22 novembre 2006

Metti la cera, togli la cera

Quando si dice una coincidenza. Mentre sul DC Forum ero immerso nell'ennesimo attacco all'ultimo e infame reboot della Legion of Super-Heroes, Dan DiDio toccava lo stesso argomento in risposta alle domande degli utenti di ComicBloc. Non vorrei dilungarmi nuovamente sulla Legione di Mark Waid, specialmente visto che ho già esplorato il mio disappunto nei confronti di questa geniale rivisitazione in uno dei primissimi messaggi del mio blog. Ma non posso. Non riesco ad esimermi da una risposta a raffica alle parole del Mussolini DC Comics.
There are always concerns about alienating readers. The problem with Legion is that once Superboy was removed from the equation after the first Crisis, the series lost its biggest star and struggled for an identity. As things changed to help redefine the series, it kept moving away from the core concept and there was a sense of change for the sake of change. Things slightly different from their original inspiration but not radically different as to understand why it changed. We felt we wanted to go back to and restart the series rather than change it on the run. Mark came up with a concept we thought captured the spirit of the series so we gave it a restart since the incarnation at the time was flagging and close to cancellation. The bottom line is that LEGION was one of the top sellers for DC in the 80’s along with Titans and we wanted to make every effort to put it back on top.
Replico in tre punti.
- Si può dire che la Legione abbia vissuto alcuni dei suoi periodi di maggiore qualità proprio dopo la scomparsa di Superboy. Il
volume three di Paul Levitz, gli anni della maturità orchestrati da Kieth Giffen, i primi due lunghi cicli del rilancio post-Ora Zero, per non parlare del meraviglioso affresco sci-fi di Abnett e Lanning. L'unico vero problema che ha tormentato negli anni la franchise è stato se mai di natura editoriale. Come l'insistenza ossessiva nel concentrarsi su temi autoreferenziali e di continuity, invece che lasciare agli sceneggiatori lo spazio per limitarsi a raccontare delle storie.
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DiDio dice che, secondo lui, le serie precedenti a quella attuale si erano allontanate dal concept originale dietro alla Legione. Che, per inciso, è "nel futuro, un gruppo di persone dotate di super-poteri si riunisce attorno agli ideali di Superman per essere meglio d'aiuto al prossimo". Allora come mai la collana attuale si basa invece sull'idea che "nel futuro, un gruppo di adolescenti si riunisce attorno al ricordo delle gesta degli eroi del XX° secolo per ribellarsi alla società repressiva nella quale vivono"? Non colgo alcuna coerenza in tutto questo.
- Ormai le classifiche dei best sellers Diamond parlano chiaro. Per raggiungere davvero le vette, bisogna affidarsi ad autori di grido o ad eventi di grande portata. Pessima scelta da parte della DC, quindi, mettere il progetto della nuova Legion nelle mani di due artisti di media fascia come Waid e Kitson, oltre che anticipare il lancio del volume five a poco prima dello strepitoso successo di Infinite Crisis.


Per placare la mia grave nostalgia, pubblico uno schizzo del legionario Karate Kid nella versione post-Ora Zero, la mia preferita. So che basterebbe sfogliare qualche numero arretrato per placare le fitte al cuore, ma non è la stessa cosa. Più ci penso e più la "mia" Legione mi manca.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Secondo me dovresti migliorare la grafica del blog e organizzare meglio i contenuti. Buona nel complesso la scelta delle immagini.

Dual- ha detto...

Buongiorno.
Mi chiedevo se eri riuscito a farti un'idea su DEMO basata sulla lettura del volume... So che sono anche stressante, solo che i pregiudizi un po' mi dispiacciono... :)
Aspetto una tua risposta.

Alessio "dual" D'Uva