29 dicembre 2007

Legion of Super-Heroes: fuori dal tunnel? /3

Con il cuore gonfio di speranza, torno a scrivere della Legione dei Super-Eroi, e degli ultimi sviluppi che la sua continuity complessa e contorta sta subendo oltreoceano negli ultimi mesi. Per i precedenti capitoli di questo mio accorato report da fanboy, cliccare qui e qui. ATTENZIONE! Seguono spoiler su albi ancora inediti in Italia!

Attualmente, le storie della Legion si svolgono sui binari di tre serie regolari. La prima è Action Comics, che dal numero 858 ospita il vero e proprio sequel alla Lightning Saga, della quale ho già trattato negli
articoli precedenti. La vicenda, scritta dal solito Geoff Johns e splendidamente illustrata da Gary Frank (Hulk, Supreme Power), vede Superman in viaggio nel futuro della Legione apparsa sulle pagine del crossover tra JLA e JSA.
Sì, perchè attualmente in giro per il DC Universe ci sono almeno due diverse versione del super-gruppo futuribile creato nel 1958 da Otto Binder. Questa, la più interessante, riprende la versione pre-Crisis della Legione, la cui storia sarebbe proseguita nell'ombra, da allora, a partire dalle storie del "volume III" uscite parallelamente a Crisi sulle Terre Infinite.
Da allora, le cose non sembrano essere andate gran che bene per Cosmic Boy e soci. Nel XXXI° secolo della loro linea temporale, la cui posizione rispetto al resto del DCU è tutta ancora da definire, la Terra è vittima di una feroce ondata di razzismo nei confronti di tutti gli alieni. Addirittura, il mito stesso di Superman è stato distorto facendo di Kal-El, in realtà ultimo sopravvissuto del lontano Krypton, l'immagine bandiera dei terrestri "purosangue". Naturalmente la Legione, simbolo di tolleranza e rispetto verso ogni cultura, è stata tra le prime vittime di questa follia collettiva, fomentata da una gang di super-mascalzoni autoproclamatasi Justice League of Earth.
La storia, molto intrigante, vede l'azzurrone, pur senza poteri sotto il sole rosso della Terra del futuro, combattere fianco a fianco dei suoi storici compari della Legione, ora ridotti da celebrati eroi interplanetari a cellula rivoluzionaria sotterranea. Riusciranno i nostri beniamini a dimostrare al mondo che Superman era un alieno? Lo scopriremo al più tardi su Action Comics 863, ultimo capitolo della storyline, in uscita il prossimo marzo.

Nel frattempo, altri due protagonisti della Lightning Saga sono coinvolti, nel DCU del presente, in un'altra avventura. Si tratta di Karate Kid e Una (ossia un terzo di Triplicate Girl), le cui peripezie sono raccontate (quasi) ogni settimana sulle pagine della mediocre maxiserie Countdown to Final Crisis.
In breve. Karate Kid, alias Val Armorr, ha contratto un virus mortale, simile per struttura a ciò che infettava gli inquietanti OMAC visti nell'ambito di Crisi Infinita. Dopo aver incontrato alcuni nomi noti del DCU, tra cui la nuova Supergirl sui numeri 21 e 22 della collana a lei dedicata, Val e Una si sono diretti in Colorado, da un certo Buddy Blank. Questo nome non sorprenderà di certo i lettori di buona memoria, che lo ricorderanno come l'alter-ego dell'OMAC originale, quello creato
negli anni settanta dal genio di Jack Kirby. I tre giungono quindi da Brother Eye, il satellite impazzito della miniserie OMAC Project, che esaminando Karate Kid rimbalza ulteriormente il legionario, questa volta verso i ruderi della città di Bludhaven. "Quanta strada nei miei sandali..."
Considerando che la sintesi di cui sopra riassume la bellezza di trenta e passa albetti di Countdown, saltano agli occhi la povertà delle idee sul piatto e la vuotezza della trama, che pare strutturata come un videogioco di serie B.
Stando alle indiscrezioni trapelate dai vari teaser diffusi in rete dalla DC, il viaggio di Karate Kid è destinato a incrociarsi con il "Great Disaster". Ipotetica catastrofe naturale futura, anche il Grande Disastro è ripreso dalla penna del Grande Kirby, che lo ideò come premessa della sua splendida opera sci-fi/action Kamandi. E in effetti è proprio il biondo Kamandi, "l'ultimo ragazzo sulla Terra" come descritto nella testata della sua storica collana, il punto di congiunzione ideale tra le versioni originali di OMAC, del quale era un discendente, e di Val Armorr, che incontrò in un insolito team-up nel 1978. Che la DC abbia in mente proprio un revival del biondo scavezzacollo kirbyano? Dopotutto, come visto in un epilogo di Crisi Infinita, la prossima meta di Karate Kid nasconde sottoterra un bunker chiamato "Command D", proprio come quello dal quale prese il nome il prode Kamandi. Inoltre, Grant Morrison ha già dichiarato che il personaggio apparirà nel finale di Final Crisis, per richiamare l'apparizione iniziale di Anthro ("il primo ragazzo sulla Terra"!). Elementare, Watson...?

Nel frattempo, cosa accade alla Legione "titolare", quella protagonista del "volume V" inaugurato da Mark Waid? Dopo un lungo periodo di magra, anche per questa incarnazione del team si preannunciano tempi sereni. Infatti, nel numero 37 di Legion of Super-Heroes, uscito in America questa settimana, ha fatto il suo positivo esordio la nuova, attesa coppia di autori. Ai disegni Francis Manapul, artista solido e dinamico dal tratto che ricorda Joe Madureira e Olivier Coipel. Nel ruolo di sceneggiatore, invece, uno straordinario ritorno, quello del veterano Jim Shooter. Sì, lo stesso Shooter che inaugurò la sua carriera nel comicdom all'età di soli 15 anni, proprio con un'indimenticabile sequenza di storie della Legion (da Adventure Comics 346, del 1966).
Personalmente mi è stato molto difficile approcciare questo primo albo di ritorno. Da un lato, da sfegatato ammiratore a tutto tondo della carriera di Shooter, mi piacerebbe poter giudicare la nuova opera dell'autore di Pittsburgh con totale serenità, e magari anche un occhio di riguardo. Però, allo stesso tempo, la sola vista del rooster della Legione "titolare" continua a darmi i crampi allo stomaco. In definitiva, devo ammettere che Legion of Super-Heroes 37 è oggettivamente buono, soprattutto per merito delle caratterizzazioni di Shooter, che scolpisce i personaggi in maniera (finalmente) amabile e strizzando l'occhio alle loro versioni "classiche". Inoltre, la storia è densa al punto giusto e ricca di spunti e sottotrame, in una maniera che ricorda un po' il periodo curato da Paul Levitz. Sperém.


Ma cosa attende i legionari nel 2008?
In primis, si spera, la risoluzione del paradosso delle varie Legioni che stanno comparendo qua e là per il DC Universe. L'anno prossimo si celebra il cinquantennale del franchise, e a quanto pare il piatto forte della festa sarà proprio la necessaria risposta a questo problema di continuity da mal di testa
cronico.
In attesa di "Legion of Three Worlds", la storia che dovrebbe sbrogliare la matassa, non si può che speculare.
Su Action Comics annual 10 del 2007, albo usato da Geoff Johns e Richard Donner per introdurre le trame sviluppate di lì a un anno, è apparsa una storia che riscrive in chiave silver age il primo incontro tra Clark Kent e il legionario Mon-El. Il racconto, molto breve, ricicla l'origine classica di Mon-El, con un giovane Clark costretto ad imprigionare l'amico nella Zona Fantasma così da evitargli una sorte peggiore per avvelenamento. Rispetto alla versione originale, però, c'è una differenza sostanziale: qui Clark agisce ancora in "borghese", molto prima di indossare i panni di Superman. Peccato che, nelle storie della Legione del "volume V", un Mon-El appena recuperato dall'esilio nella Phantom Zone ricordasse di esservi stato imprigionato da qualcuno con la celebre "S" sul petto... un errore di distrazione da parte degli autori, o un vero e proprio indizio?
Inoltre, come riportato nel prezioso blog di
Michael Grabois, l'anno prossimo Kieth Giffen tornerà ad occuparsi della Legione, in occasione di un crossover tra gli eroi DC e i colleghi dell'universo parallelo della WildStorm. Molti in rete hanno ipotizzato da tempo che l'attuale Legion "titolare" potesse venire spiegata come appartenente al futuro del WSU. E se non fosse una cattiva idea?
A proposito di ritorni, lo stesso Paul Levitz ha confessato a Newsarama di avere realizzato u
na storia breve della Legion per la super-star della matita Jim Lee, da pubblicarsi in una sorta di art book dedicato alla carriera dell'artista di origine asiatica. Conoscendo di gusti di Lee, che non ha mai nascosto il suo amore per l'incarnazione pre-Crisis del team di teenagers del futuro, questa sarà quantomeno un'occasione di leccarsi in baffi per tutti i fan nostalgici come me. E non solo.

Long Live the Legion!

21 dicembre 2007

Fai quel che ti pare! /17

Al contrario che da noi, in America il "17" non è affatto un numero sfortunato. Penso di non avere quasi mai consigliato tanti titoli succulenti come in questa rubrica, la numero 17 dei miei consigli da Previews. Ed è bello chiudere l'anno con il petto gonfio di speranza verso un 2008 tutto da leggere.

