16 luglio 2006

Superman Returns!

Nei cinema italiani non arriverà prima di settembre, ma sul monitor del mio pc Superman Returns ha già debuttato alla grande. Ovviamente si tratta solo di un antipasto in vista di una migliore visione nel multiplex più vicino, ma è abbastanza per accontentare la mia enorme curiosità e scrivere una breve recensione. Occhio agli spoiler, seppure ridotti al minimo.

E' necessaria una piccola premessa. Gli amanti di Batman Begins, la pellicola di Christopher Nolan che ha aperto una nuova stagione per il DC Universe sul grande schermo, si preparino a un prodotto totalmente diverso. Se il ritorno alla celluloide dell'alter ego di Bruce Wayne è una origin tale, un racconto solido e senza fronzoli che indaga sulla psiche dell'uomo pipistrello attraverso gli eventi che lo hanno condotto alla lotta al crimine, Superman Returns è un vero e proprio sequel dei primi due film dell'azzurrone. Sgravata dall'onere di introdurre come nuovi i personaggi in gioco, la storia può limitarsi a raccontare un'iconica avventura di Superman, ispirata in special modo al precedente film di Richard Donner.
La trama è piuttosto elementare, e facilmente intuibile dai (troppi) trailer. Dopo un lungo viaggio nello spazio alla ricerca di se stesso, Kal-El ritorna finalmente sulla Terra. L'aspetto delle reazioni della gente comune all'assenza dell'eroe di Krypton è accantonato (d'altronde sappiamo già come sia un mondo senza Superman) in favore del punto di vista di Lois Lane. Pur con difficoltà, la storica anima gemella dell'uomo d'acciaio pare essere riuscita a darsi pace e a rifarsi una vita in mancanza del suo lui. Ma si può davvero dimenticare il vero amore, o la solitudine urla grida d'aiuto alla ricerca di un salvatore, ugualmente a una persona in difficoltà?
Quello di Lois è forse il personaggio meglio sviluppato di tutto il film, una donna croccante fuori ma con un morbido cuore al cacao. Kate Bosworth è di una dolcezza avvolgente, che spazza via l'aggressività da caffeinomane della meno amabile omologa a fumetti. Brendon Routh è un Superman davvero impressionante. Non che il suo personaggio abbia poi molto dialogo nel corso del film, ma la somiglianza fisica e nella mimica del giovane attore verso il mai dimenticato Christopher Reeve stipusce già dalle prime scene. Dunque la clonazione umana esiste?
Ovviamente, la storia non segue le sole tragedie amorose dell'uomo del domani, che è anche coinvolto in uno scontro all'ultimo sangue con un Lex Luthor più malvagio che mai. Kevin Spacey riprende il carattere del genio arrogante interpretato da Gene Hackman, allargandone lo spettro delle emozioni con notevoli risultati di recitazione borderline.
Superman Returns è un film emozionante girato con attenzione e sobrietà da Bryan Singer, che incastra con buon equilibrio gli elementi di quella che non vuole essere altro che una favola epica dal sapore silver age. Insomma, un ottimo blockbuster, ma con l'anima.

1 commento:

Salvo ha detto...

Gran bella rece...sono davvero curioso di vedere questo film (verso cui nutro grandi aspettative..)