20 dicembre 2006

Un regalo che vale un ventennale

Sembrerà pure una frase da spot dicembrino, ma Natale si avvicina ed è tempo di regali. Il mio consiglio (del tutto disinteressato, s'intende) è di indirizzare sul volume Watchmen 20 anni dopo di Lavieri l'investimento del vil denaro faticosamente accumulato durante l'anno. A sostenere la validità di tale acqusto, una bella recensione di Alessandro Bottero su Fumetti di Carta.
Sono molto felice di annunciare, tra l'altro, che le vendite di questo saggio celebrativo dell'inossidabile opera di Alan Moore e Dave Gibbons hanno hanno già ripagato le spese di produzione. Come segnalato dal magnifico curatore, Smoky Man, sul suo blog. Ciò significa che, da ora in poi, il ricavato di ogni copia venduta di Watchmen 20 anni dopo andrà direttamente a finanziare l'AIMA, Associazione Italiana Malattia di Alzheimer. Caratteristica che rende questo volume ancora più appetibile nell'ottica natalizia, per quello che, di fatto, sarebbe un regalo... doppio.

16 dicembre 2006

Un attimo di pausa

Tra una sessione di studio e l'altra, mi rilasso buttando giù qualche disegno. E' un po' il metodo del bastone con la carota: per non arenarmi con le letture universitarie penso che, a capitolo finito, potrò finalmente liberare sulla carta le figure che mi saltellano in testa.
In questo caso, complice la mia recente rilettura dello Starman di James Robinson, ho buttato giù un Jack Knight in versione cucciolo. Leggendo la serie, mi aveva colpito il dettaglio che, nell'infanzia, Jack avesse già manifestato l'amore per il mondo dei super-eroi. Poi ripreso solo in età adulta, dopo un'adolescenza ribelle. Si potrebbe dire che durante la pubertà non si capisca un cazzo, ed è vero. Ma io preferisco pensare che i bambini siano avanti!

10 dicembre 2006

Pubbliche relazioni

Dedico un paio di paragrafi in risposta ad alcuni commenti ricevuti sul blog. Tra parentesi, grazie a tutti coloro che leggono questo sito e che, ogni tanto, mi onorano del loro feedback. Un abbraccio sincero, gente!

Il 28 Ottobre scorso, emo mi ha ricordato la nascita di un nuovo sito da parte del team delle defunte webzine Rorschach e Comics Code. Si tratta di De:Code, che mi fa piacere segnalare nuovamente in un post "ufficiale". In bocca al lupo a questo nuovo progetto!


In questo messaggio del 10 Novembre scorso avevo espresso delle perplessità a priori a proposito dell'edizione della Bottero Edizioni di Demo, interessante fumetto di Brian Wood e Becky Cloonan. Fino ad allora, fatta una parziale eccezione per gli albetti della miniserie Killer Elite, i risultati della Bottero erano stati a dir poco catastrofici sul piano della qualità di stampa e dell'estetica generale delle pubblicazioni. Su queste basi, ho preferito a suo tempo ordinare l'edizione originale di Demo, senza rischiare facili delusioni con quella italiana.
Di questi difetti passati è ben conscio anche Alessio/Dual, nuovo supporto di Alessandro Bottero per il settore grafico, che commentando il mio post mi ha chiesto di dare un'occhiata al prodotto nostrano finito e di recensirne sinceramente la forma. Ho accettato volentieri, non solo per onestà ma anche in luce della grande simpatia personale che mi lega al Bot-Man.
Finalmente ho avuto modo di stringere tra le mani il volume, e devo ammettere di esserne stato piacevolmente sorpreso. L'edizione è decisamente dignitosa, con buona qualità della stampa e del lettering. Se non avessi già in libreria il TP della AIT/Planetlar l'avrei sicuramente acquistata, giuro.
Occhio, però. A prima vista mi è sembrato che l'odiosa "costa allargata", tipica di molti recenti brossurati da fumetteria, sia stata evitata solo grazie ad un effetto collaterale dell'elevato numero di pagine che costituisce la corposa massa del paperback.

Un'ultima nota per quello che potrebbe essere il realizzarsi di un piccolo sogno. In questi giorni, dando una scorsa all'elenco dei referrers (cioè dei siti dai quali è stato aperto un link a questo blog), ho notato tra i vari indirizzi quello... della pagina dei referrers del sito della meravigliosa Colleen Doran, segnalato nella barra qui a sinistra. Che lei stessa, mio vero e proprio idolo personale, abbia visitato queste umili pagine online? Ho scelto di essere ottimista. Colleen, thank you for your visit, which I hope you enjoyed! I love your stuff! You're gorgeous!

08 dicembre 2006

Etichette!

Blogger si è aggiornato, ed anche a me è finalmente concesso l'uso delle etichette in tutta semplicità. Per i profani, si tratta della possibilità di raggruppare i propri messaggi per categoria, favorendone così una più facile ed immediata consultazione. Viste le diverse sfumature dell'argomento che fa da fulcro a questo blog, il Fumetto, sentivo forte la necessità di dare un po' di ordine al tutto. Dopo una lunga riflessione, ho partorito le seguenti categorie, d'ora in poi richiamate in una intro nella barra sulla sinistra:

- la prima suddivisione è per temi: fumetti e, a partire da collegamenti a questi ultimi, cinema & animazione;

- per quanto riguarda la forma dei miei interventi critici, recensioni e considerazioni;

- infine, ai post incentrati sul sottoscritto saranno assegnate diverse etichette a seconda che espongano miei disegni, che trattino delle mie occasionali incursioni nel mondo dell'editoria o che, semplicemente, riguardino qualche mio fatto personale.

Naturalmente, le categorie dei tre punti appena elencati sono cumulabili. Per cui, ad esempio, in un messaggio potrei accompagnare un mio schizzo con delle considerazioni sul mondo del Fumetto. Com'è del resto già accaduto finora più volte.
Nel caso di questo stesso post, trattandosi tecnicamente di una nota tecnica sulla gestione del sito l'etichetta è presto assegnata. Fatti miei.

07 dicembre 2006

Notti prima degli esami

Gli esami universitari si avvicinano, e di conseguenza i miei interventi su questo sito si faranno meno frequenti. Come tutti gli altri miei divertimenti, del resto, sigh. Non mi privo però dello sfizio di disegnare qualche schizzo di puro relax. Come questo.

04 dicembre 2006

Fai quel che ti pare! /5

L'ultimo Previews del 2006 chiude l'anno col botto, annunciando l'uscita di più di una gemma da tenere d'occhio. Alcune delle quali così invitanti, purtroppo, da sifonare di già tutti gli euro messi a bilancio in mio favore da tutto il parentado come regalo di Natale.

PREVIEWS di Dicembre 2006 (vol.XVI, #12)

- Si parte con uno snack, Empowered (Dark Horse, p. 36), nuovo lavoro dell'american mangaka Adam Warren (Teen Titans: Paper, Scissors, Stone). La trama potrebbe essere riassunta, in sintesi, come una versione super-eroica de "La Bionda" di Saudelli. Tanta ironia in chiave sexy, giocando coi clichè. Per me non c'è bisogno di aggiungere altro, Adam. Ricordo come disegni le donnine. Avrai i miei soldi.

- Proseguendo la lettura di Previews fino alla sezione occupata dalle novità DC Comics si passa a qualcosa di più corposo. Batman: Snow TP (p. 60) raccoglie il ciclo di "Legends of the Dark Knight" illustrato dal rimpianto Seth Fisher, geniale artista scomparso tragicamente poco meno di un anno fa. A questo link è raggiungibile una recensione di tutti i suoi lavori DC, tra i quali anche Snow. Era ora che la DC si decidesse a raccogliere in volume questa storia e mi auguro che in futuro vengano colmati anche gli altri buchi nella bibliografia di Fisher.
La palma di annuncio più interessante del mese è però vinta da Jeff Smith (Bone), che dopo anni di sincero impegno ha finalmente completato Shazam: the Monster Society of Evil (p. 87), miniserie dallo spirito leggero che rilegge le origini dell'originale Capitan Marvel. Il tutto promette di essere una gustosa e liberatoria cavalcata naif, sullo stesso piano di veri e propri capolavori contemporanei dei comics come All-Star Superman.