PREVIEWS di Dicembre 2007 (vol.XVII, #12)

Meglio tardi che mai, neh? Con un annetto di ritardo ecco l'attesa conclusione di Last Son, prima saga di Superman scritta da Geoff Johns in coppia col suo mentore, il regista Richard Donner. Onestamente, dopo tutti questi mesi, non è che me ne possa fregare gran che. Anche perchè, per evitare la debacle totale, la DC si è da tempo arresa a pubblicare le succesive storie in programma dell'azzurrone, dopo una serie di patetici fill-in guadagna-tempo. Col risultato di inevitabili spoiler sul finale della storia disegnata da Adam Kubert, il cui ritorno alla DC non ha certo ripagato l'editore newyorkese coi frutti sperati. Action Comics Annual #11 (DC, P.68) è un albo "importante" solo perchè chiude, finalmente, una delle più imbarazzanti parentesi editoriali mai affrontate da una major negli ultimi anni.
EDIT: alla fine, la DC ha ULTERIORMENTE rinviato l'uscita di questo albo. Per il momento, è in agenda per aprile 2008... vabbè.

Una delle serie DC da me più attese di sempre è Tiny Titans (DC, P.89), di Art Baltazar (Patrick the Wolf Boy) e Franco Aureliani. All'anagrafe, questa sarebbe una serie rivolta ai più piccoli. Ma, visto l'andazzo delle ultime produzioni DC, la cosa è da intendersi più che altro come garanzia di salvaguardia dalla violenza gratuita, dai cadaveri, dagli stupri e compagnia bella. Incrociando le dita perchè sia davvero così, e visti i nomi degli autori coinvolti non ne ho alcun dubbio, potrebbe trattarsi di un nuovo gioiello di delicatezza sulla scia dello Shazam di Jeff Smith. E oltre. Per chi al Fumetto chiede ancora un sorriso.

Nonostante il favore della critica e l'autorevolezza dei nomi degli autori coinvolti, Mike Carey e Jock, l'interessante miniserie Faker non ha avuto il successo sperato dalla DC. Per niente. D'altronde, miniserie autocontenute e per palati fini come questa sono ormai destinate a trovare il proprio pubblico in forma di volumi nelle librerie di varia, piuttosto che in albetti nelle fumetterie di pecoroni in balia dei crossover. La dimostrazione che anche i colletti bianchi della Vertigo inizino ad accorgersene è l'uscita del paperback di Faker (DC, P.105), offerto al prezzo davvero modico di $9,99. Un acquisto che, se non altro come esperimento, ci si può anche concedere.

Uno degli autori che ricordo con maggiore tenerezza è Fred Hembeck. Ai tempi in cui iniziai a leggere comics venivano spesso pubblicate
in Italia le sue parodie degli eroi Marvel, edite in origine, se non sbaglio, sulla rivista Marvel Age. Per un lettore come me, ancora alla scoperta di un nuovo genere narrativo, quelle spassose finestre su un modo leggero e scanzonato di vedere i super-eroi hanno sicuramente contribuito a non fare di me un appassionato oltranzista con la bava alla bocca, aprendo la mia mente e ricordandomi che, dopo tutto, sono solo fumetti.
The Nearly Complete Essential Hembeck Archives Omnibus TP (Image, P.141) ristampa integralmente tutto il resto dei lavori del cartoonist statunitense, escludendo naturalmente anche quelli realizzati per la DC Comics. Non vedo l'ora di avere tra le mani questo volume, dal costo peraltro assolutamente abbordabile, e di sorridere di nuovo con i buffi e bitorzoluti personaggi di Fred Hembeck.

L'annuncio più succoso del mese è sicuramente quello del primo numero di Rasl (Cartoon Books, P.238), la nuova miniserie del geniale Jeff Smith (Bone, Shazam and the Monster Society of Evil). Rispetto ai suoi lavori precedenti, deliziose avventure dal tono tutto sommato leggero, pare che Smith voglia dar prova di sè anche come autore di storie dal taglio più tenebroso e "adulto". Non ho dubbi che un narratore del suo calibro sia in grado di vincere alla grande anche questa sfida. Indipendentemente dell'argomento della storia, non vedrei comunque l'ora di leggere questo fumetto.

Concludo le segnalazioni di fumetti con due albi editi dalla Marvel Comics. Fantastic Four Lost Adventure (Marvel, P.30) contiene il restauro di una leggendaria avventura del quartetto realizzata dai creatori della serie, Stan Lee e Jack Kirby. Dopo oltre quarant'anni, questa avventura inedita vede finalmente la luce così come avrebbe dovuto essere pubblicata a suo tempo (finora ne erano state utilizzate solo alcune tavole, come flashback, in un altro episodio). Era ora!
Dopo il divertente ciclo su Wolverine di qualche anno fa, il brillante Mark Millar (Civil War, Wanted) torna a collaborare con l'amabile John Romita Jr. Questa volta il duo è alle prese con una miniserie super-eroistica creator-owned, Kick-Ass (Marvel, P.75). Poco si sa sul contenuto della trama, ma l'eloquente titolo lascia intuire una divertente spacconata ricca d'azione. Da tenere d'occhio.

Ultimamente mi sto appassionando alla lettura di testi di Storia del Fumetto, specialmente quello d'oltreoceano. Questo mese, Previews ne annuncia l'uscita di un paio che potrebbero rivelarsi come letture interessanti.
Love On The Racks A History Of American Romance Comics HC (Comics, P.381), di Michelle Nolan, racconta dell'ascesa e del declino del genere del fumetto "romantico" (che vede fra i suoi fondatori nientemeno che Joe Simon e Jack Kirby), molto diffuso nell'America durante la golden age of comics. Sì, la piattezza nelle proposte delle major è un fenomeno tristemente odierno.
The Ten-Cent Plague HC (Comics, P.382), di David Hadju Farrar, racconta invece la storia della battaglia tra Fumetto e censura che si è combattuta negli Stati Uniti negli anni del dopoguerra.
A naso, si tratta in entrambi i casi di letture su argomenti interessanti e generalmente poco approfonditi della Storia dei comics. Purtroppo il costo dei due tomi è un po' elevato, ma chissà che, in caso di successo, non ne escano anche delle edizioni più economiche, magari in brossura. Nel frattempo, tanto vale annotarsi già titoli ed autori!

Questi sono i miei consigli. Poi, fate un po' come vi pare.

16 dicembre 2007

Fabio Graziano presenta: googlonomi!

Stuzzicato da questo articolo apparso qualche tempo fa sul sito de La Repubblica, ho deciso di imbarcarmi in una piccola ricerca dei miei googlonomi. Ossia, degli omonimi che compaiono quando si digita il proprio nome sul popolare motore di ricerca Google. Ecco, in breve, i risultati del mio curiosare.

Non ci sono dubbi, la mia attività di internettomane mi ha garantito un posto privilegiato agli occhi di Google. Le prime voci a comparire inserendo il mio nome nel box della ricerca riguardano soprattutto ail sottoscritto. Subito dopo, segue per frequenza di riscontri il Dott. Fabio Graziano, Giudice presso la Commissione Tributaria di Genova (e forse a Chiavari). Credo che costui sia anche l'autore di questo ed altri libri, che trattano appunto di temi di giustizia tributaria, oltre che il redattore capo della rivista Diritto e Pratica Tributaria (il cui editore, non a caso, ha sede nella città della lanterna). Se trovassi in libreria un testo con quella firma, potrei essere tentato di autografarlo!

Da qui in poi, le cose si fanno più nebbiose: ci si inoltra nelle pagine avanzate della ricerca, quelle che presentano i risultati più frammentati.
Il successivo googlonimo in lista gestisce, a Vigevano, la Birreria Fuorimano. E dire che io sono astemio. Vabbè, ci farò comunque un salto. Se questo omonimo mi si oppone per quanto riguarda il bere, questo ingegnere edile di Torino sfida la mia avversione per il disegno tecnico. Al liceo artistico, architettura era una delle materie che più odiavo! Chissà, forse il "gemello malvagio" della situazione sono io, con le mie "negatività".
Quest'altro
, invece, è direttore di gara nella sezione di Palermo del torneo di Serie A2 di calcio a 5. Che sia lo stesso Fabio Graziano impiegato nella palermitana Elmi Software? Non è detto: tra i miei omonimi indicizzati su Google, infatti, sono in molti a provenire dalla splendida Sicilia. Come quello che ha commentato questo articolo del blog di Beppe Grillo, o come il curatore di questo sito sulle bellezze della terra di Giovanni Verga. Oppure come quest'altro, più sfortunato, di Milazzo.
Tra i miei doppelganger mi sorprende la scoperta di un velista che, tra il 2000 e il 2001, ha partecipato nientemeno che alla circumnavigazione dell'Africa! Che sia lo stesso a collaborare con questo sito di viaggi? Ma soprattutto, chissà se si diletta anche con il kayak. Nomen omen: anche questo omonimo potrebbe essere appassionato di scrittura, se è davvero lui l'autore dell'articolo qui indicato, pubblicato su una rivista di nautica.
A proposito di predestinati, il piccolo Fabio si è classificato al terzo posto, nel giugno del 2006, al Pokémon Gym Tour, giocato a Mirabilandia. Anche in questo caso, il mondo del Fumetto e dei cartoons ha colpito al cuore un Graziano.
Fanalini di coda del web, seguono alcune voci sparse, sulle quali la rete è più che mai avida di informazioni. A quanto pare, Fabio Graziano è un Credit Policy Manager nell'area di Torino, un quarantaduenne di Padova poco avvezzo all'uso di MySpace e un esperto in bonifica dell'amianto dell'area di Rossano (CS), che tra parentesi non è molto distante dal paese natale di mio padre.
Infine,
anche se non è proprio un googlonimo, mi diverte ugualmente segnalare la casuale scoperta di un Graziano Di Fabio, calciatore della Pro Vasto.

