13 agosto 2006

Chi fa da sè, fa per tre

In quest'ultimo periodo in rete si stanno rincorrendo mille discussioni a proposito del futuro della DC Comics in Italia. La Play Press, editore che ha contribuito con la sua politica scellerata alla Waterloo nostrana per Superman e soci, ha finalmente perso i diritti di licenziatario DC per lo stivale. Il futuro è ancora incerto e le voci, per ora confermate per via traversa solo dal colophon del volume dedicato a Batman recentemente uscito in allegato alla Gazzetta dello Sport, indicherebbero come successore della Play la Planeta/DeAgostini, che già pubblica la DC in Spagna.
La DC è sempre stata molto sfortunata nel nostro paese, a causa di una serie di coincidenze che hanno favorito la Marvel nella cronica esigenza degli italiani di "schierarsi". E' davvero divertente ascoltare le discussioni tra i fan delle due "fazioni", sempre che sappiate farvi una risata di fronte a un gruppo di sfigati talebani che si arrampica in modo ridicolo sugli specchi... io personalmente sarei più propenso a intervenire di badile con forza, ma di solito riesco a trattenermi.
E' meno divertente, invece, leggere le patetiche lamentele dei lettori rimasti per il momento orfani della DC. Da una parte, c'è la loro disperata ricerca di informazioni impossibili, quasi come un pesce steso sul bancone di un sushi bar e che, disperato, cerca di respirare senza arrendersi all'idea di non avere attorno nemmeno una goccia d'acqua. Dall'altro lato, l'altrettanto irrazionale rifiuto da parte di moltissimi di aprirsi alla possibilità di imparare l'inglese e rivolgersi direttamente alle versioni originali. "I comics costano troppo", dicono a loro discolpa, senza riflettere sul fatto di aver speso molto di più per acquistare fino ad oggi i volumi Play Press, cari e mal confezionati. "E poi non voglio far fatica", certo, in fondo la conoscenza dell'inglese oggi è del tutto secondaria in ogni ambito, compreso quello lavorativo, perchè sfruttare la passione per i super-eroi per impegnarsi un po'?
Devo dire che, nella tragedia, con un minimo di spirito di iniziativa si potrebbe facilmente scorgere una luce salvatrice in fondo al tunnel. Mettendo da parte la scusa, già ghiotta, per aggiungere finalmente al proprio curriculum la padronanza di una lingua straniera, per vivere meglio la crisi(s) basterebbe indirizzare i propri soldi altrove, magari verso qualche altro fumetto che fino a quel momento si era stati costretti a snobbare per mancanza di pecunia. Per esempio, con la somma risparmiata dall'acquisto di un numero di Superman TP sarebbe cosa buona e giusta portare a casa un volume del Professor Bell di Johan Sfar. Ma per potersi migliorare è necessario riconoscere i propri limiti, cosa che questi lettori rifiutano, evidentemente, di fare... lascio a chi mi legge immaginarne gli inevitabili risultati.

4 commenti:

Uomo che Ride ha detto...

Non impareranno mai, questi italioti/idioti, non impareranno mai...

"ma l'inglese è difficile!"

va da vi el chap! (l'ho scritto bene?)

giandale ha detto...

quando ho letto il titolo ho temuto parlassi di altre cose...
comunque, ti dò pienamente ragione, leggo fumetti originali dal 1999 e non ho ottenuto che benefici. e poi, se è vero che ogni lingua è una prospettiva sul mondo, è sempre bello calarsi in un una forma mentis differente...

Mickey ha detto...

Io non sono completamente d'accordo. Gli albi americani costano, e non sempre sono facilmente recuperabili, soprattutto da chi vive in provincia. E poi è vero che l'inglese non è tanto conosciuto, e persino io che lo mastico abbastanza (in questo periodo sto leggendo l'ultimo romanzo di Gaiman in originale), ho sempre trovato qualche difficoltà coi comics, non so perché.
Detto questo, speriamo che la ispanica De Agostini faccia un lavoro decente (anche se ormai non leggo più Marvel e DC, e quindi il mio è solo un interesse nostalgico).

Mickey

Mr. Kayak ha detto...

capisco quello che vuoi dire, mickey, ma come dicevo nel mio post non è che prima le edizioni italiane degli albi DC facessero risparmiare rispetto agli originali, anzi. se la deagostini pubblicasse albi a buon mercato sarei il primo a consigliare di acquistarli, ma nel frattempo con gli originali si prendono due piccioni con una fava: si leggono fumetti DC nuovi e si affina la conoscenza dell'inglese.