14 luglio 2006

Cose che mi fanno incazzare /1

Guardando le classifiche di vendita dei comics originali, spesso mi si accappona la pelle. Il mercato americano è ridotto alle sole fumetterie, al contrario di altri paesi come l'Italia nei quali il fumetto va incontro ai nuovi lettori proponendosi anche nelle edicole. Così, negli USA non accade mai un ricambio di pubblico, a favore di un riflusso costante dei soliti nerd che rimbalzano come zombie tra le novità somministrate loro dalle major. In conclusione, in America i fumetti sono un prodotto per collezionisti dal mero valore feticistico. Le storie sono in secondo piano, un valore aggiunto non indispensabile per schiere di fan col paraocchi la cui maggior preoccupazione è che gli eventi delle storylines attuali non rinneghino una virgola di quelle del passato, le uniche che probabilmente ricordano da un periodo in cui i fumetti si leggevano ancora davvero. Le classifiche sono già scritte ogni mese. I lettori di una serie son quasi sempre gli stessi, uno zoccolo duro che a volte può essere infoltito da qualche outsider curioso o alla ricerca, perchè no, di una rapida speculazione. E le vere gemme soffocano nei bassifondi della classifica, con ordini che non superano le ottomila copie. Quando va bene.



Tra le tante opere degne di nota strangolate dal folle mercato d'oltreoceano c'è Hard Time, di Steve Gerber, Mary Skrenes e Brian Hurtt (cliccando qui potete leggere la mia recensione di un episodio). Si tratta della storia di un liceale emarginato che, coinvolto suo malgrado in una rappresaglia stile Bowling a Columbine, viene condannato alla bellezza di 50 anni di galera, da scontare tra gli adulti. Per sua fortuna il povero adolescente, Ethan Harrow, scopre di possedere alcuni poteri sovrannaturali che gli consentono la sopravvivenza nel durissimo carcere. Camminando a zig zag tra una cronaca spietata delle ipocrisie del sistema giudiziario americano e tematiche ascetiche, Hard Time è una serie ricca, che ricorda alcuni serial di culto come Oz se pur con l'aggiunta di una vena fantasy.
Ovviamente, un prodotto così valido non poteva durare a lungo. Dopo un totale di 19 episodi (12 della prima serie, 7 della "stagione due") in costante emorragia di pubblico, la DC ha chiuso il rubinetto. Ripenso ancora con un certo fastidio all'ultimo numero di Hard Time, imbottito con la pubblicità delle serie DC di maggior successo... magari, per una volta, avrebbe avuto più senso fare il contrario. Queste sono cose che mi fanno incazzare.

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