- Mike Allred è uno degli autori più appassionati del comicdom. La sua è una verve contagiosa, ricca di positività camp e gioia di vivere. Dopo aver provato per anni le fatiche dell'autoproduzione, Allred ha deciso di entrare nel "franchising" Image, sfruttando il logo dell'editore californiano per rilanciare la sua più celebre creazione, Madman. In attesa dell'annuncio del nuovo mensile regolare dedicato alle avventure dell'alter ego di Frank Einstein, l'Image offre un mastodontico volume che raccoglie TUTTE le storie di Madman mai pubblicate finora, non a caso intitolato Madman Gargantua (p. 132). La spesa per questo elefante cartaceo è notevole, ma vale ogni centesimo risparmiato sui dolci natalizi.

- Ci sono editori più intelligenti di altri. Che hanno maggior percezione dell'evolversi del mercato. E che sanno stipulare gli accordi giusti. La Marvel Comics si è dimostrata uno di questi, producendo Dark Tower: Gunslinger Born (p. 6), miniserie prequel alla saga della Torre Nera di Stephen King. Un nome, quello del Re della narrativa horror, capace di far eccitare ogni libraio. Il team creativo scelto per questo fumetto è all'altezza del valore del progetto, a cominciare dal duo grafico composto da Jae Lee e Richard Isanove, che in questi ultimi mesi ha lasciato trapelare delle illustrazioni teaser da urlo. Mi torna alla mente un celebre tormentone di Chiambretti: comunque vada, sarà un successo.

Questi sono i miei consigli. Poi, fate un po' come vi pare.

26 novembre 2006

Addio a un maestro

Oggi è scomparso Dave Cockrum. Aveva 63 anni.


Questo artista, di grande immaginazione e senso del design, era praticamente scomparso dalle scene nell'ultimo decennio a causa di gravi problemi di salute. Che, forse, in un paese più democratico degli Stati Uniti avrebbe potuto risolvere. Sotto la bandiera a stelle e strisce, invece, dove chi non ha i verdoni non può curarsi nemmeno un raffreddore, Cockrum è stato costretto al ricovero in un ospedale per reduci di guerra. E ad accettare l'elemosina di un gruppo di colleghi che lo hanno aiutato attraverso la pubblicazione di un bel "tribute book" benefico.

In parte mi fa rabbia leggere le dimostrazioni d'affetto nei confronti di Cockrum che, in queste ore, stanno apparendo ovunque in giro per la rete. In primis quella di Tom Brevoort. Nome di spicco di quella Marvel che, alla luce della situazione critica di Cockrum, pensò bene di... cogliere l'occasione per risolvere una questione più pressante. Quella del copyright dei nuovi X-Men.
E' con grande amarezza che penso alla fine di Dave Cockrum. E con affetto, per le grandi emozioni che mi ha regalato negli anni. A partire dalle suo storiche storie della Legione dei Super-Eroi. Il mio primo fumetto Marvel fu una storia del suo secondo ciclo di Uncanny X-Men, con la Covata.

Addio, Dave. Ti dedico un umile disegno.

22 novembre 2006

Metti la cera, togli la cera

Quando si dice una coincidenza. Mentre sul DC Forum ero immerso nell'ennesimo attacco all'ultimo e infame reboot della Legion of Super-Heroes, Dan DiDio toccava lo stesso argomento in risposta alle domande degli utenti di ComicBloc. Non vorrei dilungarmi nuovamente sulla Legione di Mark Waid, specialmente visto che ho già esplorato il mio disappunto nei confronti di questa geniale rivisitazione in uno dei primissimi messaggi del mio blog. Ma non posso. Non riesco ad esimermi da una risposta a raffica alle parole del Mussolini DC Comics.
There are always concerns about alienating readers. The problem with Legion is that once Superboy was removed from the equation after the first Crisis, the series lost its biggest star and struggled for an identity. As things changed to help redefine the series, it kept moving away from the core concept and there was a sense of change for the sake of change. Things slightly different from their original inspiration but not radically different as to understand why it changed. We felt we wanted to go back to and restart the series rather than change it on the run. Mark came up with a concept we thought captured the spirit of the series so we gave it a restart since the incarnation at the time was flagging and close to cancellation. The bottom line is that LEGION was one of the top sellers for DC in the 80’s along with Titans and we wanted to make every effort to put it back on top.
Replico in tre punti.
- Si può dire che la Legione abbia vissuto alcuni dei suoi periodi di maggiore qualità proprio dopo la scomparsa di Superboy. Il
volume three di Paul Levitz, gli anni della maturità orchestrati da Kieth Giffen, i primi due lunghi cicli del rilancio post-Ora Zero, per non parlare del meraviglioso affresco sci-fi di Abnett e Lanning. L'unico vero problema che ha tormentato negli anni la franchise è stato se mai di natura editoriale. Come l'insistenza ossessiva nel concentrarsi su temi autoreferenziali e di continuity, invece che lasciare agli sceneggiatori lo spazio per limitarsi a raccontare delle storie.
-
DiDio dice che, secondo lui, le serie precedenti a quella attuale si erano allontanate dal concept originale dietro alla Legione. Che, per inciso, è "nel futuro, un gruppo di persone dotate di super-poteri si riunisce attorno agli ideali di Superman per essere meglio d'aiuto al prossimo". Allora come mai la collana attuale si basa invece sull'idea che "nel futuro, un gruppo di adolescenti si riunisce attorno al ricordo delle gesta degli eroi del XX° secolo per ribellarsi alla società repressiva nella quale vivono"? Non colgo alcuna coerenza in tutto questo.
- Ormai le classifiche dei best sellers Diamond parlano chiaro. Per raggiungere davvero le vette, bisogna affidarsi ad autori di grido o ad eventi di grande portata. Pessima scelta da parte della DC, quindi, mettere il progetto della nuova Legion nelle mani di due artisti di media fascia come Waid e Kitson, oltre che anticipare il lancio del volume five a poco prima dello strepitoso successo di Infinite Crisis.


Per placare la mia grave nostalgia, pubblico uno schizzo del legionario Karate Kid nella versione post-Ora Zero, la mia preferita. So che basterebbe sfogliare qualche numero arretrato per placare le fitte al cuore, ma non è la stessa cosa. Più ci penso e più la "mia" Legione mi manca.

10 novembre 2006

Fai quel che ti pare! /4

Sfogliando l'ultimo numero di Previews sono rimasto un po' deluso dalle proposte delle major. Non ho mai sbadigliato così tanto come di fronte a "Superman & Batman vs. Aliens & Predators" o agli one-shot sull'elmo del Dottor Fate (il passo successivo sarà forse una miniserie sul batarang?). Meno male, perchè la piattezza e la banalità delle ultime proposte DC e, in linea molto minore, Marvel è così disarmante da avermi fatto riscoprire la gioia di analizzare più a fondo del solito la sezione di Previews dedicata alle case editrici minori. Con qualche piccola soddisfazione.

PREVIEWS di Novembre 2006 (vol.XVI, #11)

- Un volume che attendevo con gran curiosità è Demo Collection TP (AIT/Planetlar, p. 213). Anche perchè, francamente, non nutro alcuna fiducia nella qualità dell'edizione italiana, sulla quale aleggia l'ombra di Alessandro Bottero (Bot, sai che ti voglio bene, ma non come editore). La storia, scritta dal promettente Brian Wood, sfrutta le metafore offerte dai clichè super-eroistici per raccontare, in dodici episodi autoconclusivi e slegati tra loro, i turbamenti adolescenziali di un gruppo di giovani. Ad illustrare il tutto le fresche matite di Becky Cloonan (American Virgin), che mi ricordano una versione più pulita delle tavole del grande Paul Pope. Da assaggiare.

- Entrando in fumetteria o in una libreria particolarmente fornita è facile trovare dei manuali di disegno, molti dei quali specifici per il Fumetto. La maggior parte cerca purtroppo di imporre un'estetica precisa invece che adottare un approccio strutturale alla materia. Personalmente, al di là dei classici di Will Eisner e degli illuminanti volumi di Scott McCloud (compreso il recentissimo Making Comics, da avere) non ho mai trovato tra quei manuali nessuno che fosse davvero indispensabile, anzi.
Non molto tempo fa, la Devil's Due aveva prodotto per mano del suo presidente Josh Blaylock un interessante vademecum per aspiranti editori. A gennaio l'opera proseguirà con How to be a comic book artist (not just how to draw) (p. 260), albo singolo nel quale Tim Seeley si pone l'obiettivo di chiarire i punti chiave del mestiere a chiunque volesse provare a fare del disegno una carriera professionale. Si prospetta interessante, quantomeno come doccia fredda.