E i googlonomi di Mr. Kayak? Pochi, per fortuna. Uno, legato al mondo dello sport professionistico, l'avevo già citato in un messaggio scherzoso di qualche tempo fa. Comunque, mi è capitato
soprattutto di trovare persone chiamate proprio così all'anagrafe, cioè i Sig.ri Kayak... Vattelapesca.
La perla più divertente, però, è questo articolo sui "peggiori nomi di band musicali del 2007". Nella sezione finale, dedicata ai commenti dei lettori, un utente propone il nome di un gruppo che secondo lui meriterebbe un posto in classifica: "Mr. Kayak"!

04 dicembre 2007

DC Zombies

Negli ultimi mesi, la Casa delle Idee sta insistendo sempre più sul neonato filone dei "Marvel Zombies", interpretazione in chiave orrorifica del loro universo di super-eroi. In un mondo alternativo rispetto a quello che ospita le classiche versione di Uomo Ragno & soci, un virus alieno ha trasformato tutti (o quasi) in non-morti affamati di carne umana fresca. Stan Lee incontra George Romero. Un'apparizione dietro l'altra, i Marvel Zombies hanno conquistato sempre più un proprio spazio sugli scaffali dei negozi, diventando un vero e proprio fenomeno editoriale. Miniserie, copertine zombie-style, gadgets di ogni tipo: è scoppiata una vera e propria mania.
Alcuni, in rete, si sono messi un po' troppo sulla difensiva rispetto a questo innocuo trend, che non è nulla di più se non una gag un po' greve, un modo per sdrammatizzare la seriosità dei comics. Ne ho già accennato, in parte, in un precedente messaggio.
Fa impressione però accostare tutto questo ai percorsi, simili, di altri editori. Al di là di un generale ritorno in auge del genere horror, è visibile una sempre maggiore ossessione verso il tema della morte. Un discorso che, per giunta, potremmo estendere ad altri media come la musica (vedi gruppi come i My Chemical Romance) e la fiction audiovisiva (serial come "Six feet under", "Dead like me" e "Dexter"). Morte come rappresentazione del vuoto interiore di una generazione, quella attuale, priva di stimoli e di obiettivi? Forse, visto che il focus pare non mettere
tanto al centro il rapporto con l'aldilà, anche in chiave mistica, quanto l'opposizione tra essere e non essere, tra il peso dei tormenti della vita e l'allettante e liberatorio nulla.

A dire il vero, nei comics il tema della morte non è certo una novità, e negli ultimi vent'anni è anzi salito alla ribalta in maniera più che cruda, complice la volontà da parte degli autori di rendere le storie sempre più "mature" e "adulte" (notare la scelta pigra di isolare, attraverso la rappresentazione della violenza, il target dei giovani, invece di aumentare la complessità delle storie narrate come è generalmente accaduto, ad esempio, nel mondo dei serial tv).
Anche la DC Comics, sempre più caratterizzata da tematiche funeree, si trova immersa in questo vortice oscuro. Una escalation di sangue tristemente fine a se stessa, che ha purtroppo superato da tempo il confine del cattivo gusto. Basta dare una rapida occhiata alle uscite dello scorso novembre per farsi un'idea della morbosità che circola negli uffici degli editor guidati da Dan DiDio.

ATTENZIONE! Seguono SPOILER su albi ancora inediti in Italia! Anche se nella maggioranza dei casi si tratta di storie molto brutte, delle quali sconsiglio la lettura a monte.

Black Adam the Dark Age prosegue la saga della nemesi storica di Capitan Marvel, da dove la si era lasciata sulle pagine di World War III. L'alter ego di Teth-Adam, qui mostrato anche durante un atto di cannibalismo, è alla ricerca di un modo per resuscitare come si deve la defunta sposa, Isis, dopo un primo sfortunato tentativo che ha visto la donna tornare nel mondo dei vivi sotto forma di una specie di zombie putrescente. Per chi ne volesse ancora, ulteriori tragedie familiari attendono i lettori di Green Arrow/Black Canary, collana eponima nata sullo slancio dell'agghiacciante speciale da me già commentato, con dolore, a questo link. Nello stesso filone anche Death of the New Gods, noiosa miniserie di Jim Starlin sulla quale non mi sentirei di spendere alcuna parola, dal momento che il titolo parla fin troppo chiaramente da solo.
Countdown presents Lord Havok and the Extremists punta i riflettori su un gruppo di criminali ripresi dallo storico ciclo di Kieth Giffen e J.M. DeMatteis sulla Lega della Giustizia. In quelle storie Lord Havok, versione DC del celebre Dottor Destino della Marvel, regnava con alcuni degni compari su una Terra alternativa, da loro devastata a suon di atomica. Allegria.
Scorrendo le previews in cerca brio si inciampa in
Simon Dark, che racconta le vicende del nuovo anti-eroe di Gotham City, una sorta di moderno Frankenstein creato ricucendo le parti di una serie di cadaveri. Curioso notare che, a quanto pare, il ragazzo risulta avere la fisiologia di un diciottenne. Live fast, die young; ma fuori o dentro?
Su Green Lantern prosegue la Sinestro Corps War, nella quale, per la prima volta, alle Lanterne Verdi viene concessa la possibilità di utilizzare il loro anello del potere allo scopo di uccidere.
Dulcis in fundo, Titans East Special vede la comparsa di un nuovo gruppo di giovani Titani... tutti sterminati al termine dello stesso albo, dopo poche pagine di vita. Unico sopravvissuto è il veterano Cyborg, mentore dello sfortunato team. Ma suppongo che, se solo avesse in anticipo letto la sceneggiatura del solito scarpone Judd Winick, avrebbe preferito andarsene così anche lui.

Chiaramente questo non è che uno sguardo rapido e parziale. Chissà cosa è successo negli albi che non ho letto! Da sottolineare inoltre che nella mia carrellata ho escluso le ristampe, specie quelle di materiale d'epoca, per evitare il rischio di una errata contestualizzazione. Ma si potrebbe discutere
anche delle motivazioni che, mese dopo mese, favoriscono certi ripescaggi piuttosto che altri.
In ogni caso, resta l'amarezza di fronte a questa deriva di gusto da parte della DC. Mentre, come accennavo in apertura del messaggio, la Marvel ha scelto di elaborare gli ultimi (pur criticabili) input generazionali in maniera scherzosa e autoironica, l'editore di Superman e Batman non è riuscito a non prendersi sul serio, sfondando la porta del ridicolo. Ma non erano solo fumetti?

30 novembre 2007

Verso l'Infinito... e oltre?

Grazie ad un messaggio sulla newsletter it.arti.fumetti ho scoperto questo blog, dedicato da un giovane autore di fumetti all'attacco sistematico della precedente generazione di colleghi, emblematicamente rappresentati nella persona di Roberto Recchioni (John Doe, Detective Dante).
Per quanto i post di Infinito, alias tale Marco '79, perdano a mio avviso di efficacia retorica per via dei toni scelti e della mancanza qua e là di alcuni importanti punti sulle "i" nelle sue accuse, non si può certo dire che il ragazzo non abbia di che lamentarsi. Perchè sì, è proprio vero che oggi, in Italia, non si arriva da nessuna parte se non si è "amici di". Soprattutto nell'ambito del Fumetto, che è un piccolo paesino di provincia dove si conoscono tutti. Anzi, dove tutti devono conoscersi. Io stesso avrei parecchi aneddoti da raccontare sull'argomento, ma preferisco evitare, dal momento che non riguardano me direttamente e non vorrei mettere nei guai i veri protagonisti di questi fatti, le persone che me li hanno raccontati.

Leggere simili critiche a Recchioni mi richiama
alla mente dell'amarcord. A proposito dei miei esordi come utente di internet, che avvennero ormai quasi 10 anni fa sul Forum dell'Eura editoriale. Oggi quel Forum non esiste più, almeno in forma ufficiale; gli utenti superstiti di quell'esperienza si sono trasferiti a questo link.
Allora non avevo la minima cognizione della netiquette e di questo genere di fattori della comunicazione sul web, anche perchè si era agli albori della diffusione
di internet e della sua sottocultura tra le famiglie italiane (io stesso usavo collegarmi da casa di un amico). Una cosa, però, non è cambiata in questi dieci anni nell'utente Mr. Kayak: ho sempre detto tutto quello che pensavo, con sincerità e senza troppi peli sulla lingua.
Il Forum dell'Eura, per come me lo ricordo, era una bella agorà, popolata di persone non facili al flame ma piuttosto all'approfondimento e alla conversazione amichevole. Tra i frequentatori anche alcuni autori della scuderia Eura, tutti gentilissimi e di enorme disponibilità. Ricordo ancora oggi con un sorriso la simpatia di Walther Taborda, e alcuni illuminanti messaggi che Carlos Gomez postò al link di freeforumzone a proposito della composizione delle tavole del suo Dago.
Tra i tanti, c'era anche Rrobe, alias mai celato di Roberto Recchioni. In quel periodo, lui stava pubblicando
su Lanciostory vari corti e una miniserie western della quale mi sfugge il titolo. In sintesi, questa miniserie era a mio avviso piuttosto brutta, specie dal punto di vista grafico, mentre tutti gli altri utenti ne tessevano le lodi in maniera anche troppo smodata. Intervenni come un caterpillar, o in questo caso meglio dire un caterpirlar. Cioè in un modo poco efficace: sia perchè, a ripensarci oggi, le mie critiche di allora furono davvero mal circostanziate; sia perchè, specialmente nel contesto di quella "Pleasantville" virtuale, i miei toni non potevano che prevalere sui contenuti.
Roberto mi rispose con savoir-faire (oggi ha perso un po' di quello stile), cogliendo evidentemente la mia acerba competenza del mezzo internet e non prendendosela troppo per le mie sfuriate "grezze". Resta però il motivo di fondo delle mie lamentele: Recchioni è un pessimo disegnatore. Segno piatto, sintesi cartoon poco efficace, personaggi inespressivi e dalle proporzioni poco convincenti, sfondi abbozzati, ecc. Lo penso ancora, e non sono il solo anche a livello professionale (ricordo di averne parlato una volta con un noto fumettista italiano, che si trovò d'accordo con me). L'unica differenza da allora è che oggi sono in grado di rendere meglio il concetto.
Sorry, Rrobe.
Sulla sua attività di sceneggiatore, non mi pronuncio. Non ho poi letto così tante cose scritte da lui, e anzi i primi numeri di John Doe non mi erano dispiaciuti. Diciamo che, in generale, trovo un po' sterile e ridondante il suo continuo citazionismo cinematografico, spesso davvero troppo ingombrante e fine a se stesso. Anche perchè, onestamente, non credo che il medium fumetto abbia proprio bisogno di sentirsi "suddito" di altri media. Però, oh, ognuno racconta le proprie storie nella maniera che sente più adatta a sè, e se non piacciono basta non leggerle.
Tutto questo per rendere chiaro che, pur avendo la mia opinione su Rrobe, che negli anni ho perfino avuto l'occasione di incontrare più volte di persona, non nutro alcun tipo di pregiudizio o tantomeno di rancore nei suoi confronti. Anzi! Però...

