09 novembre 2006

Interludio

Mi imbarazza un po' scrivere su questo sito interventi riguardanti il mio privato. A volte, in questi pochi mesi di vita del blog, l'ho fatto, ma mascherandoli d'altro perchè la dimensione del "diario online" mi è sempre parsa un po' stucchevole e una specie di controsenso. Per parafrasare l'antropologo Claude Lévi-Strauss, la consapevolezza di essere osservati, analizzati, influenza il comportamento. Dubito, quindi, che un simile sfogo pubblico del proprio intimo possa avere la stessa sincerità che invece caratterizza lo stereotipo del diario classico, magari celato alla lettura altrui da un lucchetto.
Ugualmente, mi concedo un breve messaggio personale. Anche perchè, paradossalmente, questo è il luogo virtuale dove sono più me stesso, dove mi sento più a casa perchè posso scrivere in libertà di tutto ciò che amo. Dei fumetti (anzi, del Fumetto), del disegno, e di tutti gli altri argomenti che sono stati e saranno oggetto dei miei periodici post. Purtroppo, oggi proprio il mio blog è stato momentaneo campo di battaglia di una partita della quale, da qualche tempo, sono riluttante giocatore.
All'interno della mia famiglia non c'è comprensione, non c'è amore. Non ci sono mani tese, o spalle volenterose di alleviare il peso delle altre. Potranno sembrare banalità da sermone domenicale, ma il proverbiale calore del focolare domestico si riferisce al potere di un abbraccio o di una carezza e non certo all'intensità dei caloriferi di casa. Ma nella mia, se così posso dire visto che mi ci sento un varelse (citazione dal "ciclo di Ender" di Card), non ci sono neppure il dialogo e la fiducia reciproca.
Oggi pomeriggio, una persona che non ha avuto nemmeno le palle per firmarsi, per farsi riconoscere da altri oltre che dal sottoscritto, ha insozzato questo blog di commenti offensivi e umilianti nei miei confronti (e già rimossi da me in veste di admin). Solo una piccola appendice del suo abituale atteggiamento domestico. Di fronte a questo ennesimo boccone amaro da ingoiare in silenzio, tale è il prezzo della maturità, vorrei rompere un'altra delle regole che mi sono auto-imposto nella scrittura di queste pagine e rivolgermi direttamente a chi mi sta leggendo. Non fate questo, mai. Non fatelo a nessuno, che sia uno sconosciuto oppure no. Ma specialmente, non fatelo a chi da voi si aspetterebbe ben altri sentimenti.

4 commenti:

Mickey ha detto...

Non sei entrato nei dettagli, ma la cosa che descrivi è in effetti molto triste. Capisco vagamente quello che dici sulla famiglia, provo qualcosa di simile.
Stringi i denti.

Vforvoglino ha detto...

Fabio, se hai voglia di farti due chiacchiere con un coetaneo un po' più anziano ;-), fammi un fischio.
Non aggiungo altro.

A.

Scarlet Speedster ha detto...

Ho letto solo ora... Qualsiasi cosa succeda Fabione, sai che su di me puoi sempre contare. E' a questo che servono gli amici.

Un abbraccio.

Uomo che Ride ha detto...

... spero di aver capito male... perchè se piuttosto ho afferrato, all'improvviso mio padre mi sembra un santo...