- Oggi la divisione tra Fumetto d'autore e "para-fumetto" è sempre più profonda nell'estetica. Gli artisti più impegnati sono alla ricerca di continue sperimentazioni, inseguendo un maggior impatto emotivo dalla commistione tra arte contemporanea ed espressività narrativa. Tra i capoclasse della Scuola del Fumetto moderno, i fratelli Hernandez sono da un certo punto di vista all'opposto di questa concezione. Il loro segno grafico è morbido e retrò, profuma di pop art, e lo storytelling mai scontato pur mantenendosi sobrio. Finalmente, la Fantagraphics ha deciso di dare alla stampe una nuova edizione dell'opera omnia del trio di autori ispano-americani, Love and Rockets, dividendo questa volta le ristampe in sotto collane ad hoc per ognuno dei micro-serial di cui era composta la serie originale. I primi paperbacks della lista (p. 272) sono Heartbreak Soup: the first volume of Palomar stories from Love and Rockets TP di Gilbert Hernandez e Maggie the mechanic: the first volume of locas stories from Love and Rockets TP del fratello Jaime. Capolavoro.

- Sono ufficialmente intrigato da The Fate of the Artist (:01 First Second, p.274), ultima fatica dell'inglese Eddie Campbell (From Hell), che in questa graphic novel meta-fumettistica indaga sulla sua stessa scomparsa. I due volumi di Abadazad (Hyperion Books, p. 282), pur ambientati su una diversa sponda del fiume del mistero, quella orientata verso l'Isola che non c'è, promettono uguale dose di pathos. J. M. DeMatteis, Mike Ploog hanno completato sotto l'ala della Disney il loro affresco fantastico, interrotto a suo tempo dal fallimento dell'editore CrossGen. Due letture oltre il filo dell'inconsueto.

- Concludo con un paio di segnalazioni dal Marvel Previews. Come ben sanno gli appassionati di Babylon 5, J. Michael Straczynski non è sceneggiatore portato solo al dramma. Il suo gusto per la commedia e un umorismo fatto di dialoghi a raffica ne ha evidentemente fatto il candidato ideale per scrivere Ultimate Civil War Spider-Ham Crisis (featuring Wolver-Ham) #1 (p. 14), one-shot parodistico illustrato per altro da nomi notevoli come quello di Mike Allred. Per chi fosse invece interessato a un approccio più grim and gritty, Warren Ellis e Mike Deodato rifanno finalmente il guardaroba a Thunderbolts, che dal #110 (p. 53) non ospiterà più il solito gruppo di nerdissimi ma la crema dei villains Marvel, da Venom a Bullseye. Cattiveria allo stato puro.

Questi sono i miei consigli. Poi, fate un po' come vi pare.

09 novembre 2006

Interludio

Mi imbarazza un po' scrivere su questo sito interventi riguardanti il mio privato. A volte, in questi pochi mesi di vita del blog, l'ho fatto, ma mascherandoli d'altro perchè la dimensione del "diario online" mi è sempre parsa un po' stucchevole e una specie di controsenso. Per parafrasare l'antropologo Claude Lévi-Strauss, la consapevolezza di essere osservati, analizzati, influenza il comportamento. Dubito, quindi, che un simile sfogo pubblico del proprio intimo possa avere la stessa sincerità che invece caratterizza lo stereotipo del diario classico, magari celato alla lettura altrui da un lucchetto.
Ugualmente, mi concedo un breve messaggio personale. Anche perchè, paradossalmente, questo è il luogo virtuale dove sono più me stesso, dove mi sento più a casa perchè posso scrivere in libertà di tutto ciò che amo. Dei fumetti (anzi, del Fumetto), del disegno, e di tutti gli altri argomenti che sono stati e saranno oggetto dei miei periodici post. Purtroppo, oggi proprio il mio blog è stato momentaneo campo di battaglia di una partita della quale, da qualche tempo, sono riluttante giocatore.
All'interno della mia famiglia non c'è comprensione, non c'è amore. Non ci sono mani tese, o spalle volenterose di alleviare il peso delle altre. Potranno sembrare banalità da sermone domenicale, ma il proverbiale calore del focolare domestico si riferisce al potere di un abbraccio o di una carezza e non certo all'intensità dei caloriferi di casa. Ma nella mia, se così posso dire visto che mi ci sento un varelse (citazione dal "ciclo di Ender" di Card), non ci sono neppure il dialogo e la fiducia reciproca.
Oggi pomeriggio, una persona che non ha avuto nemmeno le palle per firmarsi, per farsi riconoscere da altri oltre che dal sottoscritto, ha insozzato questo blog di commenti offensivi e umilianti nei miei confronti (e già rimossi da me in veste di admin). Solo una piccola appendice del suo abituale atteggiamento domestico. Di fronte a questo ennesimo boccone amaro da ingoiare in silenzio, tale è il prezzo della maturità, vorrei rompere un'altra delle regole che mi sono auto-imposto nella scrittura di queste pagine e rivolgermi direttamente a chi mi sta leggendo. Non fate questo, mai. Non fatelo a nessuno, che sia uno sconosciuto oppure no. Ma specialmente, non fatelo a chi da voi si aspetterebbe ben altri sentimenti.

"Mamma, vado nel futuro!"

Negli ultimi anni, la DC mi ha regalato ben poche soddisfazioni da fan della Legion of Super-Heroes. Prima l'affrettato finale al ciclo di Abnett e Lanning su The Legion, fino a quel momento la gemma più luminosa negli ultimi dieci anni di cronache dal 31° secolo del DC Universe. Quindi il reboot sul quale ho già speso fin troppe parole, che non si è limitato a reimmaginare la serie in chiave più moderna ma ne ha stravolto l'essenza stessa, trasformandola in qualcosa di diverso e, a mio avviso, peggiore.
Per fortuna, come un enorme cerotto che tampona il mio cuore ferito, sul canale d'oltreoceano Kids' WB sta andando finalmente in onda il cartone animato dedicato proprio alla Legion, accompagnata da un giovane e ancora acerbo Superman (che nella silver age, lontani dalla recente e nota serie di controversie sui diritti d'autore tra la DC e gli eredi di Siegel e Shuster, si sarebbe chiamato Superboy). Il programma, realizzato da una commistione tra gli studi responsabili di Justice League Unlimited e Teen Titans, è molto ben fatto e
richiama le atmosfere delle più fortunate gestioni del fumetto originale. I personaggi sono caratterizzati in modo impeccabile, a partire da un riuscito design "fisiognomico", e le storie sono fino ad ora frizzanti e cariche d'azione.
Qui sotto ho inserito la deliziosa sigla del cartoon, estratta da YouTube. Ci tengo a sottolineare che, sullo stesso sito, è possibile visionare anche gli episodi completi, frazionati in varie parti per alleggerire i tempi di caricamento. Naturalmente lo show è in inglese, ma il parlato è molto chiaro e di facile comprensione anche per chi avesse una conoscenza non ottimale della lingua d'Albione. Consiglio a tutti di dare un'occhiata almeno alla prima puntata, molto entusiasmante e dal titolo emblematico: "Man of tomorrow", l'uomo del domani.