...esprimere pensieri critici di questo genere ha, innegabilmente, una serie di immediate controindicazioni che valgono per Infinito oggi come 10 anni fa me il sottoscritto. E che esprimono a loro volta un malcostume del quale forse è ancora più urgente lamentarsi.
In primis, quando si critica negativamente qualcuno di affermato, è purtroppo inevitabile ricevere come dubbia contro-argomentazione l'accusa di essere mossi dalla mera invidia. A parte che, e anche se fosse? Quante cose si dicono, nella vita di tutti i giorni, secondo la spinta di cattivi sentimenti, come la rabbia? Eppure, ad esempio, quando si litiga qualche giusta considerazione ne esce pur fuori. Se c'è una cosa che mi manda in bestia è quando ci si ferma alla superficie invece di esaminare il contenuto vero di un discorso. Trovo questo atteggiamento molto infantile oltre che scorretto. Se le motivazioni di un presunto invidioso sono così sbagliate, non c'è che da dimostrarlo in una discussione serena.
In secondo luogo, come peraltro fa notare anche Infinito nel suo blog, gettare il proverbiale sasso contro certe persone espone chi critica all'assalto di gruppi di "flamer professionisti". Queste figure, che volano di sito in sito
come apine operaie, sono specializzate nella difesa categorica e a spada tratta dei loro beniamini; o meglio, di chi vorrebbero arruffianarsi. Naturalmente, Dio non voglia che io incorra nello stesso errore che denunciavo poche righe fa. Non è che chi ribatta alle critiche di chi si senta di farle sia per forza in malafede, per carità. Ma il dubbio viene quando a farlo sono sempre le stesse persone, e con atteggiamenti da bulldozer stile deputato del centro-destra a Ballarò.
Io sono uno facile all'incazzatura. Molto facile. Lo sanno bene gli utenti del DC Forum, che mi fregio di moderare... a mio modo. Un paio, che ancora rosica per un ban o una risposta schietta da parte mia, ogni tanto viene addiruttra a postare commenti insultanti sul mio blog, provocando in me delle crisi di ilarità che danno sempre una svolta positiva alla mia giornata. E' questo l'atteggiamento che consiglio a tutti coloro che non abbiano paura di "farsi dei nemici" dicendo con onestà ciò che pensano. Purchè, appunto, siano davvero sinceri, e soprattutto disposti a cambiare idea di fronte a valide opinioni altrui.

A dire il vero, Marco/Infinito utilizza lo strumento del blog per parlare anche d'altro che Roberto Recchioni. Anzi, vorrei rispondere ad alcune sue considerazioni, a mio avviso molto interessanti, sullo stato della produzione di Fumetti autoctona in Italia. Lo farò sicuramente. Nelle prossime settimane.

29 novembre 2007

Fai quel che ti pare! /16

Da DC fan nel cuore, mi fa sempre piacere quando, sfogliando Previews, a colpirmi sono proprio le novità della mamma di Superman e Batman.
Ultimamente mi sento sempre più come chi, crescendo, affronta quella tipica fase di "distruzione" del mito dei propri genitori. E' così che anche ai miei occhi, un tempo gonfi di ammirazione (quasi) cieca, iniziano ad apparire sempre più evidenti errori e ipocrisie della major americana.
Per fortuna, questo mese, tra recuperi d'epoca e un paio di novità interessanti, sono felice di suggerire qualche prodotto DC più del solito. Un piccolo passo in avanti per i delusi dell'era DiDio, si spera.

PREVIEWS di Novembre 2007 (vol.XVII, #11)

Il prossimo gennaio sarà un mese d'oro per gli amanti dei Giovani Titani. Mentre la serie dedicata all'attuale incarnazione del gruppo, nonostante l'ingresso alle redini della buona penna Sean McKeever, naviga nella più totale mediocrità, ecco spuntare all'orizzonte un paio di progetti dal sapore frizzante e silver age.

Il primo di questi è Teen Titans Year One (DC Comics, P.62), scritto da Amy Wolfram, già sceneggiatrice dei cartoons dei Titani, e illustrato da un Karl Kerschl sempre più affascinato dal gusto europeo della bedè. Il divertimento parrebbe assicurato. E la sete di storie dei Giovani Titani fresche e almeno un po' creative graffia da tempo la gola dei lettori come una spietata tigre del Bengala. A questo proposito, la DC ha finalmente deciso di recuperare un albo annunciato anni fa e poi lasciato cadere nel dimenticatoio in maniera inspiegabile. Si tratta di Teen Titans The Lost Annual (DC Comics, P.66), scritto nientemeno che da Bob Haney, compianto co-creatore della Doom Patrol e degli stessi Titans. Ai disegni, due nomi di altrettanto valore: Jay Stephens e Mike Allred. Chissà come mai tanta attesa per questo speciale all'apparenza così succoso. Scopriremo fra poche settimane se sia valsa la pena di tanta suspance.
Altro personaggio storicamente legato alla cerchia del celebre super-gruppo di sidekick DC è Nightwing, la cui collana regolare sarà finalmente curata, a partire dal numero 140, da uno staff di autori (presumibilmente) capaci (DC Comics, P.74). Ai testi, l'ex editor Peter Tomasi, già autore di The Light Brigade, miniserie di guerra generalmente ben recensita. Graficamente, la coppia di Rags Morales e Michael Bair offre la sicurezza di un disegno di stampo classico, elegante, fluido ed emotivo al punto giusto. Da provare.

Notizia d'oro del mese è però quella della ristampa, attesissima, del celebre ciclo della Lega della Giustizia realizzato sul finire degli anni '80 da Kieth Giffen, J.M. DeMatteis e da una lunga lista di artisti di livello quasi sempre eccellente. Justice League International HC (DC Comics, P. 92) ripropone per la verità storie già riapparse in volume negli States, ma da il via per la prima volta a una ragionata serie di cartonati con l'obiettivo di ridare alle stampe anche il resto della saga. Si tratta di un'interpretazione della League con taglio ironico e dissacrante, una lettura de panza ma anche de core, con importanti momenti di pathos e drammaticità tra una risata e l'altra. Insomma, ce n'è per soddisfare ogni palato, specialmente se raffinato. Un classico del suo genere.

Per concludere, una sola segnalazione dalla Casa delle Idee. In questo periodo di totale restaurazione nella vita dell'Uomo Ragno (mi riferisco, senza fare spoiler, all'incombente "Brand New Day"), non ci mancava che una miniserie che rinarrasse per l'ennesima volta le origini dell'amato arrampicamuri di quartiere. Come dire, chiunque non amasse le atmosfere dello Spidey anni '60 si prepari a un lungo periodo di magra. Eppure, anche nei panni del più accanito modernista, non negherei quantomeno un'occhiata a Spider-Man With Great Power (Marvel, P.18), non fosse altro per i nomi degli autori coinvolti nel progetto: David Lapham (Stray Bullets) ai testi e Tony Harris (Starman, Ex-Machina) ai disegni. Su, su, c'è di che stare allegri!

Questi sono i miei consigli. Poi, fate un po' come vi pare.

28 novembre 2007

With a little help from my friends...!

Un abbraccio a tutti i miei amici e alle persone che mi vogliono bene, mi supportano, mi appoggiano. A quelli che ci sono quando ho bisogno di aiuto, quando l'allarme da giallo diventa rosso e dentro al petto qualcosa inizia a fare male davvero. Grazie di esistere, ragazzi!


26 novembre 2007

Stiamo lavorando per voi

E' da parecchio che non posto più sul blog, ma non l'ho dimenticato. Anzi, la fila di messaggi abbozzati nel mio archivio online su blogger è ormai lunghissimo. Al di là del mio post agostano sull'addizione da Nintendo DS, che visto il discreto nulla che ne è seguito può aver indotto a pensare al peggio, i motivi di tanta assenza sono sostanzialmente la sessione di esami di settembre all'Università, e... un paio di bei progetti ai quali sto lavorando con grande impegno ormai da diversi mesi.

Il primo è più che mai top secret (ma solo per scaramanzia), e riguarda la ristrutturazione di DC World e del DC Forum. E non solo! Ma tornerò sull'argomento a tempo debito, quando ci saranno da fare degli annunci.
La seconda fatica nel cassetto è, invece, più personale. Si tratta di un fumetto originale, scritto e disegnato dal sottoscritto. Anche in questo caso preferisco non lasciar trapelare troppo, per gli stessi motivi di cui sopra. Ma sono obbligato a una piccola premessa.

