, nome nuovo della Disney italiana, la si potrebbe definire il Mickey Mouse della DC Comics. Topolino non ha una personalità definita in senso assoluto. Paperino, ad esempio, è sfortunato, pigro e irascibile, lo sanno tutti. Ma Mickey? Ogni autore lo descrive un po' a suo modo, dal cittadino medio, "perfettino" e antipatico alla maggioranza dei lettori, all'amico solare e compagnone di tanti cartoons. Idem per Supergirl, che fondamentalmente è (quasi) sempre stata solo un Clark Kent meno influente e con le tette.
Conscio di questi problemi, Eddie Berganza, editor di una delle gestioni più riuscite del Superman post-Crisis, ha lanciato un appello ai lettori DC tramite la rubrica online
DC Nation. Anzi, no, l'articolo si rivolge in realtà alle lettrici. Invitandole a leggere la collana dedicata all'ultima rivisitazione di Supergirl. "Abbiamo cercato di fare di lei una tipica adolescente", scrive Berganza, "il che significa che non avrebbe ascoltato gli adulti". A partire da queste e dalle altre esternazioni di Berganza, nonchè dalla lettura dell'agghiacciante fumetto, una domanda sorge in me spontanea. Ma qualcuno alla DC ha mai visto una ragazzina dal vivo? O solo nelle gabbie degli zoo di MTV?

Attenzione! Seguono SPOILER su storie ancora inedite in Italia!
(ma piuttosto brutte, per cui tutto sommato chi se ne frega)

Due parole sull'attuale trama della serie, che vede scorrere in parallelo le avventure della riluttante super-eroina con le graduali rivelazioni sul suo misterioso e inquietante passato. L'idea è che Kara, da poco sbarcata sul nostro pianeta, sia stata originariamente spedita sulla Terra da quel caino del padre per assassinare un Kal-El ancora in fasce. Ma c'è di più. Per facilitare il compito della figlia, partita da Krypton già adolescente, il nevrotico fratello di Jor-El le avrebbe installato nel pancino anoressico
uno strumento kryptoniano di distruzione di massa. E poi c'è chi si lamenta dei piercing.

Al di là delle valutazioni sul valore in sè delle scelte narrative degli autori di Supergirl, io vorrei soffermarmi sulle pretese di Berganza a proposito del target al quale questo progetto sarebbe rivolto. Perchè, sia chiaro, in ogni caso il cambiamento in Supergirl ci sta ed era inevitabile. Specialmente trattandosi di un personaggio che, prima d'ora, era stato noioso fino alla morte. Escludendo (forse) solo il lungo ciclo del vol. III di Peter David, incentrato però su un'incarnazione della ragazza d'acciaio
molto diversa rispetto al classico silver age. Ripreso (distorto?), invece, nella collana attuale, che reinserisce la cugina di Superman nella continuity post-Crisis.
Osservando le caratteristiche della nuova Kara Zor-El, ci si rende conto dell'immagine dei giovani che circola negli uffici DC. La stessa di un gruppo di adulti che, osservando dall'alto i propri figli, non riesce ad andare oltre alla componente di ribellione nel loro atteggiamento. Gli adolescenti di "Supergirl" sono delle macchiette da servizio TV sullo spring break, degli animali da festa capaci solo di contraddire gli adulti. La stessa protagonista, che in teoria dovrebbe esistere al di fuori dei clichè super-eroistici, non fa che svolazzare qua e là pestando malvagi. Tra un party e l'altro.

Il fenomeno dell'avvicinamento delle ragazze ai manga è caratterizzato a mio avviso dal rispetto da parte di questi ultimi delle loro aspettative di lettrici. Gli shojo, i manga per ragazze, non cercano di sedurre le adolescenti a generi distanti dalla sensibilità femminile. Come quello dei super-machi di "Supergirl", per esempio. Ma offrono loro la possibilità di sognare ad occhi aperti le cose che desiderano. E che non sempre riescono ad avere nella realtà. Una serata in discoteca è alla portata di chiunque. Non può essere il fulcro credibile di una "quest" adolescenziale. Ma il desidero di aggregazione, la solitudine, l'amore, la scoperta (più o meno timida) della maturazione sessuale... questi sono termini di definizione "in positivo" dell'animo dei teen agers. Sono le cose che a quell'età si accetta di provare e sulle quali può essere proficuo riflettere. Per crescere.

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