08 novembre 2006

52 ragioni per leggere gli originali

Come ampiamente discusso in questi giorni sul DC Forum, la mostra-mercato del Fumetto di Lucca ha riservato sorprese dolci e amare per i DC fan. La Planeta, nuovo licenziatario italiano della DC, ha annunciato alcuni prodotti all'apparenza interessanti, come un corposo mensile da edicola su Batman e ristampe in formato bonelliano di chicche silver age. Ma come al solito, purtroppo, ogni passo avanti è stato accompagnato da tre legnate sui denti dei lettori. Al di là della della vergognosa edizione di Absolute Dark Knight Returns, tradotto nell'idioma del Bel Paese con la stessa cura di un taglialegna che incide un'acquaforte con l'accetta, moltissime ombre sono emerse dal programma Planeta per il 2007.
Tra le tante dichiarazioni che mi hanno fatto storcere il naso, a cominciare dallo snobismo nei confronti delle collane di fumetti allegati ai quotidiani, una posizione poco illuminata da parte di chi (in teoria) vorrebbe tentarle tutte per scovare nuovo pubblico, la peggiore è a mio avviso quella relativa alla pubblicazione di "52". Dopo l'uscita di Infinite Crisis, tutte le serie del DC Universe hanno fatto un balzo in avanti di un anno, sposorizzato sulle copertine dal logo "One Year Later". "52" è un settimanale che, nel corso di 52 uscite, ha il compito di riempire questo gap di eventi, rivelando cosa sia accaduto nel DC Universe durante quel periodo. Nel quale il Mondo ha dovuto arrangiarsi senza l'aiuto di Superman, Batman e Wonder Woman.
L'idea della Planeta sarebbe di dare "52" in pasto alle edicole, in un formato identico a quello originale. Detto senza peli sulla lingua, secondo me questa possibilità sarebbe una stronzata, e per non poche ragioni fondamentali. La prima è che, avendo riservato Infinite Crisis alle fumetterie, per moltissimi potenziali lettori sarebbe come entrare a film iniziato. Un film complesso da seguire, tra l'altro, visto che il resto delle collane da edicola sarebbe ambientato "Un Anno Dopo". Inoltre, in un paese dove la DC è quasi sconosciuta in edicola, il marchio di "52" non significherebbe nulla, e viste le particolari premesse della storia non si potrebbe nemmeno affibbiarle come rinforzo i celebri loghi di Superman e Batman (come fatto, ad esempio, in Germania dalla Panini con Identity Crisis). Per tacere del costo complessivo che i lettori dovrebbero sobbarcarsi per seguire l'opera, elevato dalla scelta di un formato sottiletta.
La Planeta mi da sempre più l'impressione di non sapere come muoversi sul mercato italiano, di sperimentare a tentoni proposte e formati bizzarri per vedere che succede, ma senza la forza di un preciso programma a monte. Ciò che mi consola è che, per quando "52" dovrebbe giungere in Italia, saranno in dirittura d'arrivo i suoi primi paperback originali.

[sub-li-mi-nà-le]

[...]
If London's calling don't you dare pick up the phone
Only you entwined
could make this orphan feel at home
Lips that need no introduction, but now waiting for your call
if picture's worth a thousand words
Then your touch is worth them all
Don't need no drugs, you're my chemical
Now I'm dependent, no not cynical
Addicted to those glances, taking chances tonight
I need a fix in those heroin eyes
[...]

(Anberlin, "Dance, Dance, Christa Paffgen")

07 novembre 2006

Mr. Kayak vs. Brahamil

Oggi ho ricevuto uno dei complimenti più lusinghieri che mi avessero mai fatto per un disegno. Affascinato dalla mia commissione con Ender e Winnie Pooh, l'amico Alessandro Bragalini ha deciso di sua sponte di abbellire la mia modesta opera con i suoi splendidi colori. Non so proprio cosa dire, se non inviare ad Alessandro/Brahamil un abbraccio e sbavare ancora un po' di fronte all'immagine che mi ha inviato. E' un vero e proprio caso di cross-over tra blog!

Pictures of Lily

Finalmente, dopo tanto risparmiare, mi sono dotato di fotocamera digitale. L'idea è, oltre al voler raccogliere qualche ricordo in più della mia gioventù che se ne va, quella di aiutarmi nel disegno usando dei modelli fotografici. Ultimamente in rete si fa un gran parlare di quanto ai disegnatori di comics sia concesso basarsi su questo genere di supporto, specialmente se le foto in questione non sono scattate da loro stessi ma già coperte da diritto d'autore. Il riferimento è a una recente circolare interna della Marvel, che ha invitato i propri artisti ad evitare citazioni che potrebbero mettere in allerta lo studio legale della società. Personalmente, sono d'accordo con quanto detto da Simone Bianchi nell'intervista da lui concessa qualche tempo fa alla redazione di DC World:
"Chi ne abusa [delle foto, NdMr.K] semplicemente non mi interessa e non mi attira perché non crea nessuna emozione; chi le reinterpreta e ne fa qualcosa di suo ha tutto il mio interesse e rispetto, ed è esattamente quello che provo a fare io."
Il punto secondo me sta tutto qui, nel come si sfrutta l'aiuto delle fotografie. A quelli che ricalcano celebri copertine di riviste o pubblicità o altre figurine "poco note" non c'è che da dare dell'idiota. Cioè, se devi farti dare una mano nell'immaginare questa o quella posa, almeno fallo con stile e non sbatterlo in faccia al lettore.
A proposito di foto, ho deciso di inaugurare il mio gioiellino da 7.2 megapixel (chissà quanto riderò rileggendo questa frase fra qualche anno) con un mio autoritratto. Non tanto per vanità, che comunque non mi manca, ma mi sembrava strano non aver mai postato una mia immagine nel mio sito. Non vorrei dare l'impressione di nascondere chissà quale mostruosità fisica... anche se il fatto di aver eseguito questo scatto dopo un'estenuante giornata in piscina non ha certo contribuito a sottolineare la freschezza del mio viso. Ma tant'è: eccomi, questo qua sotto sono io.



06 novembre 2006

Il gioc(attol)o di Ender



Pur amando molto leggere libri, sono pochi quelli che mi concedo di leggere ogni anno. Da una parte il lavoro, lo studio e soprattutto la mia vorace attività di fumettofilo mi privano del tempo materiale per assaporare come si deve i frutti dei miei frequenti raid in libreria. Dall'altro, il tentativo disperato di sfoltire la pila di romanzi accumulati sul comodino mi costringe a lavorarmeli contemporaneamente, saltando dall'uno all'altro a seconda dell'umore del momento e allungando così i miei tempi di lettura già biblici. Eppure, mi succede ogni tanto di trovarmi di fronte ad un libro così appassionante da non riuscire a mollarlo fino alla fine. Mi era successo l'ultima volta con uno dei
legal thriller di Brad Meltzer, e questa settimana mi è ricapitato con un testo di fantascienza realizzato da un altro scrittore vicino al mondo dei comics, Orson Scott Card. Si tratta di Il gioco di Ender, la storia avvincente e a tratti molto toccante di un bambino geniale addestrato dall'esercito per diventare il principale stratega di una guerra contro una razza aliena. A colpirmi è stata soprattutto la lucidità con la quale l'autore ha descritto il carattere e le personalità dei giovanissimi protagonisti, bambini cresciuti troppo in fretta, induriti dalla vita militare ma pur sempre, nel cuore, ancora fragili. Pur trattandosi del primo capitolo di quella che si è poi evoluta in una vera e propria saga, il romanzo è assolutamente leggibile a sè, e anzi forse il suo poetico finale meriterebbe di essere lasciato morire lì dov'è, senza ulteriori divagazioni. Ovviamente, nonostante questo sono già alle prese col secondo tomo del "ciclo di Ender"... eh sì, lo ammetto, è come una droga.

L'immagine di oggi è una commissione che ho disegnato come regalo per un'amica, e raffigura la mia personale immagine di Ender in compagnia di Winnie Pooh. In realtà avrei dovuto buttar giù solo l'amabile orsetto, ma ero ancora così su di giri per la lettura del romanzo di
Card che non ho resistito dal tentare questo insolito cross-over. Approfittando della presenza di Pooh, ho reso l'uniforme e l'arma di Ender un po' più ingenue di quanto non me le fossi figurate durante la lettura. Per una volta, ho voluto poter credere che quello di Ender potesse essere davvero un gioco infantile.

01 novembre 2006

Watchmen 20 anni dopo

Oggi, 1 novembre 2006, esce finalmente il volume Watchmen 20 anni dopo, edito da Lavieri. Dovreste già riuscire a trovarlo nelle migliori librerie specializzate, e mi auguro anche in quelle di varia. Per ulteriori dettagli, rimando ai precedenti messaggi del blog.
Tra l'altro, una volta terminata la lunga mostra-mercato del fumetto di Lucca, nella quale il volume sarà battezzato ufficialmente, dovrebbe tenersi alla fumetteria Supergulp di Milano un incontro con alcuni degli autori del saggio, tra i quali oltre a me anche la star Tito Faraci. Posterò su questo sito le coordinate dell'evento, una volta stabilite. Nel frattempo, per ingannare l'attesa, segnalo questa interessante intervista al curatore del libro, il misterioso Smoky Man.