Qualche tempo fa, avevo accennato proprio in questo sito alla mia volontà di disegnare degli webcomic sulla Legione dei Super-Eroi. In sintesi, avevo in mente un'idea per raccontare una storia secondo me bella e, soprattutto, che desse un senso alla continuity della serie originale, lanciando allo stesso tempo un gigante sberleffo al recente reboot di Mark Waid. Insomma, un progetto non dico ambizioso, visto che tanto sarebbe rientrato nell'ambito della mera fan-fiction, ma ragionato e sinceramente sentito.
In realtà, non era la prima volta in cui avrei voluto cimentarmi in una cosa del genere. Già qualche anno fa avevo ideato una specie di rivisitazione delle origini della Legione "post-Ora Zero", per adeguarne i toni a quelli del favoloso ciclo di Abnett e Lanning, che nei primi anni del 2000 aveva condotto i legionari verso affascinanti paradisi di vera sci-fi. In quel periodo io lavoravo full-time, e avevo una gran voglia di trovare qualcosa da fare durante la mia
pausa pranzo oscenamente lunga.
In entrambi i casi di cui sopra, la DC
Comics mi ha preceduto. Levandomi ogni stimolo. Nel 2004, dopo aver già buttato giù un plot sterminato e aver realizzato il design di tutti i personaggi, la DC se ne uscì con l'orrido reboot waidiano. Quest'anno, invece, ecco tutto l'ambaradan della Lightining Saga, con la sua lunga coda di eventi. Insomma, già da lettore non ne posso più di riletture della Legion, figuriamoci da autore.

Mi tocca quindi rimangiare i vari "teaser" pubblicati qui nel blog, quasi tutti nei suoi primi mesi di vita. Non rinuncio, però, alla voglia di realizzare un fumettino tutto mio. Per il puro piacere di farlo. Rilancio quindi il conto alla rovescia con questa nuova, misteriosa anticipazione. Spero che il prodotto finale valga tanta attesa!

15 ottobre 2007

Fai quel che ti pare! /15

Ottobre ci porta gli annunci di una serie di ristampe molto succose, per tutti i palati. Soprattutto nel segno della fantascienza. Purtroppo c'è poco altro da segnalare, ma ce n'è comunque per sperperare i propri sudati guadagni. Magari per ordinare qualche possibile regalo natalizio.

PREVIEWS di Ottobre 2007 (vol.XVII, #10)

Sì, sono un grande appassionato del personaggio di Robin. E' un character che mi da un sacco di allegria, mentre lo immagino a saltellare tra i tetti nella sua tenuta rossa, gialla e verde, in un clima da folli swingin' sixties. Showcase Presents Robin The Boy Wonder Vol.1 TP (DC Comics, P.93) ripresenta le prime storie in solitario del Pettirosso, con somma soddisfazione del sottoscritto.
Ma occhio. Dietro alla copertina annunciata, storica immagine silver age disegnata da Carmine Infantino, si nasconde invece un volume che raccoglie soprattutto storie degli anni '70. Il rilancio di Batman di O'Neill e Adams, col cavaliere oscuro finalmente restituito alle atmosfere notturne e urbane che lo esaltano, previde la separazione del "dinamico duo" reso celebre dai telefilm con Adam West e Burt Ward. Il giovane Dick Grayson fu quindi promosso a titolare di una serie di backup stories da protagonista assoluto, pubblicate in appendice a Batman e Detective Comics. Nelle avventure sceneggiate da autori come Frank Robbins e Mike Friedrich, che vedono Robin studente universitario fuoriporta, furono trattati temi di grande attualità dell'epoca, e poste le basi per la decostruzione dell'alter ego di Dick Grayson che avrebbe condotto, oltre dieci anni dopo, alla sua evoluzione in Nightwing. Un volume da comprare, e da mettere idealmente in libreria accanto a un'altra storia DC contemporanea e dal vibe simile: Green Lantern/Green Arrow.

Alex Ross e Jim Krueger (Terra X, Justice) tornano assieme
, entrambi ai testi, su Superpowers #0 (Dynamite Ent., P.257), albo a prezzo lancio che introduce un nuovo progetto nostalgia. Una miniserie che recupera personaggi dei comics ormai divenuti di pubblico dominio, in base alle leggi sul diritto d'autore. Alan Moore ci aveva già pensato qualche anno fa, reimmaginando in "Terra Obscura" alcuni degli stessi eroi che appariranno su Superpowers. Dopo il gradevolissimo exploit di Justice, varebbe la pena di concedere a questo progetto quantomeno il beneficio del dubbio. Certo che fa un po' impressione pensare a quanto il Fumetto stia diventando vecchio, di fronte allo scadere dei primi copyright.

Dei classici veri fanno invece capolino sfogliando oltre le pagine del Previews di questo mese. Recentemente ristampato in Inghilterra dalla Panini, fa il suo debutto anche in America "The Iron Legion", classica storia del Dottor Who disegnata da Dave Gibbons. Pur poco noto in Italia, il Dottore è uno dei capisaldi della fantascienza televisiva, e la sua popolarità oltremanica ha presto espanso il suo franchise fino alla nona arte. Doctor Who Classics (IDW, P.297), collana regolare in economici floppies, si impegna a ristampare cronologicamente il meglio della produzione a fumetti del buon Doctor. Per tutti gli amanti della sci-fi leggera ma senza frontiere.
A proposito di pietre miliari della fantascienza, Titan Books annuncia il primo volume di una ristampa cronologica della storica strip di Sydney Jordan (con, in seguito, William Patterson),
Jeff Hawke Vol.1 Overlord HC (Titan Books, P.329). Ambasciatore dell'umanità in un futuro dove la nostra specie convive con molte altre, aliene, provenienti dallo spazio profondo, Jeff Hawke è un personaggio in costante evoluzione, nel contesto di storie a dir poco psichedeliche. Un vero picco della narrativa del suo genere, e non solo.

Concludo segnalando un albo curioso che potrebbe riservare delle sorprese.
Fantastic Four Isla De La Muerte One-Shot (Marvel, P.29) è scritto da Tom Beland, autore plurinominato al Premio Eisner per il suo fumetto autobiografico "True Story, Swear To God", e illustrato da Juan Doe, penciler dal gusto molto grafico, finora noto più che altro per la sua attività di cover artist (Civil War: X-Men, X-Men: the 198). Un team creativo inedito e interessante, in una storia che vede il fantastico quartetto alle prese con un mistero da risolvere nell'isola di Porto Rico. Non certo la solita ambientazione kirbyana, neh! Da tenere d'occhio.

Questi sono i miei consigli. Poi, fate un po' come vi pare.

03 ottobre 2007

Non dimenticare l'Alzheimer

Riporto dal blog di Beppe Grillo un interessante spot sulla malattia di Alzheimer. Il filmato è ad opera di Giuseppe Tornatore, regista siciliano autore di uno dei miei lungometraggi preferiti, "Nuovo Cinema Paradiso". Ogni volta che guardo quel film finisco per scoppiare in lacrime come una fontana... e non credo di essere l'unico. Anche questo breve spot, estratto da YouTube, non manca il bersaglio, non lascia indifferenti. Un piccolo gioiello da vedere per rifarsi gli occhi e per riflettere.
Il 21 settembre è stata la giornata mondiale dedicata all'Alzheimer. Non lo sapevo. Ne avrei approfittato per ricordare un modo concreto e piacevole che tutti gli appassionati di Fumetto hanno a disposizione per favorire la lotta conto questa malattia, contibuendo alla causa dell'AIMA: acquistare una copia di "Watchmen 20 anni dopo". A quasi un anno dalla sua uscita, il volume si avvicina sempre più a completare il suo scopo, raccogliere quattromila euro da donare alla benemerita associazione presieduta da Patrizia Spadin. Forza!


25 settembre 2007

E poi dicono che ce l'ho con la DC

E' difficile criticare un albo come Green Arrow/Black Canary wedding special senza passare per un nerd. Perchè l'oggettiva gratuità della trama di questo one-shot è solo la punta dell'iceberg. Il peggio è forse la caratterizzazione superficiale dei personaggi, che sfonda il limite della macchietta grottesca, mal adattandosi per coerenza all'obiettivo della storia. Eccone un breve riassunto. Ovviamente, SPOILER in vista da qui in poi.

Dopo la proposta sull'ultimo numero della collana di Freccia Verde (che presto vedrà ripartire la propria numerazione in comunione dei beni... ehm, dei loghi con la novella sposa) e un nutrito numero di inutili speciali di intermezzo per allungare il brodo, è finalmente giunto il giorno del tanto atteso matrimonio fra Oliver Queen e Dinah Lance. La romantica location scelta dalla coppia è la grotta che ha ospitato la prima sede della Lega della Giustizia, riempita non a caso di un folto gruppo di super-eroi in costume come invitati. La sposa si presenta all'altare abbagasciata come poche, comportamento assolutamente comprensibile per una donna che, come lei, ha subito una traumatica violenza sessuale (ci tengo a sottolineare il sarcasmo di questa mia ultima affermazione, non si sa mai, la rete è piena di idioti). Ovviamente, la cerimonia si trasforma nella solita scazzottata tra gli eroi e un gruppo di criminali kamikaze, ma d'altronde se non ci fossero clichè non sarebbe un fumetto scritto da Judd Winick. Per dirla alla Richard Fish: marchio di fabbrica.
Ma il meglio deve ancora venire. E non mi riferisco alle scontate attività della prima notte di nozze, l'unica banalità perdonabile in occasioni come queste. Nel bel mezzo della
tradizionale copula tra i due novelli sposi, che non perdono occasione di ricordare al lettore quanto la loro relazione sia rimasta nonostante tutto burrascosa come un mare in tempesta, succede l'inimmaginabile. Anche qui, naturalmente, sono sarcastico. Perchè, purtroppo, il finale di questo "wedding special" è quanto di più prevedibile da parte della DC di Dan Didio. Green Arrow impazzisce di colpo, o almeno così pare, e cerca di uccidere la neo sposa. Nel difendersi dalla crisi post-matrimoniale più rapida della Storia del Fumetto, Dinah è costretta (?) a trafiggere la giugulare dell'amato con una freccia. The end.

