29 ottobre 2006

Morrison comparato

Ieri sera, tornando a casa dal lavoro, mi sono lasciato accompagnare nel mio viaggio in autobus da due letture all'apparenza intriganti firmate da Grant Morrison: i primi numeri delle nuove collane di Wildcats e Authority. Per quanto, onestamente, le mie aspettative non fossero alle stelle per nessuno di questi due albi, devo ammettere con dolore di essere rimasto piuttosto deluso da entrambi.

Wildcats #1 ha in un certo senso lo stesso difetto dell'altra serie attualmente disegnata da Jim Lee, All-Star Batman & Robin. Sembra scritta da qualcuno che si sforza di scimmiottare l'estetica dei fumetti di Morrison, inserendo momenti psichedelici in richiamo a precedenti opere dello scozzese (le "soggettive" di Spartan, al contrario dei trip di Invisibles, non sembrano avere una vera ragion d'essere) e pillole di sense of wonder nascoste in dettagli all'apparenza di secondo piano, per arricchire il contesto della vicenda (già la prima volta il "telefono 3D" non mi è parsa un gran che come genialata, figurarsi dopo le ulteriori piccole insistenze su questo particolare, come a cercare di convincere i lettori che sia davvero chissà che).
Come se non bastasse, la storia ha luogo a partire da un mese prima dello Worldstorm, la "Crisis" dell'universo fondato da Jim Lee e Brandon Choi oltre un decennio fa, basandosi per ora in modo non trascurabile sulle ceneri delle serie antecedenti. Pessima idea per iniziare un reboot, cioè il riavvio di una franchise a fumetti per favorire l'ingresso di nuovi lettori, secondo me.

Authority #1 è senz'altro, dei due albetti, il più difficile da giudicare, il più sperimentale. Anche perchè, tanto per dirne una, i protagonisti non compaiono nemmeno per mezza vignetta, lasciando spazio ad una specie di prologo che profuma di possibili Pinewood Studios, finalmente esposti al contagio dei complessi dell'uomo moderno. La narrazione volge lo sguardo al cinema anche dal punto di vista grafico, con tavole frammentate che importano spesso soluzioni ed effetti speciali già in uso da autori come i Fratelli Luna.
Di certo questo fumetto non ha suscitato in me le stesse perplessità di Wildcats, ugualmente valido sotto il profilo dei disegni. Si tratta comunque di una lettura poco soddisfacente, il corrispettivo cartaceo dei primi cinque minuti di un kolossal. Generalmente so apprezzare la narrazione decompressa, ma a tutto c'è un limite. Grant, se mi inviti a un aperitivo almeno offrimi le noccioline. Sono certo che i lettori che attendono di leggere questa serie in dvd, ehm, in volumi resteranno molto più soddisfatti.

1 commento:

Anonimo ha detto...

Grazie, non me li fai rimpiangere!
Mickey
P.S. Grant è un genio per niente affidabile, purtroppo!