29 ottobre 2006

Morrison comparato

Ieri sera, tornando a casa dal lavoro, mi sono lasciato accompagnare nel mio viaggio in autobus da due letture all'apparenza intriganti firmate da Grant Morrison: i primi numeri delle nuove collane di Wildcats e Authority. Per quanto, onestamente, le mie aspettative non fossero alle stelle per nessuno di questi due albi, devo ammettere con dolore di essere rimasto piuttosto deluso da entrambi.

Wildcats #1 ha in un certo senso lo stesso difetto dell'altra serie attualmente disegnata da Jim Lee, All-Star Batman & Robin. Sembra scritta da qualcuno che si sforza di scimmiottare l'estetica dei fumetti di Morrison, inserendo momenti psichedelici in richiamo a precedenti opere dello scozzese (le "soggettive" di Spartan, al contrario dei trip di Invisibles, non sembrano avere una vera ragion d'essere) e pillole di sense of wonder nascoste in dettagli all'apparenza di secondo piano, per arricchire il contesto della vicenda (già la prima volta il "telefono 3D" non mi è parsa un gran che come genialata, figurarsi dopo le ulteriori piccole insistenze su questo particolare, come a cercare di convincere i lettori che sia davvero chissà che).
Come se non bastasse, la storia ha luogo a partire da un mese prima dello Worldstorm, la "Crisis" dell'universo fondato da Jim Lee e Brandon Choi oltre un decennio fa, basandosi per ora in modo non trascurabile sulle ceneri delle serie antecedenti. Pessima idea per iniziare un reboot, cioè il riavvio di una franchise a fumetti per favorire l'ingresso di nuovi lettori, secondo me.

Authority #1 è senz'altro, dei due albetti, il più difficile da giudicare, il più sperimentale. Anche perchè, tanto per dirne una, i protagonisti non compaiono nemmeno per mezza vignetta, lasciando spazio ad una specie di prologo che profuma di possibili Pinewood Studios, finalmente esposti al contagio dei complessi dell'uomo moderno. La narrazione volge lo sguardo al cinema anche dal punto di vista grafico, con tavole frammentate che importano spesso soluzioni ed effetti speciali già in uso da autori come i Fratelli Luna.
Di certo questo fumetto non ha suscitato in me le stesse perplessità di Wildcats, ugualmente valido sotto il profilo dei disegni. Si tratta comunque di una lettura poco soddisfacente, il corrispettivo cartaceo dei primi cinque minuti di un kolossal. Generalmente so apprezzare la narrazione decompressa, ma a tutto c'è un limite. Grant, se mi inviti a un aperitivo almeno offrimi le noccioline. Sono certo che i lettori che attendono di leggere questa serie in dvd, ehm, in volumi resteranno molto più soddisfatti.

28 ottobre 2006

snruteR naM citsalP!

In questo messaggio del 28 Agosto scorso avevo inserito il video dell'episodio pilota di una nuova serie animata di Plastic Man, purtroppo defunta sul nascere. Nel frattempo, il filmato è però stato rimosso da ogni possibile sito di hosting video, costringendomi a ingoiare l'amara pillola di non poter più rivedere lo spassoso cartoon. La cui mancata conferma in almeno una stagione di prova è per me una conferma di quanto il mondo si sforzi in ogni modo per essere un brutto posto in cui vivere.
Per combattere questa vena blues e rendere onore al personaggio di Plastic Man, mi consolo rileggendo la recente collana di Kyle Baker e Scott Morse. E postando la sigla della serie del 1979 dedicata all'elastico giustiziere in rosso.

Coperte

Digitando il mio nome su google, tra le prime due voci risulta, oltre al link a questo blog, anche un rimando apparentemente ingiustificato a un altro sito, Comics Code. Nato sulle ceneri dell'interessante webzine Rorschach, Comics Code è un progetto ormai defunto e con il quale ho avuto il piacere di collaborare nel novembre 2004, con una recensione del sorprendente Blankets di Craig Thompson. Fu uno degli stessi curatori del sito ad invitarmi a realizzare quel pezzo, dopo aver letto su un forum una serie di miei interventi a proposito dell'opera, vero e proprio "fumetto di formazione" e specchio delle emozioni di una generazione. Da lettore appassionato della vecchia webzine, della quale ancora oggi confesso di sentire la mancanza, non mi lasciai sfuggire l'occasione. Purtroppo il mio legame con quel sito è morto lì, ma chissà che prima o poi non mi capiti di ritrovare in giro per la rete qualcuno dei nomi storici di Rorschach e Comics Code.
Mi sono concesso questa piccola amarcord non solo come scusa per poter linkare un altro vecchio articolo da aggiungere agli archivi del mio blog, ma per segnalare che Blankets uscirà in allegato all'Espresso all'interno di una nuova collana antologica curata da Coconino Press. Tra gli altri titoli in uscita, a partire da sabato 4 novembre, altri fumetti di grandissimo valore come Maus di Art Spiegelman e Palestina di Joe Sacco, ma anche lavori di Mattotti, Igort, Gipi, Mazzucchelli, Clowes. Chissà che grazie a questa "Le Graphic Novel" il pubblico generalista dell'Espresso non inizi a concepire l'idea che anche dopo il neolitico siano usciti fumetti profondi e senza culturisti che si picchiano.

26 ottobre 2006

Un po' troppo tardi

Torno volentieri a pubblicare qualcuno dei miei schizzi, realizzati senza alcuna pretesa come momento di relax tra un'ora e l'altra di studio in biblioteca (che, per i feticisti del sottoscritto, è la sottocrociera dell'Università Statale di Milano). Tra i molti disegni che faccio in quelle occasioni mi permetto ogni tanto anche qualche rapido ritratto di qualche studente. Proprio un paio di giorni fa stavo immortalando un'affascinante ragazza bionda sommersa dai libri, ma lei deve essersene evidentemente accorta e da allora ho come l'impressione che mi guardi in modo strano. Chissà cosa avrà pensato, magari mi ha scambiato per uno spasimante, spero di non averla messa in imbarazzo.


Le immagini del mio messaggio di oggi rientrano in qualche modo nella sfera dell'(auto)ritratto. Il personaggio maschile è pesantemente ispirato a me stesso, anche se non costituisce una mia copia carbone se non in precisi dettagli del look. Anche la ragazza è frutto del mio ricordo di un'omologa in carne ed ossa. Nel caso di lei, però, le analogie con l'originale sono ancora più deboli visto che non avevo alcuna sua fotografia da usare come riferimento.
Non vorrei che apparisse come una giustificazione ma, per quanto quello del ritratto sia un genere che mi riesca piuttosto bene, quando trasformo delle persone reali in fumetti preferisco consapevolmente non puntare sulla somiglianza fisica ad ogni costo. Mi sforzo invece di sottolineare il legame emotivo e "cartoon" tra i miei soggetti e le rispettive controparti cartacee sfornate dalla mia matita.
Nel caso di questi schizzi, spero di aver reso l'idea che volevo dare dei due personaggi - sui quali, perchè no, in futuro potrei anche scrivere una storia.

20 ottobre 2006

Watching the Watchmen

Dall'1 al 5 novembre avrà luogo nella splendida cornice della città di Lucca la consueta mostra-mercato del Fumetto. Tra i molti appuntamenti degni di nota che si svolgeranno in occasione della mostra, segnalo la presentazione del volume Watchmen 20 anni dopo, il 4 Novembre alle ore 11 in Sala Magnus (per ulteriori informazioni, rimando al sito della manifestazione). A causa di altri impegni io non sarò presente ma, per fortuna del curatore del volume, Smoky Man, non sarà così per autori decisamente più interessanti del sottoscritto, come Gabriele dell'Otto, Giuseppe Camuncoli e Stefano Raffaele solo per citarne alcuni. Invito chiunque si trovasse nei paraggi a partecipare alla presentazione, e ad acquistare magari una copia del volume, i cui interi ricavi, ricordo, saranno devoluti all'Associazione Italiana Malattia d’Alzheimer.

19 ottobre 2006

Hold on, Mr. Clowes!