Ora, lasciamo stare che i lettori di Green Arrow lo abbiano già visto morire una volta, e che questa ennesima tragedia (annunciata) possa quindi suscitare al massimo uno shockante sbadiglio.
Lasciamo stare che le solicitations dei prossimi episodi della collana dell'arciere di smeraldo lascino intendere che la salma in verde appartenga ad un mero sosia del vero Ollie. Bye bye alla crescita del pathos.
Lasciamo stare che, in ogni caso, quello avvenuto nelle pagine del
"wedding special" sia un omicidio narrativamente ingiustificato, dal momento che Black Canary possiede le abilità fisiche e i super-poteri per mettere al tappeto l'assalto di qualunque pazzo con la bava alla bocca - e, visto come la ragazza si veste di solito, di tizi del genere ne incontrerà parecchi, se non altro per quanto riguarda il discorso della bava.
Ok, lasciamo stare tutte queste cose. Ma quanto è morbosa e agghiacciante l'idea di tutto questo? Un matrimonio che si conclude con l'omicidio dello sposo da parte della sposa? Va bene lo shock value, ma senza dimenticare la dignità e il buon gusto. E poi dicono che ce l'ho con la DC. per forza, se la qualità media delle storie è questa...! Disgustorama.

20 settembre 2007

Fai quel che ti pare! /14

Settembre. Dopo l'estate da cicale, si torna formichine. E' tempo di rimettersi addosso giacca, cravatta, e tornare al lavoro. O dietro ai banchi di scuola. E già che ci si è riattivati, tanto vale anche dare una sfogliata al nuovo Previews, per vedere di addolcire i prossimi, duri mesi con qualche riposante fumetto.

PREVIEWS di Settembre 2007 (vol.XVII, #9)

La DC è in via di sperimentazione per quanto riguarda il recupero di materiale passato. In futuro vorrei dedicare un intero post su questo argomento, perchè ci sarebbe da dire molto. In ogni caso, per ora basti accennare che l'editore di New York ha deciso di rispolverare tutte le proprie esche, per vedere se qualcuna di quelle finora lasciate a prendere polvere possa invece rivelarsi buona anche per il pubblico di oggi. Ecco così comparire su Previews
di settembre due volumi da non lasciarsi sfuggire.
Il primo recupero d'annata riguarda la mia amata Legione dei Super-Eroi, in quelle che sono senza forse e senza ma alcune delle migliori
storie che la vedono protagonista. Legion of Super-Heroes An Eye for an Eye TP (DC Comics, P.96) ripropone il primo ciclo del "volume III", uscito a partire dal 1984 ad opera di Paul Levitz, Kieth Giffen e Steve Lightle. Consigliato soprattutto a chi ha gradito la Legione apparsa in USA nella recente Lightning Saga, che pescava ispirazione proprio da queste storie.
Batman/Superman Saga of The Super Sons TP (DC Comics, P.96) raccoglie invece un delizioso ciclo di storie scritto negli anni '70 da Bob Haney, autore scomparso nel 2004 e co-creatore dei Teen Titans e della Doom Patrol originali. Insomma, una bellissima mente pop. In questo paperback, illustrato da vari artisti tra cui Murphy Anderson e Dick Dillin, Haney immagina i "world's finest" alle prese con due figli in pieno tourbillon adolescenziale. E non è che nei seventies i giovani fossero più tranquilli di oggi, anzi! Superman e Batman lo scopriranno a proprie spese, in una serie di avventure deliziose e deliranti.

Restando in tema di ristampe, l'Image pare non voler essere da meno, annunciando il volume
Captain Victory And The Galactic Rangers HC (Image, P.138), riproposta deluxe di uno degli ultimi lavori del compianto Maestro dei comics Jacob Kurtzberg, alias Jack Kirby. Lo dico sottovoce, ma le ultime opere del Re sono visibilmente stanche, dagli Eterni passando al ritorno su Capitan America. Però è sempre bello vedere la sua energia, che non si è mai del tutto spenta, e che è capace di brillare luminosa ancora oggi.

Un altro genio assoluto del Fumetto è Winsor McCay, del quale ho già avuto modo di accennare in qualche scorsa puntata di questa rubrica (o almeno, così mi pare). Il titolo del nuovo volume dedicato a questo indimenticato pioniere del Fumetto e del cinema di animazione è Little Sammy Sneeze The Complete Color Sundays 1904-1905 HC (Sunday Press Books, P.346). Le strip di Little Sammy, originariamente indirizzate al pubblico dei bimbi, sono ancora oggi esilaranti, e sanno ancora sorprendere nel loro frequente salto della staccionata verso il vero e proprio metafumetto. Un cult.

A proposito di personaggi di culto, da segnalare il ritorno in grande stile di Dan Dare (Virgin Comics, P.367), con una nuova serie regolare ad opera di Garth Ennis e Chris Weston. Dare è uno dei simboli della fantascienza disegnata d'oltremanica e, nonostante stia quasi per festeggiare il 60° anniversario (nacque nel 1950 sulle pagine della rivista Eagle), non sembra aver perso di grinta, anche grazie al brillante lavoro in anni recenti di artisti come Grant Morrison e Rian Hughes e la cricca di autori di 2000AD. Un ritorno che farà piacere a tutti gli amanti dell'avventura.

Concludo questa sferzata di consigli con un pezzo da addetti ai lavori. I successi come Civil War, intrigante saga-evento imbastita dallo scozzese Mark Millar, sono come il maiale: non si butta via nulla. Ma proprio nulla. Per la gioia di aspiranti scrittori, completisti e semplici curiosi, ecco dunque l'annuncio di Civil War Script Book TPB (Marvel, P.105), volumetto che raccoglie tutte le sceneggiature della già storica miniserie, realizzate da Millar per le matite del compagno di gioco Steve McNiven. Un curioso dietro le quinte.

Questi sono i miei consigli. Poi, fate un po' come vi pare.

17 settembre 2007

Crossover /1

Quando politica e fumetto si incontrano.

08 settembre 2007

Moore, Moorcock ed io

Il buon Smoky Man, curatore del magnifico saggio "Watchmen: 20 anni dopo", ha inserito nel suo blog l'intera introduzione al volume (in lingua originale), ad opera di Michael Moorcock.
Prolifico autore inglese di letteratura di genere, dal fantasy alla fantascienza, Moorcock è il geniale creatore di uno dei romanzi che più ha segnato la mia adolescenza, la tragica epopea di Elric di Melnibonè (adattata anche a fumetti, da Roy Thomas e P. Craig Russell). Inutile sottolineare la mia emozione nell'aver potuto pubblicare un mio saggio, il settimo nel già citato testo critico su Watchmen, accanto alle parole del Maestro. Da leggere!

27 agosto 2007

E il futuro della Vertigo?

Lo scorso febbraio avevo dedicato un lungo post alla sempre maggiore rilevanza che le vendite dei volumi stanno assumendo nei bilanci degli editori di comics, a scapito di quelle degli storici albetti. Il mercato si è evoluto, e per raggiungere le masse è ormai indispensabile essere in grado di evadere dal circuito delle sole fumetterie, riserve (in)naturali nelle quali il Fumetto d'oltreoceano è andato sempre più autoesiliandosi negli ultimi vent'anni.
E di vita al di fuori dei comics shop ce n'è sempre di più. E' notizia delle ultime settimane l'irrobustimento da parte della DC Comics della propria linea per ragazzi, "Johnny DC", che rispetto al resto della produzione dell'editore newyorkese gode di una distribuzione più capillare, vedi Wal-Marts e compagnia cantante. La stessa Marvel ospita nella propria checklist una famiglia di collane kid friendly a distribuzione di massa, "Marvel Adventures". Nel corso dell'edizione 2007 di WizardWorld a Chicago, Joe Quesada, l'Editor-in-Chief della casa delle idee, ha addirittura definito la collana "Marvel Adventures" dell'Uomo Ragno come la testata della casa delle idee con più abbonati.

How will you stay young for comics and keep Marvel young? Joe said there’s no problem, as Marvel Adventures Spider-man is the number #1 subscription title for Marvel.

Anche il presidente della Marvel, Dan Buckley, è stato interpellato sull'argomento durante il WizardWorld. La sua risposta esprime in modo ancora più chiaro la volontà della compagnia a proposito dell'espansione nelle librerie di varia:

Biggest influence outside comics? Buckley: Watching how successful manga is in the bookstores, and now trying to do things that can be marketed in bookstores and will bring in new readers like Marvel Adventures, Dabel Brothers, Anita Blake and Dark Tower.

Nella dichiarazione riportata qui sopra, Buckley si riferisce anche alle recenti commistioni Marvel tra letteratura e Fumetto, come la miniserie ispirata ai romanzi della Torre Nera di Stephen King (ne ho già accennato, a suo tempo, nella mia rubrica di consigli da Previews), o le riduzioni di celebri romanzi d'avventura di "Marvel Illustrated".
Ma non è necessario guardare alle major storiche per sottolineare le potenzialità del mercato dei bookstores. Manga come Naruto o Fruits Basket, noti peraltro anche ai lettori italiani grazie a Panini Comics e a Dynamic, hanno scalato la classifica di USA Today dei libri più ventuti, compiendo un'ascesa fino alla top 30. Bone, meravigliosa opera fantasy autoprodotta dall'autore Jeff Smith, sta per varcare la soglia dei due milioni di copie vendute nei soli Stati Uniti.