Un breve post per augurare i miei migliori e più sentiti auguri di pronta guarigione a Daniel Clowes, meraviglioso artista di opere per me indimenticabili come Ghost World, uno dei miei fumetti preferiti di sempre, e David Boring. Clowes, come riportato lo scorso martedì dal blog del suo editore Fantagraphics, ha subito da circa una decina di giorni un intervento a cuore aperto allo scopo di riparare una valvola mitrale birichina. Mr. Clowes, I hope you to get better very soon!

18 ottobre 2006

L'insostenibile leggerezza del nerd

Tra le cose che ho letto in rete negli ultimi giorni e che mi hanno colpito ci sono due articoli che apparentemente non hanno nulla in comune ma che io vedo collegati da un irritante filo rosso.

Nel suo blog, Heidi MacDonald ha dedicato un messaggio alla recente polemica fra Mark Waid e alcuni utenti del forum di Newsarama a proposito del passaggio dell'editor Steve Wacker dalla DC alla concorrente Marvel. Waid, che tra parentesi è artefice della rovina della mia adorata Legione dei Super-Eroi proprio in combutta con quel manzo sovraormonizzato di Wacker, ha attaccato con estrema violenza verbale tutti coloro che avessero accusato di scarsa professionalità l'ex editor di "52", il delicato progetto settimanale della DC attualmente ancora in corso di pubblicazione e costretto quindi
in itinere alla ricerca di un nuovo coordinatore. La dolce Heidi, blogger di una certa fama nel mondo dei comics anche se ancora oggi non me ne spiego la ragione, rincuora il flaccido amico Mark con le solite frasi di circostanza da intellettuale snob del fumetto, tipo che l'unica cosa che gli autori professionisti possono imparare da Newsarama è la tendenza dei fan a lamentarsi a prescindere, bla bla bla.
Ora, non è che questo ragionamento da parte della MacDonald sia del tutto sbagliato, anzi. Che gli appassionati di super-eroi siano una specie conservatrice è un fatto dolorosamente noto a tutti coloro con meno di tre fette di salame sugli occhi. Questa polemica resta comunque assai inquietante per due ragioni. La prima è che sono proprio gli editori e gli autori come Waid e Wacker a forgiare il proprio pubblico una generazione dopo l'altra con storie dense di sola continuity e che favoriscono la nerdizzazione. Cioè, non ci si può lamentare di aver allevato un figlio cannibale se per tutta la vita gli si è data in pasto carne umana. Ma soprattutto, cara Heidi, non ti vergogni di scrivere certe stronzate dopo esserti pubblicamente strappata i capelli in preda allo sgomento suscitato nella tua fragile psiche dal pesante restauro alla serie classica di Star Trek? Ma stai zitta, va, vai a casa e prepara la cena a qualcuno che lavora davvero, ipocrita.

Su un simile registro è questo articolo di Michele Medda, che per i pochi marziani che non lo sapessero è uno dei creatori del bonelliano Nathan Never.
“Qualità” è la parola passepartout con cui i nerd spiegano qualsiasi fenomeno editoriale. E' la pietra di paragone assoluta. Se una serie gradita al nerd non va, “la qualità era troppo alta... il pubblico non poteva capire.”. Se una serie gradita al nerd ha successo, “la qualità è premiata”. Se una serie sgradita al nerd non va bene, “la scarsa qualità è punita, c'è una giustizia a questo mondo”. Se una serie sgradita al nerd invece ha successo, l'autore “ha deciso di non puntare sulla qualità per inseguire il facile successo.”
Sarò franco, trovo insopportabile questo atteggiamento di superiorità nei confronti delle critiche. In primo luogo perchè generalizza in modo banale quello che invece è un trend riscontrabile negli appassionati di qualsiasi forma artistica. Invito chiunque stia avendo la pazienza di leggere queste righe ad immaginare in un qualsiasi contesto extra-fumettistico le frasi ipotizzate da Medda, applicandole magari ad un film, a un libro o, perchè no, all'ultimo album di qualche gruppo musicale. Insomma, ascrivendo delle
considerazioni da luogo comune a una tipologia specifica di lettori, e non una caso perchè "nerd" ha in sè una connotazione negativa e un po' viscida, l'effetto voluto è probabilmente quello di abbassare agli occhi del pubblico il valore del loro stesso giudizio.
Secondo Medda, l'ossessione per la "qualità" deriva dal bisogno inconscio da parte delle persone di elevare i propri hobbies ad attività culturalmente valide in assoluto, come per giustificarsi di fronte alla società tutta per il tempo presumibilmente "perso" a leggere un fumetto o immersi in un videogioco. Ancora una volta, potrei essere d'accordo con questa affermazione se non fosse per un paio di modesti particolari. Il primo è che di fatto, nel mondo reale, parlare di "qualità" non implica necessariamente un paragone implicito con tutte le forme d'arte ma, come più di frequente accade, ha un peso dimensionato al contesto della discussione. "Predator" non può senz'altro vantare un voto alto sul Mereghetti, ma non si può negare che nel genere dei film d'azione sia riuscitissimo. Una piadina, se pur ottima, non mi darà mai lo stesso piacere di un piatto di lasagne ma, nell'ambito dei piatti da tavola fredda, può
ugualmente essere "di qualità". Il fatto di essere appassionati di qualcosa non significa doverla mandar giù a naso tappato come con l'olio di ricino. Quando si smette di seguire una serie a fumetti è quasi sempre perchè, al di là della "qualità" oggettiva, essa ha semplicemente perso ai nostri occhi la magia che aveva un tempo. Punto. E' un taglio doloroso per il collezionista puro, certo, ma anche perchè testimonia il costante cambiamento che caratterizza l'esistenza, la piccola "morte" di ogni secondo che ci abbandona inesorabilmente alla nascita di uno nuovo, diverso, imprevedibile. Un problema, questo, difficile da affrontare per un autore e che è certamente più facile sbolognare con un attacco gratuito al pubblico "ingrato".
Ma, ancor più grave, è secondo me il fatto che l'accusa di Medda abbracci anche tantissimi professionisti dell'enterteinment. Ne ho già accennato in precedenti post per cui non entrerò di nuovo nel dettaglio, ma basti pensare ad esempio a certi sceneggiatori d'oltreoceano che, per rendere "adulta" e quindi socialmente accettabile la loro passione per il fumetto, snaturano personaggi dal prezioso animo infantile in icone spente del mondo cinico dei grown-ups.
Io mi rendo conto che ricevere una critica al proprio lavoro sia snervante e possa causare dispiaceri. Ma questa situazione è se mai solo peggiorata se il soggetto della critica parte dall'assunto che il prossimo sia un imbecille... o un "nerd".

15 ottobre 2006

L'uomo che c'era

In un guizzo di vanità, riporto la terza di copertina di Anteprima #181, che pubblicizza il volume Lavieri al quale ho avuto la fortuna e l'onore di collaborare. A suo tempo trovai un po' inquietante questa immagine, visto che quando uscì non avevo ancora consegnato il mio lavoro! Osservare lo sguardo gelido del Dottor Manhattan (nella bella illustrazione di Franco Brambilla) non faceva che aumentare in me la pressione... Oggi, grazie al cielo, le cose sono ben diverse.

14 ottobre 2006

Fai quel che ti pare! /3

In attesa di elaborare come si deve le idee raccolte durante la mia assenza dalle pagine di questo sito, vado sul sicuro con la consueta rubrica di consigli da Previews. Mi fa un po' specie che siano trascorsi solo due post dalla puntata precedente, ma tant'è.

PREVIEWS di Ottobre 2006 (vol.XVI, #10)

- Forse a causa della necessità di ristrutturare al più presto le piastrelle della veranda della casa al mare, Matt Wagner si è finalmente deciso a ristampare la sua prima storia di Grendel, Devil by the Deed HC (Dark Horse, pag. 31), della quale pare non essere oggi come oggi molto orgoglioso. Si tratta in effetti di un lavoro tecnicamente ancora acerbo,
inizialmente fu pubblicato nientemeno che in appendice alla prima serie di Mage della Comico, ma che proprio per questo, forse, testimonia la grandezza e la classe narrativa di un autore già capace di colpire a soli vent'anni.

- A volte ritornano. Todd McFarlane, mito degli anni '90, riprende finalmente in mano la matita dopo anni per illustrare l'ennesimo team-up tra la sua demoniaca creazione, Spawn, e Batman, cavaliere altrettanto oscuro. Da ammiratore dell'artista canadese sono molto curioso di vedere cosa verrà fuori da questa sua nuova apparizione sul ring, sperando che non sia limitata alle chine sul lavoro del gregario Greg Capullo. Chiamatela nostalgia ma,
pur conscio che il risultato potrà essere al meglio una bella serie di pin-up, io uno sguardo a Spawn/Batman: Inner Demons (Image, p. 130) lo darò con piacere. George Foreman insegna.

- Ultime tre segnalazioni, tutte in casa Marvel. La prima è per un albo che trovo quasi commovente, John Romita Jr 30th Anniversary Special (p. 7
, Marvel Previews). Il riconoscimento della carriera di un artista che ha saputo regalare a tutti i lettori grandi emozioni è sempre un momento piacevole e di toccante amarcord. E, in questo caso, più che mai meritato.
A proposito di icone del passato, il camaleontico Kaare Andrews tenta di seguire le orme di Frank Miller con Spider-Man: Reign (p. 20,
Marvel Previews), una miniserie che rifacendosi a Dark Knight Returns immagina il climax di un possibile futuro distopico per l'alter ego di Peter Parker. Il segno mi ricorda un po' il Kieth Giffen attorno al suo "periodo Munoz", ad ulteriore dimostrazione della versatilità di Andrews, uno alla costante ricerca di nuove soluzioni grafiche che sposino la linea emotiva delle storie che racconta.
Da un disegnatore in costante evoluzione ad uno che sta toccando il fondo. Salvador Larroca è sempre stato una matita di media fascia, dallo storytelling confuso e dal tratto striminzito. Dopo una serie del tutto mediocre di storie mutanti, è oggi compagno di viaggio di quel simpatico ubriacone di Warren Ellis su Newuniversal (p. 43, Marvel Previews), revival del New Universe di shooteriana memoria. Di fronte a un vicolo cieco creativo, Larroca si gioca in questa miniserie l'ultima carta del mazzo, ovvero l'utilizzo massiccio e un tantino oltremisura di supporto fotografico (deliziosa e un po' trash, ad esempio, la scelta di ricalcare il personaggio di Starbrand sulle fattezze dell'attore Josh Holloway, il Sawyer di Lost). Oddio, le tavole del "nuovo" Sal si lasciano guardare con discreta soddisfazione, e non è detto che un simile ricorso alle foto non sia una scelta incoraggiata dallo sceneggiatore per questioni di atmosfera. Ma nel caso di un professionista come Larroca, distinto fino ad ora solamente dai caratteristici stilemi grafici, tutto questo mi puzza ugualmente di mossa disperata.

Questi sono i miei consigli. Poi, fate un po' come vi pare.

13 ottobre 2006

Il ritorno degli Eroi!

Riemergo finalmente dal vuoto siderale delle ultime settimane. La riapertura dell'università, che si spera coincida con una apertura dei libri da parte mia tanto per cambiare, e la stesura del mio saggio per "Watchmen: 20 anni dopo" mi hanno tenuto occupatissimo.
Già, non ne avevo ancora accennato per scaramanzia, e infatti poco c'è mancato che non riuscissi a consegnare il mio lavoro in tempo utile per la pubblicazione, ma anch'io avrò l'onore di veder pubblicato un articolo sul volume Lavieri curato da Smoky Man. Si tratta a dire il vero di una doppia soddisfazione, perchè il 100% dei profitti netti ricavati dalla vendita del libro verranno donati all’
AIMA, Associazione Italiana Malattia d’Alzheimer. Ringrazio Smoky Man per la pazienza manifestata nei miei confronti, una dote che spero di non mettere ma più alla prova dei miei
editor, Paolo D'Alessandro per il sostegno e l'aiuto e naturalmente tutti quelli che vorranno acquistare una copia del saggio, il cui esordio avverrà alla prossima Mostra-mercato del Fumetto di Lucca (1 / 5 Novembre 2006). Segnalo infine che l'immagine che ho scelto per abbellire questo messaggio è nientemeno che la splendida immagine di copertina di "Watchmen: 20 anni dopo", realizzata a quattro mani da Dave Gibbons, co-autore con Alan Moore del fumetto originale, e da Gabriele Dell'Otto.
Io mi riservo di recuperare nei prossimi giorni tutti i post che mi sono rimasti tra le dita ultimamente. Ho preso qualche appunto e mi sono segnato diversi link che mi hanno colpito, vedremo cosa riuscirò a cavarne!

20 settembre 2006

E venne da un cassetto

Per tamponare lo scarso numero di post degli ultimi giorni, ho ripescato un altro schizzo dal mio archivio. L'impaginazione è un po' inusuale e spero non stoni, ma viste le proporzioni inusuali del disegno ho volto pubblicarlo in modo un po' paraculo perchè arredasse meglio il blog. Riguardo al soggetto, nulla da dire se non che si tratta dell'ennesima dimostrazione d'affetto da parte mia nei confronti degli eroi adolescenti della DC. Anzi, non vedo l'ora che mi arrivi Shazam Family Archives vol.1... sarà una spesaccia, ma 228 pagine di Capitan Marvel Jr e Mary Marvel della golden age valgono ogni euro. Chissà che in futuro io non ritragga anche loro!

13 settembre 2006

Fai quel che ti pare! /2

E' tempo di Previews, il menu dei fumetti che verranno serviti nei migliori comics shop d'oltreoceano fra poco meno di tre mesi. Dei piatti al loro esordio in questo catalogo, la casa consiglia:

PREVIEWS di Settembre 2006 (vol.XVI, #9)

- Dopo una certa assenza dagli scaffali, il maestro Darwyn Cooke (Catwoman, DC: the new frontier) torna con una proposta che mi lascia delle incertezze. Batman/The Spirit (pag. 65) è uno speciale autoconclusivo, scritto a quattro mani con Jeph Loeb, che introduce alla futura nuova serie dedicata all'investigatore in maschera creato nel 1940 dalla fantasia di Will Eisner, uno dei padri del Fumetto moderno. Non voglio entrare nell'ambito della Storia del Fumetto, che non compete a questa rubrica, ma le originali strisce di The Spirit non raccontano semplicemente le gesta di un amabile personaggio ma sono molto di più, pura sperimentazione e gestalt del Fumetto in-the-making. Mi chiedo che senso abbia riprendere oggi le avventure di Spirit e questo ritorno mi puzza già di stantìo, di viaggio nei ricordi fine a se stesso. Quantomeno, le indiscusse qualità dell'autore assicurano un buon divertimento, se pur avrei visto meglio il nome di Cooke su qualcosa di più personale.
Nel frattempo, prosegue la ristrutturazione della WildStorm con il lancio dell'ennesima serie da tenere d'occhio, Midnighter (p.110) dell'iconoclasta Garth Ennis (Preacher, Punisher) e di Chris Sprouse (
Tom Strong, Ocean). Al di là della nota storica per quella che, a quanto mi risulta, sarà la prima collana dedicata dalla DC a un protagonista dichiaratamente omosessuale (i tempi stan finalmente cambiando, era ora), i nomi degli autori promettono molto bene, specialmente dal lato grafico.

- Questo previù mosciarello nasconde almeno due gemme assolutamente da non perdere, entrambe partorite sotto bandiera Marvel. La prima è Bullet Points (p. 25,
Marvel Previews), miniserie realizzata da J. Michael Straczynski (Babylon 5, Amazing Spider-Man) e dall'illustratore Tommy Lee Edwards (The Question). La premessa, che ricorda i celebri "What if...?" è come sempre intrigante per quanto riguarda le storie di "Straz": cosa sarebbe successo se l'ideatore del siero del super-soldato fosse stato ucciso prima di riuscire ad iniettarlo in Steve Rogers? La risposta sconvolgerà la vita di una serie di nomi illustri dell'universo di Stan Lee, da Tony Stark a Peter Parker, rimescolate alla luce del "butterfly effect" storico generato dal cambio di traiettoria di un semplice proiettile.
Ma la vera meraviglia del mese, il tomo per il quale la vostra libreria di casa sarebbe disposta a sacrificare un intero scaffale di cazzate, è New X-Men Omnibus (p. 90, Marvel Previews). Il volume, di dimensioni bibliche, ristampa per intero l'indimenticabile ciclo mutante orchestrato da Grant Morrison, patriarca dell'utilizzo del cervello nella sceneggiatura dei comics dell'ultima generazione. Una saga intensa e innovativa che beneficia senz'altro di una lettura tutta d'un fiato per essere meglio apprezzata.