Dando a Cesare quel che è di Cesare, tra i pionieri dello sbarco in libreria c'è stata proprio la DC, con la sua linea di fumetti per lettori maturi, la Vertigo. Fondata ufficialmente nel 1993 da Karen Berger, la Vertigo ha pubblicato in poco più di 10 anni alcune tra le opere più significative dei comics moderni, come Sandman di Neil Gaiman e Preacher di Garth Ennis e Steve Dillon. Tutti titoli, questi, che costituiscono dei fruttuosi long seller sia per l'editore che per gli autori, cui la Vertigo riconosce (a quanto mi risulta) una cospicua fetta dei diritti.
Il valore letterario e il target adulto dei fumetti Vertigo hanno persuaso molto presto la DC a rafforzarne la diffusione in paperback, aprendo così la strada al vero successo per molti titoli. Si tratta di una regola basilare del mercato: è il prodotto a dover inseguire il consumatore dove questi si annida, e non viceversa. Eppure, nonostante tutto ciò, quasi ogni nuovo progetto resta legato a un iniziale lancio in albetti. Insomma, gira e rigira, alla fine stiamo sempre lì al punto di partenza.
Riporto da The Beat un breve storico degli ordini di ALBI Vertigo da parte delle fumetterie americane:

06/2003: 16,414
06/2004: 17,378
06/2005: 14,165
—————
06/2006: 14,965 (- 2.0%)
07/2006: 16,684 (+11.5%)
08/2006: 16,107 (- 3.5%)
09/2006: 15,399 (- 4.4%)
10/2006: 15,189 (- 1.4%)
11/2006: 13,773 (- 9.3%)
12/2006: 13,834 (+ 0.4%)
01/2007: 13,572 (- 1.9%)
02/2007: 11,855 (-12.7%)
03/2007: 13,748 (+16.0%)
04/2007: 12,105 (-12.0%)
05/2007: 12,256 (+ 1.3%)
06/2007: 12,732 (+ 3.9%)
—————-
6 months: - 8.0%
1 year : -14.9%
2 years : -10.1%
3 years : -26.7%
4 years : -22.4%

Negli ultimi quattro anni, meno 22%. Più di un quinto del fatturato. Ouch.
Ancora un estratto dal report di newsarama.com sulla conferenza Vertigo dal solito WizardWorld:

A lot of Vertigo readers only seem to pick up trades, more so than with many other publishers. Does that change how Vertigo approaches things? [Jonathan] Vankin (editor di molte serie Vertigo, NdMrK) said that he doesn’t really feel it changes anything. They are always looking to do complete stories, other than with maybe John Constantine and Fables, their only two open-ended properties. Most of the projects that come to them have the end in mind from the beginning. They’ve never sacrificed or changed anything just to fit the trade.

E queste affermazioni sono proprio un esempio di quello che sostenevo. Vankin dice che il fatto di raccogliere le storie in volumi non influenza la realizzazione a monte delle storie, esprimendo una perfetta mentalità "albetto-centrica". Sì, insomma, il principale editor Vertigo è costretto a dire a una convention di settore che il formato che gli fa vendere (e, presumo, guadagnare) di più non è di intralcio nel processo creativo. E' come se Montezemolo rassicurasse i 10 acquirenti al mondo della Testarossa che la preparazione del nuovo modello non subirà influenze negative da parte della nuova Punto. Sono sicuro che gli stipendi degli operai del Gruppo Fiat non siano pagati dalle sportive.

Il problema della Vertigo però non è solo quello di scrollarsi di dosso le ragnatele del vecchio mercato, che non la capisce e non la apprezza come il "nuovo". Ma è anche e soprattutto quello di non essere più in grado di mettere sul piatto delle idee forti, da blockbuster editoriale.
Fatta eccezione per Fables, collana dalla quale sta nascendo un buon franchise di spin-off, e Y L'Ultimo Uomo, ormai in via di conclusione, negli ultimi anni l'etichetta matura della DC Comics non è riuscita a partorire dei titoli di forte appeal, con situazioni "iconiche" e di impatto.
Collane come American Virgin, di Steven Seagle e Becky Cloonan, o DMZ di Brian Wood e Riccardo Burchielli, hanno un nocciolo troppo complesso e dispersivo per "bucare lo schermo". Riassumere in due parole la trama della prima, ad esempio, sarebbe un'impresa. Al contrario dei maggiori hit storici della Vertigo, per i quali basterebbero slogan essenziali come "un pastore texano alla letterale ricerca di Dio" o "i personaggi delle favole trasferiti nel mondo reale". Bang, schermo bucato. Il conflitto di American Virgin è così flebile che se il finale del secondo arco di storie fosse stato privato delle ultime due pagine, che aprono la strada al ciclo successivo con un cliffhanger piuttosto pigro, la saga si sarebbe potuta benissimo concludere lì. Non c'è cuore che batte dietro quelle pagine, ma solo una serie di percorsi logici lucidi e sconnessi da parte degli autori, interessati unicamente a dire certe cose con una certa estetica.

Secondo me, il futuro della Vertigo dovrebbe essere nell'accettazione senza più rimorsi della propria natura e del proprio pubblico. Graphic novels e storie seriali pubblicate direttamente in volumi, come in Giappone. Sono sicuro che lo zoccolo duro di circa 12mila appassionati ancora legati agli albetti sarebbe ben lieto di proseguire la propria addizione al buon Fumetto verso il magico mondo del paperback inedito. Che, tra l'altro, fa anche più figo.

20 agosto 2007

Tu chiamale se vuoi distrazioni

Fabio, perchè ultimamente posti meno del solito sul blog?

Ah, ecco.

13 agosto 2007

Addio a Mike Wieringo

Mike Wieringo era un disegnatore fresco, morbido, dinamico. Il suo gusto per il divertimento puro e per un certo tipo di fumetto, positivo e spensierato, rendevano le sue storie una fonte garantita di sorrisi.
Un artista amabile e di talento assoluto. E una persona timida ed umile, come emerge dai numerosi messaggi che postava con regolarità nel suo blog.

Ieri, domenica 12 agosto 2007, Mike Wieringo ci ha lasciati. Aveva 44 anni. Quarantaquattro, porca puttana. Quarantaquattro. Ed era uno dei miei fumettisti preferiti in assoluto.
Ancora non riesco a crederci, sono in fase di rigetto. Questa è una notizia che mi ha sconvolto come quando si perde una persona cara, un amico.

Addio, Mike. Senza di te, i Fumetti mi sembrano meno interessanti di prima.

05 agosto 2007

Fai quel che ti pare! /13

Consigli per gli acquisti, anno due. Consigli da Previews, il catalogo che annuncia i fumetti americani in uscita, in patria, tre mesi dopo. Consigli in riferimento a numeri unici, o a serie e storyarcs ai nastri di partenza. Consigli che non fanno salire la scimmia di recuperare milioni di arretrati di qualcosa, insomma. Consigli sia in bene che in male. Ma soprattutto, consigli sinceri.

PREVIEWS di Agosto 2007 (vol.XVII, #8)

I fratelli Luna (Ultra, Girls) sono due giovani e promettenti professionisti dei comics. Attraverso uno stile di disegno sobrio ed espressivo, arricchito da giochi di colore a sottolineare uno storytelling fortemente influenzato dal cinema, i due californiani raccontano storie emozionanti, con protagonisti umani e credibili. A qualche mese dalla conclusione del loro ultimo progetto, i due Luna brothers sono pronti a tornare in sella con The Sword (Image, p.138), atteso fantasy di ambientazione moderna. Che è già una certezza.

Jack Cole (1914 - 1958) è il papà di Plastic Man, ed uno degli artisti più eclettici e brillanti della golden age. Fantagraphics ha annunciato la ristampa della sua ultima strip, Betsy And Me GN (p.294), satira della famiglia media borghese negli States degli anni cinquanta. Purtroppo, il notevole successo di questo fumetto non bastò a Cole per evitare di togliersi tragicamente la vita. Grazie anche all'apparato biografico pubblicato a corredo delle strip, questo volume può essere un'ottima occasione per conoscere meglio un autore straordinario ingiustamente dimenticato.

Uno dei pregi maggiori dell'attuale gestione della Marvel è, a mio avviso, l'abilità nel recuperare franchise ormai spente, riscoprendone in salsa moderna le peculiarità più interessanti. E' il caso di personaggi come Iron Fist e Moon Knight, senza contare il fitto sottobosco di sfigati raccontato in Nextwave. L'editore ci riprova, a partire da ottobre, affidando al poliedrico romanziere Jonathan Lethem (con Karl Rusnak)
il revival di Omega The Unknown (p.49 del Marvel Previews), eroe-meteora degli anni '70 ideato da Steve Gerber. Il taglio della storia, vicino al Fumetto underground, è sottolioneato dai disegni, affascinanti, di Farel Dalrymple (Pop Gun War) e Paul Hornschemeier. Intrigante.
A testimonianza della crescente sinergia tra comics ed altri media, anche Wolverine Annual Deathsong (p.65 del Marvel Previews) vede ai testi una penna rubata al mondo della prosa, Gregg Hurwitz, autore di fiction gialla e mystery. A illustrare il tutto, un Marcelo Frusin (Hellblazer, Loveless) sfortunatamente handicappato da una colorazione poco adatta. L'albo resta comunque stuzzicante, e sulla carta promette di lucidare per bene gli artigli un po' appannati del mutante canadese degli X-Men.

Questi sono i miei consigli. Poi, fate un po' come vi pare.