- Per spezzare questa sequela di consigli unicamente mainstream, segnalo un'uscita Image Comics che potrebbe riservare delle sorprese. Si tratta di Fear Agent (p. 161), serie scritta e ideata da Rick Remender (Strange Girl) e che vede la rivisitazione in chiave divertita e moderna delle atmosfere fantascientifiche della letteratura pulp. A convincermi a calpestare le mie intenzioni originali di non dar risalto in questo spazio ad arc in corso è la possibilità che il numero annunciato questo mese, l'11 per la precisione, possa ospitare una backup story illustrata da un giovane e talentuoso disegnatore italiano di mia conoscenza (la storia principale è accreditata a un altro conterraneo, Francesco Francavilla). Non voglio dire di più per scaramanzia, ma spero di potervi invitare alla conferma dell'ordine per quello che mi auguro fortemente possa concretizzarsi come il primo passo per la carriera
internazionale di un amico che la meriterebbe davvero.

Questi sono i miei consigli. Poi, fate un po' come vi pare.

08 settembre 2006

Davide e i Golia

"No one will really be free until nerd persecution ends."
Prendo spunto da un post lasciato sul DC Forum dall'amico Andrea Voglino per aprire una piccola polemica.
In questi ultimi giorni, come ho già riportato in questo sito con un messaggio del 27 agosto, si è concretizzato il passaggio di consegne tra Play Press, vecchio licenziatario dei diritti DC Comics in Italia, e Planeta/DeAgostini. Constatate le evidenti difficoltà nel coordinare le traduzioni italiane dalla sede di Barcellona, persino la Panini ha sbeffeggiato non troppo velatamente in una newsletter alcuni obrobri nell'adattamento de "Le Avventure di Superman", la Planeta ha pensato di affidarsi al collaudato e capace staff della Magic Press, già noto ai lettori DC grazie all'ottimo lavoro svolto su Vertigo e WildStorm.
DC World/DC Forum, sito con il quale mi onoro di collaborare, è una realtà del tutto amatoriale e senza alcuna velleità professionale. Il solo scopo di questo progetto è quello di diffondere l'amore per i comics DC, che in seguito a una sfortunata storia editoriale sono relegati da sempre al ruolo di Cenerentola nell'immaginario dei lettori e degli appassionati italiani di fumetti. Grazie alla sua genuina passione, che è evidente in ognuno dei servizi che offre gratuitamente, DC World è diventato un punto di riferimento tra i DC fan nostrani e può vantare oggi un pubblico cospicuo di aficionados.
Vien da sè, quindi, che una realtà come DC World/DC Forum voglia proporsi come piattaforma di incontro tra il nuovo licenziatario e i lettori, oltre che come vetrina dei futuri prodotti con marchio DC/Planeta.

Nel suo post Andrea Voglino, storico redattore degli albi DC di Glenat e Play Press, incoraggia lo staff di DC World a darsi da fare in ogni modo per stabilire un contatto con i professionisti della Planeta e della Magic. All'atto pratico, purtroppo, entrambe queste opzioni si sono verificate letteralmente impossibili.
La casa editrice spagnola è chiusa in un ermetismo che lascia perplessi. Non solo non ha ancora un sito italiano attivo e fruibile, nè offre possibili contatti su quello iberico, ma diffonde addirittura le proprie comunicazioni ufficiali solo per bocca del distributore Alastor.
Della Magic Press non saprei quasi cosa dire. Le mie mail a un loro redattore sono valse, nonostante la più totale cortesia e disponibilità da parte del sottoscritto, una spocchia mai vista prima, culminata con un formale "di norma non collaboriamo con i siti"... certo, gioia, come se io non ricordassi ad esempio che, tempo fa, tenevi addirittura una specie di rubrica sul forum di un sito dalla visibilità che a quanto pare ritieni più conveniente.

Sia chiaro, nessuno a DC World si aspetta certo un trattamento da diva. Anzi, tutti noi ci rendiamo conto di non essere più che fanzinari, anche se di qualità. E, per riciclare le parole del saggio Voglino, "da che mondo è mondo, di "professionisti" che guardano i "fanzinari" dall'alto in basso ce n'è a pacchi". Fattostà che la nostra E' una vetrina valida. In qualsiasi altro settore dubito che si rinuncerebbe a una simile pubblicità gratuita, ma forse sono solo troppo ingenuo.
Eppure, anche di fronte a questo scenario, DC World/DC Forum non si arrende e prosegue nel suo lavoro di "evangelizzazione". Abbiamo pesanti novità in serbo per il futuro e nel frattempo, come direbbe George W. Bush, armati di vocabolario "staneremo" la Planeta dal suo rifugio spagnolo, sperando in una maggiore volontà di cooperazione. Insomma, la buona volontà non ci manca. Ancora una volta, sarà rivincita per i nerd!

05 settembre 2006

Uno sguardo agli archivi

Per rimediare alla siccità di disegni sul blog, ne ho ripescato uno di qualche mese fa, ritrovato per caso mentre riassettavo la mia camera. Il soggetto fa parte del mio progetto per una fan fiction a fumetti della Legione dei Super-Eroi, che tra parentesi sto in parte rivedendo alla luce di una piccola influenza indotta dalla visione del serial Battlestar Galactica. In breve, mi piacerebbe rendere i costumi della legione il più simili possibile a delle alte divise militari, ma ugualmente adatte all'azione corpo a corpo cui sono tipicamente sottoposti gli avventurieri dei comics. Vedremo! (o dovrei scrivere "vedremo..?")


31 agosto 2006

L'uovo di Colombo

Mark Millar ha scaldato ancora una volta la rete con un curioso intervento sul suo forum (potete leggerne un ulteriore approfondimento da parte dello stesso Millar su Newsarama). In seguito ad una accurata analisi del mercato americano del fumetto dagli anni '40 ad oggi, l'autore di Wanted e Ultimates predice per il prossimo decennio un periodo difficile e di generale crisi per il comicdom statunitense:
It certainly cheered me up and made me realize that, like any other market, the comics industry goes through booms and busts [...] We had a peak in the 40s, a trough in the 50s, a peak in the 60s, a trough in the 70s and so on until we hit the worst trough of all in the mid-90s when the market suffered the nastiest collapse in our publishing history.
La cosa più interessante, secondo me, è la totale banalità di queste affermazioni. Cioè, per carità, non contesto certo la visione storica appena esposta, ma mi rifiuto di pensare che un simile pensiero possa risultare così sorprendente da scatenare il finimondo in rete. Non so negli Stati Uniti, ma in Italia c'è perfino un proverbio a ricordare che "la Storia si ripete". Mi dipiace per Mark Millar, un autore che stimo molto e che seguo con grande interesse, ma questa volta ha semplicemente scoperto lo strutturalismo.

28 agosto 2006

Plastic Man Returns?

Scrivo questo messaggio per condividere la mia migliore scoperta su YouTube. Sperando che rimanga online il più possibile, visto che negli ultimi giorni, per ragioni di copyright, è già stata rimossa almeno un paio di volte dal sito di video sharing. Si tratta del pilota di una nuova serie animata di Plastic Man, proposta a Cartoon Network da Stephen DeStefano (Ren & Stimpy) e Andy Suriano (Star Wars: Clone Wars). Il risultato è, a mio avviso, una piccola gemma. Un cartone fresco e spassoso, che riprende la follia delle storie originali di Jack Cole per mischiarle al gusto grafico della moderna ma sfortunata serie di Kyle Baker. Insomma, l'ennesima dimostrazione che il DCU può essere divertente una volta che gli si è tolto il palo dal sedere. Mi auguro solo che, come è già stato nel caso del recente serial di Aquaman per la CW, la presenza in rete di questo filmato non significhi una morte anticipata del progetto.

Vorrei dedicare questo post a una persona, scomparsa da poco, che di sicuro avrebbe gradito il filmato di Plastic Man. Sig. Paolo, grazie per avermi fatto tante volte compagnia con il Suo sorriso.