30 luglio 2007

Tra una sudata e l'altra

Oggi è una giornata un po' così. Bloccato nella solitudine forzata della Milano agostana, con fidanzata e amici fuggiti al fresco delle località turistiche, le giornate sembrano non finire mai. Per rompere l'insopportabile silenzio dell'appartamento vuoto, mi viene in soccorso lui. Corrado Guzzanti. Non quello in carne ed ossa, naturalmente, ma una versione della sua immagine digitalizzata su YouTube. E le risate mi fanno ignorare per un attimo la disidratazione.



(Filmato extra per gli smemorati. Perchè io, nel '94, c'ero!)


22 luglio 2007

Cioè, zerella!

Riprendo dal mio post del 16 luglio scorso. Sono usciti i risultati del Premio Franco Fossati 2007, che aveva visto tra le nomination il meraviglioso e iperbolico saggio "Watchmen: 20 anni dopo". Purtroppo, il fantabuloso volume critico dedicato al capolavoro di Alan Moore e Dave Gibbons non ce l'ha fatta. A meritare il podio sono stati invece, ex aequo, un saggio di Valentina Semprini edito da Tunuè e il catalogo della recente mostra bolognese sull'indimenticabile maestro Magnus (Black Velvet). Ma noi ci siamo sicuramente battuti con onore!

20 luglio 2007

Legion of Super-Heroes: fuori dal tunnel? /2

La Lightning Saga è finita e, per colmarne il vuoto nel cuore dei nostalgici della Legion of Super-Heroes che fu, la DC ha già rivelato i prossimi passi della storyline che ha visto l'inaspettato ma gradito ritorno del team pre-Crisis. Sperando che tutto questo petting porti a qualcosa di concreto, o mi si prospetta un pessimo mal di testa.

ATTENZIONE, spoiler su storie inedite in Italia!

Riassunto delle puntate precedenti. Nella Lightning Saga, crossover tra le collane principali della JLA e della JSA, Superman ha rivelato di aver fatto parte in gioventù della Legione dei Super-Eroi pre-Crisis. Un gruppo di amici del quale l'azzurrone sente la mancanza, visto che dalla Crisi in poi non ne aveva più avuto notizie. E invece ecco tornare i ragazzi del futuro, alle prese con una misteriosa missione che ha condotto al ritorno nel DCU di Wally West e famiglia. Ma era quello il vero obiettivo della Legione? E cosa ha a che fare con tutto ciò la permanenza nel presente di Karate Kid e Una (la ex Duo Damsel, ex Triplicate Girl)? I due legionari sono infatti alle prese con un ennesimo compito, i cui sviluppi sono oggetto di una delle trame di Countdown.

Il resto della Legion pre-Crisis tornerà a partire da ottobre, per un ciclo ad opera di Geoff Johns e Gary Frank sulle pagine di Action Comics. In questa storia, Superman potrà finalmente dare una nuova occhiata al XXXI° secolo, e scoprire quanto e come questo sia cambiato dalla sua ultima visita. Ma soprattutto, Johns potrebbe finalmente rivelare dei nuovi dettagli sulla "Legione dei tre mondi", nome in codice di una fantomatica avventura che la Legion pre-Crisis avrebbe già vissuto o dovrebbe ancora vivere (maledetti viaggi nel tempo). Parola di Thom Kallor, lo Starman della JSA, che, rincitrullito dai viaggi nel tempo, è diventato la principale fonte di anticipazioni sulle trame future, sotto forma di apparenti deliri.
Nel frattempo, sul numero di Supergirl in uscita a settembre, si incontreranno le Legioni di... due mondi. Il Karate Kid della Lightning Saga e di Countdown si scontrerà non solo con la ragazza d'acciaio, ma anche con il Val Armorr della continuity waidiana. L'impressione è che ci saranno da preparare parecchi pop corn.

16 luglio 2007

'Watchmen: 20 anni dopo' nominato al Premio Fossati!

L'instancabile Smoky Man, curatore del volume "Watchmen: 20 anni dopo" al quale io ho avuto la fortuna e l'onore di collaborare, mi informa che il saggio ha ricevuto la nomination al Premio Franco Fossati 2007. E' inutile sottolineare quanto questa ribalta mi faccia piacere, al di là del risultato finale della premiazione, che riporterò su questo blog in ogni caso.
Inoltre, sono felicissimo di annunciare che, su mille copie stampate del libro, edito da Lavieri, ne sono già state vendute 501, accumulando per ora la cifra di 1000 euro per l'AIMA (Associazione Italiana Mallatia di Alzheimer). Una volta vendute le restanti copie, ci si aspetta di raggiungere una donazione di 4000 euro. E' solo un piccolo contributo per una causa così grande, ma si fa quel che si può.
Ricordo infine che è possibile acquistare il volume nelle migliori fumetterie o, più semplicemente, cliccando sul banner posizionato in alto a sinistra in questa pagina. Accattatevillo!

13 luglio 2007

Fai quel che ti pare! /12

Luglio, col male che ti voglio. Raramente ho avuto tra le mani un numero di Previews così avido di novità interessanti come quello di questo mese. Lo vedo appoggiato sul bancone di Supergulp, e nel caldo irreale di Milano mi sembra asciutto come un'anguria seccata dal sole. Tra un miraggio e l'altro, cerco di buttar giù i miei scarni consigli per gli acquisti. Ammerigani, questa volta non avrete i miei soldi!

PREVIEWS di Luglio 2007 (vol.XVII, #7)


Peter Milligan è uno sceneggiatore strano. Ogni tanto sforna delle opere che graffiano fino a scorticare la pelle, come "X-Statix", satira senza pietà del vuoto di ideali moderno e tristemente riempito dai media. Altre volte se ne esce invece con delle marchette clamorose, come il suo recente ciclo su "X-Men" o, peggio ancora, "JLA Classified". Come interpretare quindi l'annuncio di Infinity, Inc. #1 (DC Comics, p.80)? Nel dubbio se ordinare o meno questa collana, spin-off di una delle trame meno interessanti di "52", mi sento come di fronte alla roulette. Se dovessi affidarmi al testo della solicit, la decisione sarebbe già presa: non sento il bisogno dell'ennesima collana che "will take readers on a tortured trip to the dark side of the superhero dream". Been there, done that, caro Milligan.

I fumetti della Top Cow mi fanno cagare. La nostra è proprio una incompatibilità inconciliabile, genetica. Proprio non apprezzo le storie tutte esplosioni ed elicotteri e marines, alla Michael Bay per intenderci. Purtroppo, la mia passione smodata per i disegni morbidi e incredibilmente epressivi di Kevin Maguire mi costringe all'acquisto di Velocity Pilot Season 1 (Image/Top Cow, p.183), albo autoconclusivo dedicato alla giovane velocista della Cyberforce. Questo speciale concorrerà per la propria sopravvivenza, assieme ad altri "pilota", in un concorso sul sito dell'editore. I lettori decideranno, con il proprio voto, quale delle varie proposte potrà proseguire in un'intera "stagione" a fumetti. Non bastava assegnare la vittoria al più venduto? Mistero del sistema del direct market. Io, per il mio bene, voterò gli altri titoli.

In seguito agli eventi di "Civil War", il personaggio di Capitan America è tornato pesantemente sotto le luci della ribalta. La serie del crociato a stelle e strisce non valeva l'acquisto da molto tempo, e forse non è mai stata così entusiasmante dalle storie disegnate da Jim Steranko. Quegli adorabili paraculo della Marvel hanno deciso di cogliere la palla al balzo con intelligenza, affidando l'alter ego di Steve Rogers alle mani dello scrittore David Morrell, l'ideatore di Rambo, per una miniserie quindicinale di sei capitoli intitolata Captain America: the Chosen (Marvel Comics, p.21 del Marvel Previews). I disegni di Mitch Breitweiser, artista solido e in costante miglioramento, varrebbero da soli l'acquisto di almeno il primo numero. Scommettiamo che la raccolta in volume di questa miniserie uscirà giusto in tempo per coincidere con il lancio del film "John Rambo" nei cinema d'oltreoceano?

Vista la penuria di fumetti da consigliare ho selezionato da Previews un paio di volumi di altro genere, comunque legati strettamente al mondo del Fumetto.
In occasione dell'uscita di "Ultimate Spider-Man" #100 la Hero Initiative, una specie di sindacato dei fumettisti americani, aveva stampato 100 copie dell'albo con copertina bianca e ne aveva fatto illustrare i frontespizi da un gruppo nutrito e succoso di disegnatori. Il risultato, le 100 copie uniche di quel fumetto, è stato venduto all'asta con ricavato devoluto a finanziare le imprese dell'Initiative. The Ultimate Spider-Man 100 Project TP (Hero Initiative, p.308) raccoglie finalmente in un unico volume tutte e 100 le copertine realizzate, per chi come me non è riuscito a permettersi nemmeno uno dei preziosi originali. Definitivo.
Schultz And Peanuts HC (segnalato sotto "Comics", p.400) si presenta come una biografia di Charles M. Schultz, lo straordinario autore della strip più famosa del Mondo. Incentrato soprattutto sul rapporto tra la vita personale di Schultz e il suo lavoro di fumettista, questo saggio di David Michaelis è basato su ben sei anni di ricerche ed interviste ai familiari del papà di Charlie Brown. Da (ri)scoprire.
Kirby King of Comics HC ("Comics", p.400) è, infine, un "omaggio visuale" di Mark Evanier all'amico Jack Kirby, il Re della silver age del Fumetto americano mainstream. L'annuncio non è molto chiaro sul contenuto esatto del volume, ma se anche questo libro fosse solo una raccolta senza commento di illustrazioni kirbyane varrebbe la pena di dargli almeno un'occhiata. Epico.

Questi sono i miei consigli. Poi, fate un po' come vi pare.